30 novembre 2012

Fbc Unione Venezia: E' morto Mario Ardizzon

Mario Ardizzon, classe 1938, un terzino granitico, forte, insuperabile con 215 partite  con la maglia del  Venezia tra seria A, B  e C ci ha lasciato. Una complicazione operatoria ha stroncato la fortissima fibra dell'amatissimo ex giocatore e allenatore del Venezia. 

Telecom e la via Crucis per la adsl che non va

Chissà se questo post arriverà mai a destinazione. Se Telecom avrà il buon cuore di ripristinare il mio collegamento con la rete. Da settimane, un giorno su due, lotto per avere il collegamento Adsl per cui regolarmente pago il canone a Telecom Italia.
Ormai conosco tutte le tipologie di risposta del 187. C’è l’addetto che se la prende con il mio pc/modem/prese telefoniche/filtri e quello che invece attribuisce il mancato allineamento a un guasto in centrale. Chi mi vuole spedire un nuovo modem Tim (senza specificare che poi pagherei un abbonamento mensile) e chi dice che il cambio del modem non risolve il problema. Oggi dopo due segnalazioni di guasto con differenti risposte, ho deciso di reclamare per il continuo disservizio. Arrivare al tasto reclami è impossibile, non esiste l’opzione (l’ultima operatrice mi aveva consigliato 1 e poi 3 ma non funziona) e ci sono arrivata per caso e/o fortuna. Ne è seguita una conversazione “lunare”: essere rimborsata per il mancato servizio? Solo se il guasto non è riparato “subito” che per Telecom Italia significa entro le 48 ore (festivi esclusi). Così se rimango 24 ore senza collegamento internet e questo si ripete per tre volte in una settimana, non ho diritto a nessuno rimborso.
Devo avere alzato un po’ la voce perché dopo sono stata chiamata da un’operatrice dal tono molto professionale che ha disquisito sulla carta dei servizi aziendali e alle mie rimostranze sul collegamento a singhiozzo ha risposto che così succede con gli elettrodomestici (il telefono o il computer, quale sarà l’elettrodomestico?)
Mi ha anticipato la chiamata di un tecnico che, a dieci ore dalla conversazione, non ha ancora telefonato. Invierò il post utilizzando la chiavetta Vodafone. Sognando un’Italia in cui i consumatori utenti non siano sempre presi per i fondelli.
Il Fatto Quotidiano – Anna Jannello – 30 Novembre 2012

Personalmente lavoro nel settore e ho a che fare con utenza business (aziende-studi-scuole-ospedali-istituti bancari-comuni-comunità montane-ulss-grandi infrastrutture-energia-industria- assicurazioni-trasporti e traffico  ect.)
La situazione della rete in Italia è drammatica anche per volontà di Telecom che, non ha nessuna intenzione di investire, tanto chi glielo fa fare se poi l’utenza và alla concorrenza.
I disservizi sono all’ordine del giorno e stiamo parlando del più importante fornitore di servizi telefonici in Italia.
Se guardiamo poi alla concorrenza cadiamo dalla padella alla brace. Quest’ultimi sono purtroppo soggetti alla disponibilità di Telecom nell’erogare i servizi e anche se si danno un gran d’affare e potrebbero offrire delle funzionalità maggiori dell’ex colosso che deteneva il monopolio ma che lo detiene tutt’ora, vengono fermati dall’impossibilità di avere una rete come si deve da parte di chi, di questa rete è proprietario e realizzatore.
Per non parlare poi del servizio 191. Nel momento in cui ti metti a chiamarli devi avere la fortuna che non ti rispondano dopo cinque minuti e, quando ti rispondono, non sanno neanche di cosa stai parlando ma, hanno la pretesa di saperlo.
Comunque di cosa dobbiamo lamentarci cara sig.ra Anna. Viviamo in Italia e pretendere di più non è possibile.
Errebi

29 novembre 2012

Tutto ha inizio


Voglio dire che tutto ha inizio, sempre da uno stimolo emotivo: reazione a una ingiustizia, sdegno per l'ipocrisia mia ed altrui, solidarietà e simpatia umana per una persona o un gruppo di persone, ribellione contro leggi superate e anacronistiche con il mondo di oggi
Edoardo De Filippo

Avvenire...Passato...Presente


L'avvenire ci tormenta, il passato ci trattiene, il presente ci sfugge. 
Gustave Flaubert

28 novembre 2012

Buonanotte #49


In questo mondo, viviamo tutti a bordo di una nave salpata da un porto che non conosciamo, diretta a un porto che ignoriamo; dobbiamo avere per gli altri una amabilità da viaggio.
Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine, 1982 (postumo)

Incazzarsi o fare lo gnorri ?

ricevo via email e pubblico

Sorriso



Era solo un sorriso, niente di più. Una piccola cosa.
Una fogliolina in un bosco che trema al battito d’ali di un uccello spaventato.
Il Cacciatore di Aquiloni, Khaled Hosseini

Regione Sicilia, mensa d'oro: fritto misto a 3 euro il resto lo pagano i cittadini


