Culodritto

Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti 
e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti, 
ma come vorrei avere da guardare ancora tutto come i libri da sfogliare 
e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare... 

Culodritto, che vai via sicura, trasformando dal vivo cromosomi corsari 
di longobardi, di celti e romani dell' antica pianura, di montanari, 
reginetta dei telecomandi, di gnosi assolute che asserisci e domandi, 
di sospetto e di fede nel mondo curioso dei grandi, 

anche se non avrai le mie risse terrose di campi, cortile e di strade 
e non saprai che sapore ha il sapore dell' uva rubato a un filare, 
presto ti accorgerai com'è facile farsi un' inutile software di scienza 
e vedrai che confuso problema è adoprare la propria esperienza... 
Culodritto, cosa vuoi che ti dica? Solo che costa sempre fatica 
e che il vivere è sempre quello, ma è storia antica, Culodritto... 

dammi ancora la mano, anche se quello stringerla è solo un pretesto 
per sentire quella tua fiducia totale che nessuno mi ha dato o mi ha mai chiesto; 
vola, vola tu, dov' io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare 
e dove è ancora tutto, o quasi tutto... 
vola, vola tu, dov' io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare 
e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare...
Francesco Guccini

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