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Disabilità in Italia…incredibile ma vero !!!

Situazioni allarmanti 
Progressiva esclusione dei disabili dalle priorità della politica E’ DIVENUTA UNA EMERGENZA DRAMMATICA ;
Indennità di accompagnamento considerata dai governi Berlusconi, Monti e Letta un REDDITO DA TASSARE O DA CANCELLARE ;
I diritti che per un disabile sono strumenti per una vita dignitosa DA CANCELLARE PER IL CONTENIMENTO DELLA SPESA PUBBLICA ;
Azzeramento del fondo della non autosufficienza con l’ultimo governo Berlusconi appena modificato dal governo Monti e con fosche premesse con quello attuale, OSCENO;
Assoluta mancanza di una anagrafe della disabilità quantitativa e qualitativa IN MODO TALE DA PROGRAMMARE INTERVENTI MIRATI E RISPONDENTI AI BISOGNI ESSENZIALI DEI DISABILI ;
Nel deserto dello stato sociale “l’unica prospettiva” per un disabile adulto dopo la morte dei suoi genitori potrà essere forse L’ACCOGLIENZA IN UN CENTRO ENORME E DISUMANO IN PALESE CONTRASTO A TUTTO IL LAVORO INIZIATO 40 ANNI FA DAL DOTT. BASAGLIA ;
Fonte: Il Fatto Quotidiano - Toni Nocchetti - 4 novembre 2013

In aggiunta
“Professionisti” che occupano posti non rispondenti ai loro requisiti e alla loro “professionalità”;
Servizi alla persona disabile che sono diventati puri atti burocratici tendenti al contenimento dei costi quindi, non si erogano servizi ;
Centri Educativi Occupazionali Diurni senza la competenza per seguire adulti con disabilità acquisita ;     
Distribuzione di lauti compensi in denaro, ai dirigenti, per aver contenuto i costi e non erogato i servizi ;
Completa impreparazione professionale per il servizio di “assistente sociale” con assenza di rapporto umano con le famiglie e i disabili stessi, visti e considerati solo come un costo ;
Un ping pong di “non competenze”  che lasciano drammaticamente sole le famiglie dove, per chi lo riesce a fare, l’unica alternativa al nulla è il rapporto di auto/aiuto con altre famiglie nelle stesse condizioni ;
“Operatori” che non sono adeguatamente qualificati, motivati e coordinati ;
Che non vengono, dalle azienda preposte ad erogare i servizi, prese in considerazione qualsivoglia centro o associazione riabilitativa per la disabilità acquisita, presenti al di fuori della zona di competenza della azienda stessa, anche se, la stessa non ne è provvista nella propria zona, al solo scopo di contenere i costi ;
Con l’assoluta necessità che almeno uno dei due genitori rinunci al proprio lavoro per seguire il proprio figlio e permettergli di sperare in un futuro meno peggiore 

Peso economico annuo (caso della mia famiglia)   
€uro 2.500 per corso di orientamento e mobilità personale per non vedente ;
€uro 275,00 per fisioterapia ;
€uro 864,00 per ippoterapia ;
€uro 1.200,00 per piscina ;
€uro 800,00 per medicinali ;
€uro 1.200,00 per vita quotidiana ;
€uro 900 per visite e controlli specialistici ;
€uro 1.560,00 per carburante spostamenti necessari alle attivita ;
€uro 500,00 per progetto di condizionamento comportamentale e aumento dell’autonomia attraverso l’utilizzo di strategie cognitive e percettive ;
€uro 1.500,00 per campo scuola riabilitativo per non vedenti ;
Ect…ect…ect…ect

Conclusioni
Dunque, si evince che per questa complessità, il sistema welfare italiano si appoggia alla famiglia come “istituzione curante” senza però garantire l’attivazione dei necessari supporti sia a livello economico sia a livello di servizi di accompagnamento. Nel tempo, l’eccessiva delega  alle famiglie ha contribuito a rallentare se non a far mancare completamente l’adeguamento della rete dei servizi che sconta tassi di copertura molto modesti degli interventi domestici e una mancanza di risposte residenziali “leggere”.
Da evidenziare, purtroppo, che le “reti familiari” sono sempre meno estese e il carico di cura, a carico dei soli genitori, rischia, nel tempo di divenire insostenibile, con l’avanzare poi dell’età aumenta il rischio che il disabile perda il sostegno dei genitori.
Frammentazione e disomogeneità territoriale dei servizi disponibili (copertura, risorse investite, criteri di accesso, modalità di valutazione dei bisogni di cura e della capacità economica per un’eventuale compartecipazione della spesa), la scarsa integrazione tra servizi sociali e sanitari, la difficile attivazione dei servizi, fanno si, che quest’ultimi non corrispondano quasi mai alle richieste delle famiglie e delle persone con disabilità che, sempre più, fanno ricorso a soluzione private ( il nostro caso) con notevole esborso economico che, nel tempo, possono mettere a repentaglio l’economia stessa della famiglia.

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