Un frittura mista di triglie o calamari costa 3 euro e 38 centesimi. Lo stesso prezzo di un vasto assortimento di ottimo pesce locale alla griglia. Per la mitica pasta al forno bastano invece 2 euro e 25 centesimi, ma in alternativa si può optare per un ottimo piatto di cannelloni. A prezzi stracciati antipasti e contorni: un’insalata mista costa un euro e tredici centesimi, per un euro e cinquanta si può invece chiedere una caprese o una squisita parmigiana. Poco più di un euro infine il prezzo delle bibite, dall’acqua al vino bianco. Costo totale dell’ottimo e abbondante pasto? Undici euro, molto meno di una pizza e una birra in una qualsiasi pizzeria media.
Basta un rapido confronto con i menù degli altri ristoranti per sciogliere ogni dubbio: in Sicilia il posto in cui si mangia meglio in cambio di pochi spiccioli è la mensa dell’Assemblea regionale siciliana. Dove per consumare simili leccornie si usano piatti di ceramica e posate d’argento. Un ristorante dei sogni in cui perfino il caffè o i pezzi di rosticceria sono sottocosto: per un espresso i deputati del parlamento più antico d’Europa pagano infatti 45 centesimi, 38 per un cornetto, 90 per un’arancina. Prezzi davvero stracciati, soprattutto se si pensa che a poche centinaia di metri da Palazzo dei Normanni, gli studenti dell’università di Palermo fanno colazione alla mensa universitaria pagando il caffè ben 60 centesimi.
Ma all’Assemblea regionale siciliana non vogliono farsi mancare nulla: almeno una volta al mese è servito un menù tipico siciliano, mentre su richiesta è possibile anche farsi preparare pietanze etniche e aperitivi rinforzati. Ma come fanno alla mensa dell’Ars a praticare prezzi così irrisori, senza fallire in meno di un mese, avendo anche l’obbligo contrattuale di servire “vini di prima qualità” e “pesce esclusivamente fresco del Mediterraneo”? Il pranzo completo, che ai deputati costa appena 11 euro, ha infatti un valore che oscilla dai 35 ai 45 euro. E infatti per i dipendenti dell’Ars i prezzi sono un po’ superiori rispetto a quelli praticati agli onorevoli. La differenza però non è così ampia.
Chi paga il resto? “I prezzi cambiano improvvisamente quando a pagare sono i cittadini” rispondono gli attivisti siciliani del Movimento Cinque Stelle. I ragazzi di Beppe Grillo, che alle ultime elezioni regionali hanno eletto ben quindici deputati all’Ars, hanno pubblicato sul loro sito il menù della buvette del parlamento più ricco d’Europa. E spulciando nel capitolato della gara d’appalto bandita dall’Ars per il servizio di bar e ristorante si sono accorti che i prezzi irrisori pagati dagli onorevoli per pranzi luculliani sono stabiliti da contratto. “La ditta – si legge nel bando – dovrà praticare la percentuale di ribasso del 35% rispetto alla media dei prezzi di listino, consigliati dalle associazioni di categoria più rappresentative operanti nella piazza di Palermo”.
Come fa dunque la ditta che gestisce la buvette dell’Ars a rientrare del maxi sconto praticato agli onorevoli? Semplice, ogni mese l’Ars provvede a integrare il prezzo dei menù degli onorevoli con 31 mila euro ( più Iva) che elargisce direttamente all’azienda. Ma non è finita. Perché un capitolo del bando di gestione del ristorante più conveniente di Sicilia è dedicato anche allo staff che dovrà servire i pasti agli onorevoli. Uno staff d’eccellenza che dovrà avere “il gradimento dell’Assemblea”. Un gradimento tutto particolare. Perché all’Ars, anche i camerieri e i cuochi possono accedere a privilegi che altrove semplicemente non esistono. Per esempio ai lavoratori della buvette che hanno raggiunto “una continuità lavorativa di almeno 10 anni, ancorché con diversi appaltatori” spetta un “premio di gradimento” che equivale praticamente ad un benefit mensile di mille e cento euro in più in busta paga. In pratica un secondo stipendio che viene sommato al primo, ogni mese, per ben 14 mensilità. Una “mancia” facilmente raggiungibile dato che il contratto che l’Ars stipula per appaltare la gestione del ristorante obbliga la società di catering a riassumere tutto il personale già impiegato precedentemente alla buvette.
Come dire: squadra di camerieri che vince, non si cambia. Anche lì, chi paga questa mancia contrattuale a cuochi e camerieri? “Ovviamente i cittadini (a loro insaputa)” scrivono sempre gli attivisti del Movimento Cinque Stelle. Che poi si chiedono: “Un momento in cui la disoccupazione nazionale ha raggiunto livelli record sfiorando l’11% (aumentata del 25% rispetto al 2011), come si può giustificare una svista di tale entità da parte di tutte le forze politiche che hanno permesso un doppio stipendio a delle figure gradite?”.
Il Fatto Quotidiano – di Giuseppe Pipitone – 27 novembre 2012

27 novembre 2012

Sogni



“Ma i miei sogni sono lucciole brillanti e vive,
leggere e svolazzanti,
in una gabbia trasparente.
Una trama di cristallo,
costruita ad arte da me stesso
ad ogni disillusione.
Ormai non ci sperano più di uscire e volare
ciò nonostante brillano tanto
e dalla gabbia la luce si vede,
e sembra materializzarsi il momento in cui
mani innocenti del bambino che fui
le lasceranno libere nel blu.
E dunque brillano più forte
soprattutto in certe notti in cui la luna è piccola
o nera e l’aria è fredda…
come in questa d’un inverno rigido e indifferente…”
ANTON VANLIGT, MAI TROPPO FOLLE

