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Sempre con voi

“Sempre con voi” si chiama il calendario di Silvio minuto per minuto: dodici mesi in compagnia dello “chansonnier” (gennaio); del “fotografo di matrimoni ma anche di funerali” (febbraio);  ”dell’imprenditore condannato a vincere” (marzo); di “colui che ascolta i popoli” (aprile); del “liberale” (maggio); del politico “votato alla libertà” (giugno); dell’ottimista per definizione (luglio); del lavoratore indefesso (agosto); dell’uomo a cui la storia ha imposto la politica (settembre); del capo dell’impero (ottobre); del combattente contro il comunismo “come Churchill contro il nazismo” (novembre); dell’aggredito “verbalmente, politicamente e giudiziariamente” (dicembre).
Nessun cenno nel calendario alle vicende giudiziarie del Cavaliere. Neppure per denunciare il complotto e la persecuzione dei soliti giudici comunisti. Dei processi non si parla. La sua biografia è un’escalation di successi con molti omissis. E forse solo per lo scherzo di un tipografo burlone, ecco comparire sulla data 26 gennaio – tra un salto di carriera e l’altro – l’iscrizione “nel 1978 alla P2, tessera 1816“. Poi più nulla: i processi e le condanne spariscono come i segni della vecchiaia dalle foto, tutte antecedenti almeno agli anni ’90. Rimane solo uno sterminato elenco di vittorie umane, lavorative e politiche.
Si parte dal giovane Silvio “cresciuto nel segno della cultura cattolica“, piccolo ma già capace di “dare una mano ai vicini di banco in cambio di merende, giochi e caramelle”. Giovanissimo ma dotato di uno “spiccato spirito imprenditoriale e una mente vivace che lo portava sia a ottenere ottimi risultati negli studi sia a interagire con gli altri in modo intelligente e creativo”. Si passa dal Berlusconi appassionato di musica francese e napoletana che incontra Mariano Apicella e con lui fa un disco “tra sentimento e sensualità” al suonatore di basso, animatore, attore tra battute e barzellette “durante le traversate nel Mediterraneo con l’amico Fedele Confalonieri in cui “rafforza la sua verve artistica“. C’è il proprietario del Milan, “un affare di cuore, costoso come una bella donna”. C’è l’imprenditore in erba che costruisce Milano due “un’eccellenza urbanistica” grazie alle garanzie fornitegli dalla Banca Rasini (quella che Sindona definì la “banca della mafia”). E c’è, ovviamente, l’uomo delle tv, oltreché il tombeur de femme (Berlusconi conosce Miriam Bartolini, in arte Veronica Lario dopo la messa in scena di uno spettacolo teatrale dal titolo profetico, “Il magnifico cornuto”).
Anni di storia, soprattutto giudiziaria, del nostro Paese, vengono riassunti con disarmante semplicità. La ‘guerra di Segrate’ si riduce a un “accordo” con De Benedetti, il ventennio di strapotere mediatico e politico di Berlusconi scorre mese dopo mese attraverso laconiche didascalie (da notare il contratto con gli italiani sottoscritto nel giorno di San Vittore). Sotto “nuovi amori”, escluse le Olgettine di cui non si è persa traccia, compare però Francesca Pascale, ultima, giovane fiamma del Cavaliere. Non manca più nessuno, solo non si vede il cane Dudù
Fonte: Il Fatto Quotidiano – di Elena Rosselli – 8 novembre 2013

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