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Quanta fatica

Ho le spalle doloranti, il collo mi fa male. Certe volte non ho voglia di continuare vorrei fermarmi e lasciare andare. Altre mi incazzo con lui che non ne ha colpa ma mi prende la rabbia per vederlo sfuggire. Mi siedo sul divano e guardo alla finestra. Gli alberi hanno il colore dell’autunno e le foglie cadono lentamente sul prato. Lui non vede e non ho il coraggio di spiegargli quello che vedo io, saprei già la risposta. Appoggio la testa allo schienale, quanta fatica oggi. “Papà dove sei papà”, non ho voglia di rispondergli ma, al’ennesimo “Papà dove sei papà” gli rispondo “Son qua Federico, son qua dove vuoi che sia? “Ah non ti sentivo e avevo paura”. Poi d’improvviso due labbra rosse, una scollatura audace e, quella voce suadente. La voce dell’assistente sociale, spero non vi capiti mai di aver a che fare con lei, non le vale la pena. Poi un paio di occhiali, la magnificenza del nulla, la competenza del niente e quella certezza di credere di essere il direttore dell’area disabilità adulta. Di credere certo, di esserlo solo sulla carta. Quanta fatica, non è possibile descrivere quanta fatica, non è possibile dipingere quanta fatica, non è possibile trasmettere quanta fatica. Poi d’improvviso me lo trovo davanti, “Facciamo qualcosa?”, non ho la forza di chiudere nemmeno gli occhi e, questa volta, ho deciso di non urlare. “Qualcosa cosa?” “Il mio giochino” “Sempre quello ma basta” “E allora cosa facciamo ?” “Facciamo che ritorniamo a fare ciò che ci piace e che ci rende felici dunque, inizia per primo tu” “ Vedere, vorrei ritornare a vedere. Parlare, vorrei ritornare a parlare che tutti mi capiscano. Camminare, vorrei ritornare a camminare senza bisogno d’aiuto. Vorrei ma non posso !!” “Adesso tocca a te papà” "Papà non vuole ritornare, vuole andare, correre, arrivare, assieme alla mamma darti ancora di più una mano, vuole sconfiggere la fredda logica dei libri di medicina, vuole continuare a sperare” “Ah, ma non è un gioco questo, sono cose importanti che fanno fare tanta tanta fatica” “Si Fede non sai proprio quanta fatica, ma da oggi lo farò come fosse un gioco" "Un gioco papà, il mio giochino?" "Si Fede il tuo giochino" 

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