Tieni stretto


Tieni stretto ciò che è buono,
anche se è un pugno di terra.
Tieni stretto ciò in cui credi,
anche se è un albero solitario.
Tieni stretto ciò che devi fare,
anche se è molto lontano da qui.
Tieni stretta la vita,
anche se è più facile lasciarsi andare.
Tieni stretta la mia mano,
anche quando mi sono allontanato da te.
Poesia Indiana

Alfano cancella le primarie ed apre una pizzeria ad Agrigento


Dopo essere stato tante cose, Silvio B. è diventato un gioco di società. Viene distribuito in scatola o anche sul digitale terrestre. Si chiama “Primarie!” e il sottotitolo dice: “Mi candido, ma anche non mi candido: e allora?”.
La casella di partenza è Vicolo Stretto, quella di arrivo Prigione. In mezzo ci sono Malindi e Manicomio. Il giocatore tira i dadi. Se il numero è pari, Silvio B. si candida, si riaprono i letti e la cagnara, la Santanchè vince un weekend in tacchi a spillo a Gaza, Sallusti va tre giorni in galera, scrive un best-seller, sposa Renato Farina. Alfano cancella le primarie e apre una pizzeria ad Agrigento. Se il numero è dispari, Silvio B. non si candida, Carlo Rossella salpa per Malindi, Sgarbi per il Manicomio. Alfano fa le primarie con le Colorado Girls, le perde, poi apre una pizzeria ad Agrigento. Quando esce la carta “Boccassini!” suona la campanella, inizia il fuggi-fuggi, i giocatori si tirano i dadi a vicenda. Silvio B. si candida e contemporaneamente non si candida.
Tutti cercano di menare Alfano che si rifugia nella sua pizzeria di Agrigento. Spinelli batte il pugno sul tavolo, grida: “Adesso basta, parlo io!”. Silenzio generale: siamo alla casella Prigione.
Il Fatto Quotidiano, 26 Novembre 2012 di Pino Corrias

26 novembre 2012

Provare per credere...proooova

Vi invito ad andare a leggere i commenti presenti nel post Elezioni ecc.,ecc, troverete presenti dei commenti postati con il mio nome che non mi appartengono. Questo signor "Nessuno" che usa il nome errebi senza permesso è molto probabile che continui periodicamente a intrufolarsi nel mio blog in preda a mutamenti tipo dott. Jekyll e il signor Hide. Non fateci caso sono "momenti estemporanei" frutto di una personalità confusa che ho già ampiamente descritto, con le parole di Woddy Allen, nel mio post precedente. Leggiamoli tutti assieme  e ci aiuteranno ad essere tutti di buon umore. Intanto dedico un sonetto al caro signor "Nessuno" tanto da dargli un pò di importanza visto che probabilmente nessuno mai gliela da.

Eccolo di nuovo
che scrive sul mio blog
improvvisamente si presenta qui 
senza un perchè
Ed eccolo di nuovo che ritorna qui con noi
lui viene e se ne va
e non ci lascia mai, e non ci lascia mai...

Quando penso che non ci sia più 
io non so, non so perchè 
ma ogni tanto lui viene da noi 

Eccolo di nuovo
che scrive nel mio blog
improvvisamente si presenta qui
con il mio nome che non ha

Quando penso che non ci sia più
lui compare e se ne va
e non ci lascia mai, non ci lascia mai...
liberamente tratto da Eccola di nuovo Rockes 1967

Dedicato

Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile.
Woody Allen 

Fbc Unione Venezia: I lagunari espugnano Forlì

Forlì-Venezia 1-2 Campionato Nazionale Lega Pro2 Girone A - 13^ Giornata -
Giornata uggiosa ieri con quella nebbiolina che ti fà sembrare che piova ed invece è umidità che scende. Nel primo pomeriggio, siamo partiti mio figlio Federico ed io,per Venezia. Passeggiata da piazzale Roma a fino quasi la Cà D'Oro dove ci siamo infilati dentro all'Irish Pub. Schermo gigante e collegamento con Forlì. Sul tavolo due Guiness e via a seguire il Venezia.
Mentre guardavo la partita ne facevo anche la radiocronaca per mio figlio non vedente.
Un Venezia ancora corsaro. A Forlì, nel vecchio cuore della Romagna, vince la terza partita lontano dal Penzo, dopo Aosta e Busto Arsiszio. Conferma, in buona sostanza, di avere una spiccata vaccinazione esterna. Stavolta, prima del gioco, vince con il cuore, il carattere, il temperamento. Va in avanti con l'uno - due di Lauria e Campagna. Sembra irraggiungibile. Ma il Forlì accorcia subito le distanze e si rimette in partita. Ed è quì, soprattutto nella parte terminale del primo tempo e in tutta la ripresa, che il Venezia mostra di avere i cosiddetti attributi. E conduce felicemente in porto una partita caratterizzata da tre espulsioni e otto ammonizioni, in buona parte frutto degli errori arbitrali poichè in campo il comportamento dei giocatori è stato quasi esemplare. 
Dopo il 2-0, sembrava tutto deciso, tutto facile. Ma il calcio, si sa, nasconde sempre delle insidie. E il gol forlivese, forse originato da una disattenzione della difesa lagunare, ha rimesso in discussione l'esito della partita. D'altra parte, com'è successo recentemente con il Bellaria, il Venezia è bravo a complicarsi la vita. Stavolta, però, l'epilogo è stato positivo. 
Si, la squadra ha concesso al Forlì qualche opportunità. Ma questo, in un gara tirata era inevitabile. Quì, a Forlì, aveva vinto solo l'Alessandria. Il fatto che anche il Venezia sia riuscito a strappare i tre punti ha significati molto importanti anche per gli sviluppi futuri.
Conoscere i propri difetti significa compiere il primo passo per eliminarli al più presto. E per guardare il futuro con maggiore fiducia.
Siamo ancora una squadra un pò così. Ci troviamo meglio in trasferta, dove abbiamo vinto quattro volte, rispetto a Sant'Elena, dove forse sentiamo il peso delle molte aspettative. Sta di fatto, in ogni caso, che fuori casa siamo più reattivi e produttivi. Sappiamo adattarci alle varie situazioni. Sappiamo esaltarci, soffrire, rimboccarci le maniche. Sappiamo batterci con le buone o con le cattive, come abbiamo fatto a Forlì. 
Il Venezia, insomma, è ancora un cantiere aperto. C'è tanto materiale buono da plasmare compiutamente. C'è da avere pazienza. Il campionato è ancora aperto.

