Perseguitato

“I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso”. Così Silvio Berlusconi risponde a Bruno Vespa per il suo prossimo libro alla domanda se sia vero che i figli gli hanno chiesto di vendere e di andare via. Nel corso dell’ennesima anticipazione dell’intervista al conduttore di Porta a Porta per il tradizionale libro di Natale il Cavaliere spiega: “Sono italiano al 100 per cento. In Italia ho le mie radici. In Italia sono diventato quello che sono. Ho fatto qui l’imprenditore, l’uomo di sport, il leader politico. Questo è il mio Paese, il Paese che amo, il Paese in cui ho tutto: la mia famiglia, i miei amici, le aziende, la mia casa, e dove ho avuto successo come studente, come imprenditore, come uomo di sport e come uomo di Stato. Non prendo neppure in considerazione la possibilità di lasciare l’Italia”. 
A rispondere è Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd e figlio di Nedo, deportato adAuschwitz e unico superstite della sua famiglia, peraltro molto attivo in questi decenni nel mantenimento della memoria sulla tragedia che si abbatté su tutta Europa. “Berlusconi deve vergognarsi e chiedere scusa, perché offende la storia e 6 milioni di ebrei gasati e bruciati” dice al fattoquotidiano.it il deputato democratico. 
Quanto alla sentenza Mediaset “il primo sentimento – racconta l’ex presidente del Consiglio – è stato di non volerci credere, che fosse impossibile che capitasse a me tutto questo, e da lì il rifiuto di prendere in considerazione qualsiasi ipotesi, perché tutte sarebbero comunque ingiuste. Sono stato assalito da una profonda indignazione, che da allora non mi ha lasciato mai. Ho molto pensato a quanto soffrirebbero mio padre e mia madre se fossero qui. E mi sono chiesto come avrebbero voluto che mi comportassi. Credo con la stessa dignità che mi hanno sempre insegnato”. Il colloquio è contenuto nel libro “Sale, zucchero e caffè. L’Italia che ho vissuto da nonna Aida alla Terza Repubblica” in uscita per Mondadori-Rai Eri.
Ancora per mezzo del libro di Vespa Berlusconi era uscito allo scoperto: “Mi dicono che per avere la grazia bisogna aver iniziato a scontare la pena. Dunque, sarebbe ancora in tempo“. Il soggetto della frase è il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Sentenza Mediaset e decadenza da senatore sono ovviamente legate a doppio filo. E sulla questione si basa lo scontro 24h all’interno del Pdl. Nella puntata del giorno si registra la presa di posizione di Sandro Bondi, ormai irriducibile: “Se il Pdl-Forza Italia si avvia adiventare un partito di correnti, animosamente contrapposte sulla base di ragioni di puro potere, e se la prospettiva è quella di accettare supinamente, pur con qualche vibrante dichiarazione di facciata, la decadenza di Berlusconi dal Parlamento, oltre al fatto di dover votare a qualunque costo una legge di stabilità che contribuirà a peggiorare la crisi e la sofferenza di tutti gli italiani, personalmente dopo tanti anni di onesto impegno non potrò approvare e riconoscermi in queste scelte”: lo scrive il senatore del Pdl Sandro Bondi.
di Redazione – Il Fatto Quotidiano – 6 novembre 2013

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