Grazie, vuol dire

Vuol dire che le pensioni e le indennità non aumentano, e che un disabile grave deve continuare a sopravvivere con 270 euro al mese, che le possibilità di vita indipendente e di inserimento al lavoro sono diminuite, che la realtà delle persone disabili e delle loro famiglie viene appiattita sui loro bisogni, che gli handicappati, in quanto oggetto di benevolenza e di compassione, devono essere buoni, pazienti e riconoscenti…perché richiedono l’aiuto di tutti e non hanno utilità sociale.
È inaccettabile, in un Paese che ritiene di essere civile, che le persone disabili ed i loro familiari, prima di accedere al pensionamento debbano lavorare circa due anni in più per restituire tutte le giornate in cui hanno usufruito dei permessi e/o dei congedi straordinari previsti dalla Legge 104 del 1992 e successive modifiche.
Questa barbarie è ancora più inaccettabile se pensiamo che da oltre trent’anni tutti i Governi che si sono succeduti, di tutti i colori politici, hanno sempre promesso ma mai mantenuto di concedere una riduzione sull’età contributiva per accedere alla pensione a tutti disabili in situazione di gravità ed ai loro familiari che li assistono in modo continuativo ed esclusivo…

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