Forlì-Venezia 1-2
Arbitro: Sig. D'Angelo di Ascoli Piceno
Reti: pt. 28^ Lauria (UV), 30^ Campagna (UV), 32^ Bonaventura (FO)
Spettatori: 1500 circa  

25 novembre 2012

All'interno del mondo contadino: figure

LA COMARE
Nel mondo contadino la levatrice era una figura assai importante, avvolta sempre da un alone di sacralità e di magia. Comunemente era detta "la comare": la gran madre di tutti.
Ogni paese aveva la sua, da tutti riconosciuta e rispettata che con la sua bicicletta e gli attrezzi del mestiere nella capace borsa misteriosa, accorreva presso le donne in procinto di partorire, ad ogni momento del giorno e della notte.
Nella casa in cui si attendeva il lieto evento c'era grande silenzio e trepidazione. I bambini venivano allontanati e mandati presso i parenti perchè non era loro lecito vedere, sentire o parlare di queste cose, quasi fossero un imperscrutabile mistero.
La levatrice, indossato il camice bianco, entrava nella camera da letto della puerpera, chiudendosi energicamente la porta alle spalle, essendo proibito agli uomini di entrarci. Quando finalmente si sentiva il primo vagito del neonato, tutti quelli che erano in attesa emettevano un respiro di sollievo, ringraziando la Madonna.
Subito la levatrice, mettendo la testa fuori dalla porta, annunciava che era nato un maschio: "tutto so pare" oppure "na pissota" se si trattava di una femmina, e rientrava subito a ultimare il suo operato.
Le sue raccomandazioni erano precetti: rispettare la quarantena che finiva con la benedizione della madre in chiesa per purificarsi. Ella doveva mangiare abbondantemente minestre con brodo di gallina, zuppe di verdura, carne e uova, qualche buon bicchiere di vino rosso e zucchine fer favorire la montata lattea.
Poi si chiamavano i fratellini a vedere il neonato. Si diceva loro, sorridendo, che l'aveva portato la cicogna con il suo lungo becco. 
La comare era sempre dalla parte della sposa. Riusciva anche a convincere che i nove mesi della gestazione non erano poi così rigidi e faceva tornare i conti in modo da considerare il matrimonio sempre regolare. Diceva infatti "Le primaròe le fa co le vòe".
Altre volte trovava giustificazioni anche per l'infertilità di coppia: "La dona la iera un poco massa alta de cavaloto".
Difficoltà superabile con un pò più di interesse da parte del marito.
L'importante era che il parto fosse stato regolare e il bambino sano. 
"Che bel puteo! Tutto so mare, no tutto so pare", si diceva a seconda dell'interlocutore. Qualcuno, senza altri argomenti ribadiva la salomonica sentenza, ancora in uso: 
Co i nasse - tutti bèi,
co i se sposa - tutti siori,
co i more - tutti santi.
E in questo alternarsi di vita e di morte scorreva col suo lento fatalismo il tempo con le sue incognite, le sue gioie, i suoi dolori: ineluttabile bagaglio dell'umanità.
liberamente tratto dal libro Strasse Ossi e Ferovecio di Bruno Caon e Rino Grandesso edizioni del noce

Inverno



Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.

Anche la luce sembra morire
nell'ombra incerta di un divenire
dove anche l'alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l'inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un'alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti. 
Fabrizio de Andrè

24 novembre 2012

Il tema di uno scolaro negli anni 50 di una scuola elementare del Veneto

Come hai passato le vacanze di Natale ?

