DISSERVIZI sociali

Venerdì 15 Febbraio 2015. Tribunale di Venezia, volontaria giurisdizione. Davanti il Giudice Tutelare il sottoscritto papà e amministratore di sostegno di mio figlio Federico per difendersi da accuse palesemente infondate.. Una lettera dei servizi sociali della azienda ASL13 di nostra competenza in persona del sig. Gilberto Tagliaro responsabile UOS Area disabilità adulta e dalla sig. Elisa Galzignato assistente sociale area disabilità adulta : "Comunichiamo a illustrissimo sig. Giudice che non condividiamo il modo con cui viene svolto il ruolo di AdS. Le conseguenti gravi problematiche che incontriamo nell'assolvere il proprio incarico nell'assistenza di Brinis Federico (quale?) e di come i vari tentativi di riabilitazione in istituti siano falliti a seguito dell'atteggiamento poco collaborativo della famiglia (???). Non ultimo il ritiro del nostro assistito dalla comunità "Il Giardino dei Tigli" centro particolarmente attrezzato per le gravi cerebrolesioni acquisite, vanificando "il progetto" messo in atto dallo stesso distretto socio-sanitario N.1 - Area Nord - Spinea (Ve).  
Davanti al Giudice spiego che sono stato costretto a dimettere il figlio dal centro particolarmente attrezzato per le gravi cerebrolesioni acquisite perchè, contrariamente da quanto affermato dai Servizi Sociali, tale comunità non svolgeva alcuna attività di tipo riabilitativo ma, allo stato solo e puramente residenziale. 
Il progetto doveva far diventare il centro un centro di eccellenza ma, attualmente, ha solo cinque ospiti che nulla fanno di attività di recupero, ma che ricevono solo assistenza medica e alberghiera.
Con me presente alla udienza c'erano la dott.ssa che segue mio figlio, mia moglie e Federico stesso. 
Federico, interrogato dal Giudice, descriveva che il suo ritmo di vita, all'interno della comunità, era alzarsi al mattino, fare colazione, ascoltare la radiolina, mangiare ad ora di pranzo, essere messo a letto per il riposo pomeridiano, alzato per fare merenda, risentire ancora la radiolina, cenare e ritornare a letto.
Continuando spiega di avere molti amici, una vita sociale che seppur con le gravi limitazioni che l'incidente gli ha lasciato, vuole continuare  mantenere. Uscire con gli amici, mangiare assieme una pizza, ascoltare della musica, bere l'aperitivo al bar. 
Certamente mio figlio è pieno di problemi, è cieco, parla farfugliando un pò ma, si fà capire perfettamente e vuole continuare ancora a vivere anzi, ha richiesto di riprendere a vivere e non di essere relegato in un letto di una comunità "altamente attrezzata per le gravi cerebrolesioni acquisite". 
Ho rinunciato al mio lavoro per seguirlo e indirizzarlo verso dei percorsi particolarmente studiati per la sua disabilità. Corso di autonomia e orientamento personale per non vedenti, ippoterapia, piscina, palestra, progetto per lo sviluppo delle potenzialità residue seguito da esperti e personale altamente qualificato chiaramente tutto a nostre spese. 
Conclusione: Il sig. Giudice Tutelare ritiene che mio figlio stia seguendo un percorso riabilitativo idoneo, attento e correttamente programmato.
Aspettiamo gli esperti della nostra area disabilità adulta, cosa dite ? Dopo i servizi che non sono stati mai in grado di erogare per loro manifesta incapacità, dopo che si sono permessi di far intervenire il Giudice Tutelare subendo una sconfitta che probabilmente non si aspettavano si faranno sentire? E, se si faranno sentire, con quale altro importante progetto si presenteranno ? Economicamente, visto che a norma di legge sono costretti a partecipare, risponderanno ? Oppure, escogiteranno ancora qualche mossa per mettere nuovamente i bastoni tra le ruote, sui progetti pensati per mio figlio ?   
Sinceramente arrivati a questo punto NON ME NE PUO' FREGARE DI MENO !!!

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