Genitori di disabili

” Ancora una volta la politica dimostra la propria inaffidabilità verso i più deboli. Ci si riempie la bocca di attenzione alle persone svantaggiate, a coloro che non hanno avuto la fortuna dei normodotati, i portatori di handicap, sono state mortificate anche da questa assurda modifica alle leggi sulle pensioni, lasciandoli al proprio destino. I genitori vedono di fatto allontanarsi la possibilità di occuparsi direttamente qualche anno prima dei loro figli, o comunque delle persone care più dirette,  perchè se non ci saranno altre riforme, dovranno aspettare quando avranno appena … 67 anni, che come ha spiegato il Ministro Fornero del governo Monti si è ancora giovani e pieni di vita, per potersi dedicare a questo ulteriore peso che purtroppo e non per colpa loro devono sopportare”.
Certo che la legge andava modificata, nessuno nutriva dubbi in merito, alla luce di quanto sta succedendo in Europa, tutti siamo consapevoli che purtroppo la crisi è mondiale, e coloro che ci hanno guidato nell’ultimo ventennio a tutto hanno pensato meno che a creare ricchezza per il paese. Non siamo riusciti come Stato a tenere il passo alla globalizzazione, i governi non sono riusciti a frenare l’emorragia delle aziende, che allettate da sgravi fiscali e retribuzioni più competitive hanno portato le loro sedi all’estero facendo così diminuire le entrate fiscali ed aumentando la disoccupazione nel nostro paese, contribuendo così alla nostra recessione. E’ inammissibile che, in uno Stato che si considera civile, però i più deboli continuino a non essere tutelati. Siamo tutti d’accordo che i sacrifici li dobbiamo fare tutti, anche noi, che con i sacrifici già ci convivevamo quotidianamente per le gravissime malattie con cui sono stati colpiti i nostri cari, che non hanno certo la colpa di ciò, ma è inconcepibile che non ci sia un minimo di attenzione dei rappresentanti dello Stato a tutti i livelli.
Almeno nella stesura della nuova riforma delle pensioni un po’ di attenzione verso queste realtà potevano e dovevano averne, in fondo bastava fare una riforma penalizzante con minimo 40 anni di contributi e 65 anni di età obbligatoria e già avevano fatto una riforma molto pesante. Considerando poi che oggi come oggi, abbiamo sentito spesso parlare dei giovani offendendoli e definendoli addirittura “bamboccioni”,  nonostante le grossi difficoltà a trovare lavoro, l’età media di inserimento al lavoro è di 30 anni, loro per andare in pensione non andranno in pensione prima dei 70 anni, molto dopo i 67 della riforma “Fornero”, considerando poi la precarietà con cui vengono assunti da tutte le aziende sia pubbliche che private i 70 anni di età saranno comunque una chimera.
Inoltre ai parenti dei portatori di handicap hanno fatto anche un altro regalo, una chicca, invece di anticipare la pensione nei casi in cui ci sono persone molto gravi in famiglia, i 3 giorni al mese ed i due anni che per la Legge 5 febbraio 1992 n. 104 spettano a chi purtroppo ha un disabile in famiglia, avranno la copertura figurativa ridotta, ma i periodi suddetti non saranno conteggiati per il raggiungimento delle settimane utili e pertanto chi usufruirà di tali “agevolazioni” si vedrà traslata la pensione di altrettanti periodi. E’ questo il Welfare tanto promesso? Sono queste le attenzioni ai più deboli? Se si toccano gli stipendi dei Parlamentari o dei dipendenti del Parlamento si grida allo scandalo, all’incostituzionalità di tale legge, se invece si ledono i diritti acquisiti per i disabili non è anticostituzionale. Ma senza offesa  per nessuno, così non è questo il cosiddetto “Stato delle banane ?”.
Alla luce di queste considerazioni necessita assolutamente venire incontro alle esigenze almeno di coloro che hanno particolari problemi in famiglia, perchè facendo due conti non è penalizzando ulteriormente i disabili che lo Stato ripiana i debiti accumulati da tanti anni di sperpero di denaro pubblico e di inefficienza gestionale. Sicuramente era una vergogna la Legge in vigore fino al 31/12/2011, che permetteva in Sicilia, ai dipendenti della Regione, che avessero la necessità di prendersi cura di un genitore, un coniuge o un figlio malato di poter andare in pensione con soli 25 anni di anzianità per gli uomini e 20 anni per le donne. Lo Stato non può avere figli e figliastri, essendo la Regione Sicilia parte integrante della nostra Nazione. Nessuno vuole andare in pensione in quei termini, ma sicuramente non è possibile che sia così, come previsto dalla Legge Fornero, peggiorando la data di uscita di chi ha un familiare con handicap invece di venirgli incontro rimodulando la finestra almeno con un minimo di attenzione alle reali problematiche di chi convive questi disagi.

E intanto…continuiamo a pagare le pensioni d’oro, le baby pensioni (16 anni o 19 anni 6 mesi e un giorno) anche a chi non ne ha bisogno, marito o moglie con mensili da 5/6 mila euro, e noi? Chissà come si finirà!!!

Commenti

Post popolari in questo blog

Sei un fiume forte, non ti perderai