Svolgimento

Disgraziatamente oggi siamo tornati a scuola e subito il maestro mi ha fatto scrivere - che a me non mi piace proprio niente.
Le vacanze le ho passate proprio bene perchè ho giocato tanto, anche se qualche volta mio papà e mia mamma mi ha dato tante botte perchè ho fatto qualche marachella. 
Il primo giorno la mamma mi ha dato 2 uovi per andare a comperare 1 eto di conserva dalla Giga, ma davanti alla chiesa ho trovato Bruno e Vittorio, così ci siamo messi a giocare a pindolo e quando ho contato la distanza, non mi sono ricordato degli uovi e cuciandomi si sono rotti tutti e due.
Vittorio si è inacorto e si è messo a ridere così lo ho impinito di botte, poi sono andato a casa e di nascosto ho preso altri due uovi ma mio fratello ha fatto la spia e così mio papà mi ha incantonato e ne ho prese tante.
Il giorno di Natale non è successo quasi niente perchè era Natale e avevo promesso di stare buono. Ho mangiato tanto che mia mamma ha aparecchiato risotto coi figatini e un anitra grande. Dopo ha portato in tavola una fugassa e io ho mangiato la fetta che mi hanno dato e anca quella di mia sorella, così è nato un putiferio e mio papà si è arrabbiato tento e mi ha incantonato di nuovo. 
L'ultimo dell'anno ci siamo divertiti un pasto. Sono andato a comprare del carburo e con mio fratello e Vinicio abbiamo fatto tanti spari che l'ultimo è partito il culo del baratolo ed è andato a rompere un vetro di una casa vicina.
Io non ho visto niente, gnanca mio fratello e il semo di Vinicio ha fato la spia, così Nane è andato da mio papà a questionare e così mi ha dato un'altra passata.
Intanto ha cominciato a nevicare e così tutti contenti siamo andati a letto. Faceva tanto freddo, ma mia mamma aveva messo le mineghe in leto e così mi sono indormezzato pensando alla neve.
Il giorno dopo era tutto bianco. Ho preso subito le trappole e sono andato da Vittorio e Bruno. Insieme siamo andati sulla fossona dei Cavaroni dove abbiamo messo le trappole per i merli e ci siamo divertiti tanto a slissegare nel ghiaccio. Ma il Moro ha visto che avevamo messo le trappole e ha detto che tutti i fossi dei Cavaroni erano sui e non dovevamo mettere le trappole. Bruno gli ha dato uno spintone che è caduto rompendo il ghiaccio e per poco si negava. Se non scappiamo ci avrebbe fatto due occhi neri ma le trappole non le abbiamo più trovate.
Il giorno dopo la mamma è andata al mercato e mi aveva comperato lesgàlmare nuove e io avevo impiantato le brocche, quelle con le stellette che servono a slissegare più forte sul ghiaccio.
Alla sera siamo andati a prendere il late in stala da Vacaro e siccome faceva tanto freddo, siamo stati lì che non sarei più uscito. Avevo i piedi pieni di buganse e anche le orecchie. Abbiamo giocato tanto a cuco e io non mi hanno mai trovato perchè mi sono nascosto dietro la grupia.
Il giorno della Befana ho trovata la calza piena di mandarini, arance, straccaganesse, liquirizie e abbastanza carbone. Ma mio papà mi ha dato anche 20 lire e così sono corso dalla Gigia a comprare 4 fenoceti coi scartossi che li ho fumati tutti con i miei amici.
Quando sono tornato a casa mio papà ha voluto guardare le lezioni che dovevo fare e siccome non avevo fatto niente mi è toccato fare 2 problemi senza mangiare per punizione. Ma tutte le altre operazioni non le ho fatte e così questa matina quando sono tornato a scuola avevo una fifa boia perchè se il maestro si inacorseva mi avrebbe dato due pedate. 
Invece di nascosto ho preso il quaderno di Carraretto Sandro e il Maestro non si è neanche inacorto. 
Anzi ha voluto che leggessi ad alta voce il tema ma siccome era pieno di errori mi ha puntio con un sacco di esercizi da fare per casa. (Quando Ottavio suona la campanella Sandro prenderà una ratta di botte così impara e anca Toni Boaro perchè mi rideva dietro).
Così sono finite le mie vacanze ma io penso che non vado più a scuola così potrò quando che è inverno prendere gli uccelli con le trappole e dopo venderli e quando che è primavera andrò a gnari così allevo i merletti e dopo li vendo e con i soldi mi sposo.

(Nota del maestro): Cretino! Hai fatto un sacco di errori ma il contenuto è davvero originale. 7+ Scrivi 100 volte: Non devo dare pugni e calci ai miei compagni.

liberamente tratto dal libro Strasse Ossi e ferovecio di Bruno Caon e Rino Grandesso edizioni del noce

