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25 luglio 1943

"E Roma ignara dormiva. Tutta l'Italia dormiva" , annotò Dino Grandi nel suo diario.Anche il Veneto. La notte che cadde il fascismo il Veneto non se ne accorse. Andò a letto e si addormentò con un occhio solo come faceva da quando c'era la guerra.Prendere sonno per dimenticare la fame, per timore di un'altra cartolina precetto, perchè aspettava ancora che molti alpini alpini tornassero dalla Russia anche se da mesi non se ne sapeva niente. Per paura delle bombe da cui scappare in fretta nei rifugi. Trentamila italiani erano già morti nei bombardamenti. A Padova circolava un foglietto: "Ave Maria, gratia plena/ fa che non suoni più la sirena/che non vengan più gli aeroplani/fammi dormire fino a domani.
Fonte: Edoardo Pittalis

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[…] mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, […] e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava 'sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metteva tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, […] c'è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c'è da non crederci, è che qualsiasi fiume, […], prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, […] è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto…

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