Niente è banale per chi non è banale



Niente è banale per chi non è banale.
Non c’è ripetizione per chi riesce a crescere ogni giorno,
per chi non si accontenta di se stesso e, instancabile, ritocca,
corregge, amplia, mette a punto, azzarda, scopre.
Bisogna essere irrequieti...
Bisogna viverlo con un certo fervore il tempo,
come fosse tutto utile, tutto buono, tutto necessario...
Essere esigenti: con se stessi, con gli altri.
Essere a disagio, sentirsi strani, sentirsi diversi.
Sentire l’ingiustizia, come un fastidio, come un impedimento all’armonia.
Sentire il privilegio quasi come un peso, un obbligo ad acquisire meriti.
Felici e scontenti. Scontenti anche di essere felici.
Credo ancora, con consapevole tensione, nella parabola dei talenti.
Credo che il privilegio obblighi a qualcosa.
Credo che non possa vantare diritti chi non si dà doveri...
Ma non è l’ambizione l’antidoto all’immobilità,
al pensar corto per paura che troppo rapidamente tutto scorra
e ti possa travolgere.
L’antidoto più sicuro è l’attenzione.
L’attenzione scompone il tempo in tanti singoli momenti,
e ad alcuni regala una magica durata,
ad altri la puntiforme felicità della visione.
Vivere attentamente è vivere al presente,
attrezzandosi contemporaneamente per il dopo...
Guardare fuori, guardarsi dentro...
Vedo la gente soffrire per questa foga di rallentare il tempo.
Vedo discriminati i vecchi.
Vedo i ragazzi acciambellati sotto il tetto paterno a ventinove anni,
come gatti di casa decrepiti,
senza voglia di dar la caccia ai topi o andar per tetti.
Vedo me stessa, mentre provo a distendere le rughe sotto gli occhi,
e te preoccupato di quello che ti aspetta.
Voglio dirti che non è brutto crescere.
Neppure nella tetra variante di invecchiare.
Non è brutto. Perdi di leggerezza, acquisti peso
Ma il peso è stabilizzante. Non è male.
E non viene necessariamente per nuocere.
Crescere è accumulare. È ricchezza.
È il succedersi delle esperienze.
Se si ricorda di non dimenticare le trafitture di delusioni o i dubbi,
è quell’arte meravigliosa di imparare che, fino alla fine,
può mantenerci umani, può spalancare i cancelli
che separano un’età dall’altra e rendono così dolorosi i passaggi...
Non c’è trucco. È come una disciplina quotidiana.
Cercare lo stupore...
Nessuno sa, di quelli che credono di sapere.
Tutto è ancora possibile...
Lidia Ravera, Niente è banale per chi non è banale

Casta


“Rinunciare a uno dei due vitalizi? Ma che proposta intelligente, non fatemi ridere”. Così, durante “24 Mattino”, su Radio 24, ha risposto Alfredo Vito alla proposta avanzata ieri, nella stessa trasmissione radiofonica, dal direttore di Tgcom24Mario Giordano che in un suo articolo su “Libero” aveva denunciato il caso di duecento politici che intascano due vitalizi, sia come parlamentari, sia come consiglieri. Vito, ex deputato e consigliere DC e Forza Italia, ha respinto con sprezzo l’iniziativa del giornalista. ”Io prendo 4800 lordi come ex parlamentare e 3600 lordi come ex consigliere regionale” – ha aggiunto – “La legge lo consente, sono diritti acquisiti. In Italia milioni di persone prendono doppia pensione“. E ha puntato il dito contro Giordano. “Rinunci lui alla pensione che prenderà e agli emolumenti” – ha continuato – “Le pensioni nostre sono già state toccate, voi giornalisti guadagnate molto di più“. Ed infine l’immancabile riferimento al Movimento 5 Stelle. “Non sono minimamente disposto a rinunciare a nulla” – ha concluso – “Con questo moralismo stiamo arrivando a Beppe Grillo, in questo Paese
Il Fatto Quotidiano - Gisella Ruccia - 23 novembre 2012

23 novembre 2012

Le cose che portiamo sempre con noi


Mi ricorderò di te per tutta la vita, e tu ti ricorderai di me. Proprio come ci ricorderemo dei crepuscoli, delle finestre bagnate di pioggia, delle cose che porteremo sempre con noi perché non possiamo possederle.
Paulo Coelho, Brida

Primarie Pdl il 16 dicembre. Alfano da il via alle consultazioni degli indagati


Contrordine compagni. Se mercoledì Angelino Alfano si era arrampicato sugli specchi per cercare di convincere militanti e contendenti della necessità di avere più tempo per celebrare le primarie, oggi è tornato rapidamente sui suoi passi con un’inversione di marcia davvero sorprendente. Le primarie del Pdl si celebreranno, come da copione iniziale, il 16 di dicembre. Sorprende, ma oggi due ex Guardasigilli come Alfano e Nitto Palma, hanno dato il via alle primarie degli indagati. Perchè non c’è solo il “padre nobile” del partito, proprio lui, Silvio Berlusconi, che arriva a questo appuntamento politico sfoggiando addirittura le mostrine da condannato. C’è anche Giampiero Samorì che è indagato per accesso abusivo a dati informatici. E pure il giovanissimo Alessandro Proto, appena affacciatosi ai lidi della politica, che già si trova indagato per truffa. Insomma, una partita tra simili. Che, si diceva, si consumerà nei tempi stabiliti. Una festa da non perdere. E per quanto riguarda la Campania, proprio Nitto Palma apre le porte a chi è sotto inchiesta: “Nessun ostacolo alla candidatura”

Ormai – sarebbe stato questo il ragionamento fatto da Denis Verdini e Gianni Letta, entrambi impegnati sul problema dei tempi – saltare la data del 16 dicembre avrebbe costretto ad andare alle urne ben dopo le vacanze di Natale e, dunque, a campagna elettorale nazionale e regionale già di fatto iniziata. “Al 16 di gennaio – questa la considerazione di Verdini – ci dobbiamo arrivare già pronti, non con i pezzi ancora per aria”. Anche il Cavaliere sarebbe stato d’accordo su questa ipotesi, soprattutto per il fatto che “bisogna togliersi questo dente” rapidamente; per lui, com’è noto, il Pdl è ormai decomposto, sta pensando ad un nuovo soggetto politico e dunque quel che succede dentro in un partito non più utile alla disputa elettorale nazionale gli interessa molto poco. Del Pdl, però, Berlusconi ha ancora bisogno del “popolo”. E questa occasione delle primarie può essere un modo anche per testare e “chiamare all’adunata” l’elettorato disorientato da scandali e sconfitte. Per contarsi e quindi studiare la successiva strategia di attacco. Il Cavaliere, secondo le ultime novità di via dell’Umiltà, vorrebbe formare una lista di “personaggi di primo piano del mondo imprenditoriale” da “appoggiare” al Pdl, contando che dalle urne delle primarie non possa che uscire il nome di Alfano come candidato premier. Diversamente sarebbe un disastro, non potrebbe più avere il controllo della sua (ormai disconosciuta ma sempre viva) creatura politica.Quel che sembra certo, però, è che queste primarie del Pdl saranno più una messinscena che una vera competizione tra contendenti al trono del centrodestra. Con la scusa dei tempi stretti, a via dell’Umiltà se ne sono usciti con un meccanismo di voto tutto on line, persino per la raccolta di firme. Pare, inoltre, che su suggerimento ineludibile dello stesso Cavaliere, verrà utilizzato per la raccolta dei consensi anche il call center di cui è proprietaria la deputata ombra di Berlusconi, Maria Rosaria Rossi. Insomma, tutto già studiato a tavolino, senza grandi possibilità di colpi di scena: qualcuno già scommette su un’affermazione “oceanica” del segretario Alfano; on line, ovviamente. Lo pensa anche la candidata outsider Micaela Biancofiore: “Con così poco tempo a disposizione per la campagna elettorale – si è lagnata la bionda deputata – è chiaro che il segretario è il favorito comunque..”.
Questo, però, era davvero l’unico modo di uscirne e dare al Pdl almeno una parvenza di legalità che sembra fare comunque acqua da tutte le parti. Non passa giorno, infatti, che gli ex di An non facciano baruffa tra loro, coinvolgendo in qualche caso anche i fedelissimi del Cavaliere che ne hanno piene le tasche; una campagna elettorale troppo lunga, a gennaio come avevano ipotizzato solo ieri, avrebbe fatto saltare anche gli equilibri più fragili tenuti in piedi con grande sforzo. Il Cavaliere, comunque, osserva la tenzone da distanza di sicurezza. Non vuole che la sua immagine sia legata ad una kermesse politica destinata – quantomeno – ad una sconfitta mediatica piuttosto pesante. “Sarà un bagno”, aveva infatti detto ieri ai suoi. E, in qualche modo, gli dà ragione anche un altro fedelissimo come Domenico Scilipoti. ”Purtroppo, queste primarie saranno la cronaca di una morte annunciata che solo il ritorno in campo del presidente Berlusconi potra’ scongiurare, portando nuovamente il centrodestra al governo del Paese”. Al governo di certo no, ma una squadra in Parlamento di ottanta di deputati e quaranta senatori sarebbe già uno strepitoso successo..
Il Fatto Quotidiano – Sara Vicoli – 22 novembre 2012

Scogliera

Claude Monet 

22 novembre 2012

Buonanotte #48

Gli uomini pensano troppo storicamente.
 Vivono sempre per metà in un cimitero.
Aristide Brian 
(politico e diplomatico francese 1862-1932)

Scegliere una porta significa non aprirne altre.


Scegliere una porta significa non aprirne altre. Un piacere presuppone che molti piaceri non verranno vissuti, così come ogni tristezza dispensa da tante tristezze. L’amante che porti a letto è uno tra tutti quelli possibili. La parola per cui opti impedisce l’uso di un numero indefinito di parole. Visiti un luogo perchè altri luoghi restino ad aspettarti.
Abilio Estevez

21 novembre 2012

C'era una volta...l'UOMO


Allora ascolta
c'era una volta
tanto tempo fa
il primo uomo
sceso da un ramo per curiosità.

Poi quell'uomo
non è più il primo
nasce una tribù
E poi di più e poi di più.

L'uomo preistorico, neolitico, le prime civiltà,
le piramidi, i palazzi, le città,
il mondo ellenico, poi Romolo con Roma e i sette Re,
fino a Cesare e poi dopo sai com'è:
Io sono Console!
E io Proconsole!
E io di più. E io di più.

Il Medioevo e poi Colombo che l'America scoprì,
le Rivoluzioni e non finisce lì.
Scoperte chimiche, meccaniche, poi l'elettricità
la cibernetica, la relatività.

Un cielo pieno di satelliti
che corrono qua e là
a fotografare il tempo che farà.
Raggi infrarossi che ti cercano
i canali della Tv,
calcolatori a diodi verdi rossi e blu.

Sto programmandomi gli androidi
che non san dire no
col computer mi computerizzerò
circuiti logici per scrivere
senza sbagliare mai
e ti risolvono anche quello che non sai!
http://www.calliopea.it/sigle.php?id=86
Presentata nel 1980 (voce Lino Toffolo)

Inps, 52% dei pensionati con mille euro al mese. Calo occupazione per under 30


Il 52% dei pensionati, ovvero 7,2 milioni di persone, che non percepisce più di mille euro dall’Inpse occupazione per gli under 30 in calo dell’11,3%. Sono questi alcuni dei paradossi che emergono dal bilancio sociale del biennio 2009-2011 dell’istituto nazionale di previdenza, che riflette, tra gli altri, i dati su ammortizzatori sociali e occupazione. Numeri che delineano una situazione didifficoltà economica nel Paese, come evidenzia anche il rapporto Caritas. Tra i lavoratori del settore privato, si registra un crollo per gli apprendisti (-14,6%) mentre gli operai tengono (-0,3%) e rappresentano con 6.505.337 unità ancora più della metà dei dipendenti. Tra loro inoltre, nell’arco compreso fra 2007 e 2011, gli uomini sono diminuiti di quasi 215mila unità mentre ci sono 190mila donne in più.
Allarmante il quadro che emerge per il 52% dei pensionati che ”presenta redditi pensionistici inferiori a mille euro mensili e il 24% (3,3 milioni) si colloca nella fascia tra mille e 1.500 euro mensili”. Soltanto “il 12,7% riscuote pensioni comprese tra 1.500 e 2.000 euro mensili e il restante 11,2% gode di un reddito pensionistico mensile superiore a 2mila euro”. Inoltre l’assegno medio per le pensioni di vecchiaia nel 2011 ammonta a 649 euro, mentre per le pensioni di anzianità si sale a 1.514 euro. Il reddito pensionistico medio lordo mensile nel 2011 erogato dall’Inps e dagli enti previdenziali era di 1.131 euro (1.366 euro per gli uomini, 930 per le donne), ma c’e grande differenza a livello territoriale (1.238 al Nord, 1.193 medi al Centro, 920 al Sud). Se invece del reddito complessivo si guarda alla singola pensione (ma oltre un quarto dei pensionati ne ha più di una) l’importo medio è di 780 euro con grandi differenze tra quelle previdenziali (870 euro) e quelle assistenziali (406 euro). Tra quelle previdenziali ci sono differenze significative nelle medie tra quelle di anzianità (1.514 euro medi), quelle legate al prepensionamento (1.469 euro medi) e quelle di vecchiaia (649 euro medi).
Dal bilancio sociale dell’istituto di previdenza, si delinea una lieve diminuzione dei dipendenti privati che tra il 2009 e il 2011 sono diminuiti dello 0,6% (da 12,5 milioni a 12,42 milioni). Tuttavia, la riduzione è stata consistente soprattutto per gli under 30 con una perdita dell’11,3% e 280mila occupati in meno in questa fascia di età (da 2,468 a 2,188 milioni). E per i giovani fino a 19 anni in questi due anni il calo è stato del 45,5% (da 110.713 a 60.292).
Per quanto riguarda la spesa per gli ammortizzatori sociali, nel 2011 è stata di 19,1 miliardi di euro con un calo dell’1,7% rispetto al 2010. Di questi 10,7 miliardi sono di prestazioni e 8,3 di contributi figurativi. La diminuzione di spesa rispetto al 2010 è di 0,3 miliardi e il totale è ripartito in 5 miliardi per la cassa integrazione, che registra una diminuzione dell’11,4% rispetto al 2010, 11,6 miliardi per l’indennità di disoccupazione in aumento del 1,1% e 2,4 miliardi per l’indennità di mobilità, che rispetto allo stesso anno cresce dell’8,2%.
Con la crisi e la difficoltà a trovare lavoro, è aumentato il numero di italiane che tornano a fare le colf. Dopo anni nei quali i lavori domestici erano stati sempre più appannaggio degli immigrati, nel 2008 le domestiche e badanti di nazionalità italiana erano 119.936, cresciute negli anni della crisi fino a 134.037 nel 2009, 137.806 nel 2010 e 143.207 nel 2011 (23.000 in più in tre anni, circa il 20%). La percentuale dei domestici italiani sul totale era del 22,6% nel 2008 (su un totale di 530.701), scesa al 18,6% nel 2009 (ma a causa dell’aumento significativo dei lavoratori immigrati contrattualizzati grazie alla sanatoria che si è avuta in quell’anno). Nel 2009 i lavoratori domestici erano nel complesso 718.996 (con un aumento di oltre 188.000 unità rispetto all’anno precedente). La percentuale dei lavoratori italiani nel settore è cresciuta nel 2010 arrivando al 19,1% (137.806 su 721.316) e ancora di più nel 2011 arrivando al 20,5%.
I lavoratori dipendenti sono 12.874.933 (+0,5% sul 2010) mentre gli autonomi (coltivatori diretti, artigiani e commercianti) sono 4.420.878 (+0,3%). I parasubordinati che contribuiscono effettivamente sono 1.741.000 (+1,9%).  Gli operai rappresentano con 6.505.337 unità ancora più della metà dei lavoratori dipendenti (-0,3% tra il 2009 e il 2011) mentre gli impiegati con 4.863.350 persone (+0,4% nel biennio) sono il 39,1% dei dipendenti. Gli apprendisti con appena 488.062 persone nel 2011 (-6% nel 2011, -14,6% nel biennio) rappresentano appena il 3,9% dei dipendenti. I dirigenti del settore privato, diminuiti nel biennio dell’1,7%, sono 122.681, appena l’1% del totale dei lavoratori dipendenti. I quadri, in aumento nel biennio del 2,9%, sono 420.911. Tra i lavoratori dipendenti diminuiscono i maschi (-0,5% sul 2010) arrivando a 7,3 milioni e una quota del 58,8% mentre aumentano le femmine (+0,9%) superando i 5,1 milioni.
Il Fatto Quotidiano – di Redazione 20 novembre 2012 -