30 aprile 2012

Vedi cara


Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile parlare dei fantasmi di una mente. Vedi cara, tutto quel che posso dire è che cambio un po' ogni giorno e che sono differente. Vedi cara, certe volte sono in cielo come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà. Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già. Vedi cara, certe crisi son soltanto segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire. Vedi cara, certi giorni sono un anno, certe frasi sono un niente che non serve più sentire. Vedi cara, le stagioni ed i sorrisi son denari che van spesi con dovuta proprietà. Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già. Non capisci quando cerco in una sera un mistero d'atmosfera che è difficile afferrare. Quando rido senza muovere il mio viso, quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare. Quando sogno dietro a frasi di canzoni, dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà. Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già. Non rimpiango tutto quello che mi hai dato, che son io che l'ho creato e potrei rifarlo ora. Anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perché questo tempo dura ancora. Non cercare in un viso la ragione, in un nome la passione che lontano ora mi fa. Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già. Tu sei molto anche non sei abbastanza e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi. Tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco, tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi. Io cerco ancora, e così non spaventarti quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua. Sii contenta della parte che tu hai, ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa. Cerca dentro per capir quello che sento, per sentir che ciò che cerco non è il nuovo, libertà! Vedi cara è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.
Francesco Guccini

Fbc Unione Venezia: Goleada, Venezia in Lega Pro

Venezia - ISM Gradisca 5-2 Campionato Nazionale Serie D Girone C -33^ Giornata -
Non è proprio un boato ma è comunque una festa grande. Un traguardo voluto, sfiorato, quasi sfuggito, ripreso e finalmente raggiunto. Il Venezia travolge l'Itala San Marco e vola in Seconda Divisione, in attesa di conoscere quale sarà la formula della prossima stagione della Lega Pro. Già perchè potrebbe anche trasformarsi in una categoria unica, anche se allo stato attuale pare abbastanza difficile. Vince al Penzo davanti a pochi intimi, ma molto molto calorosi, e si gode il crollo del Delta a Castelfranco: novanta minuti prima della fine è già promozione, è già festa. L'ultima volta che a Sant'Elena si è lasciato il campionato dilettanti per approdare tra i professionisti al timone era appena salito Luciano Mazzucato, scomparso poco tempo fa, e si trattava del Venezia pre-fusione. Ieri la promozione ha invece nuovamente unito le due città, come ben recitava uno striscione che ricordava come questa accoppiata duri ormai da un quarto di secolo. Era un anno, ieri, che mancavo allo stadio, da quel maledetto derby pareggiato con il Treviso dello scorso campionato che aveva sancito la fine delle speranze per il ritorno in lega pro. Ricordi e ancora ricordi. I più freschi parlando di una squadra che aveva già "vinto" il campionato con undici punti di vantaggio sulla seconda. Ma poi è andata in ferie e s'è fatta riprendere dal Delta giusto a Pasqua. Quelli ancora lontani del 1956 quando si iniziò a parlare della realizzazione del nuovo stadio che tra mille promesse, cento progetti, dieci localizzazioni non è ancora stato realizzato. Quelli recentissimi della sfuriata dell'allenatore Favarin che ha rotto le "uova" ai suoi giocatori al punto di cavare quell'orgoglio che sino ad allora era sopito. Dalla figuraccia di San Bonifacio (pari con il modesto Sarego) al tris di successi che hanno sancito la promozione e hanno messo finalmente la parola fine alla presenza del Venezia tra i dilettanti. Passerà alla storia anche questa. Non per un calcio da favola, ma sicuramente per un calcio ed una categoria che non appartiene alla città di Venezia, alla squadra, ai tifosi. Il Venezia è promosso, se ne va da questa infernale serie D e ritorna nel pianeta professionistico. E' quì la festa, comunque. "Scusa, ma il Delta cosa sta facendo?" E lo speaker dello stadio che prima annuncia il pari e poi uno dopo l'altro i gol sul groppone dei polesani. e allora la festa comincia prima del fischio finale, la gioia diventa come un'onda pronta a travolgere le linee di bordo-campo e inondare il terreno tornato verde. Abbracci, qualche lacrima, e mi rivedo tanti tanti anni fa in tribuna centrale assieme a papà Luciano mentre sul campo correvano le maglie neroverdi, felicità. Ci sono i bambini con i papà, e questo è un bel segno, almeno stavolta sono felici tutti, e tutti grazie a questa squadra che negli ultimi mesi ha fatto applaudire e imprecare, sognare e temere il peggio. Fino al boato del fischio finale. 

Venezia - ISM Gradisca 5-2
Reti: p.t. 3^ Essoussi (UV), 12ì Lauria (UV), 23^ Lauria (UV), 37^Oliveira, 44^ Silvestri (UV), s.t. 2^ Zanoletti (ISM), 37^ Piscopo (ISM)
Arbitro: Sig. Federico Dionisi di l'Aquila

Classifica
Venezia 70
Delta Porto Tolle 64
Legnago 62
Montebelluna 55
Pordenone 48
Sacilese 47
Belluno 45
Mezzocorona 45
SandonàJesolo 45
Giorgione 44
Tamai 44
Union Quinto 44
St. Giorgen 39
Montecchio 34
MM Sarego 32
Sanvitese 32
Città di Concordia 29
I.S.M. Gradisca 18 

promosso il Lega Pro
playoff manca la quarta squadra tra Pordenone-Sacilese-Belluno-Mezzocorona-SandonàJesolo
playout
retrocesse in eccellenza

Il calcio a Venezia


29 aprile 2012

Roger Glover e Tolo Marton

Glover entusiasta della musica, strumentista trascinante come pochi con il suo basso poderoso e pulsante in compagnia di Tolo Marton ieri sera al Teatro Corso di Mestre. Un concerto che si è trasformato in una piccola storia del rock tra brani di Hendrix, dei Cream, di Rory Gallagher, dei Deep Purple e ovviamente dello stesso Tolo e di Glover che , con alcuni album solisti alle spalle, si è cimentato anche come cantante in un suo brano inedito. Un omaggio ad una platea di fans di ogni età. E seduto in quella poltrona del Teatro Corso mi sono spariti quarant'anni in un baleno, mi sono rivisto sedicenne mentre a tutto volume ascoltavo i miti del rock e, quando alla fine del concerto sono uscito, è stato come un flash back con tutti intorno gli amici di quel tempo con un pò di musica alla "vecchia maniera" che sa guardare ancora dall'alto in basso gli ononasti del computer d'oggi. 

Ignoranza


Temere la morte altro non è che credere di esser saggi senza esserlo, di sapere ciò che non si sa. Infatti, nessuno sa che cosa sia la morte, se per l'uomo il più grande dei beni; eppure tutti la temono come se fossero sicuri che essa è il più grande dei mali. E non è forse la più riprovevole ignoranza, questa, di credere di sapere ciò che non si sa?
Platone

28 aprile 2012

27 aprile 2012

Vivere è...


Vivere è stare svegli,
e concedersi agli altri,
dare di sé sempre il meglio,
e non essere scaltri.

Vivere è amare la vita,
coi suoi funerali e i suoi balli,
trovare favole e miti
nelle vicende più squallide.

Vivere è attendere il sole
nei giorni di nera tempesta,
schivare le gonfie parole
vestite con frange di festa.

Vivere è scegliere le umili
melodie senza strepiti e spari,
scendere verso l’autunno
e non stancarsi d’amare.

Angelo Maria Ripellino , Poesie, Torino, Einaudi, 1990, p.21

26 aprile 2012

Fbc Unione Venezia: Tutto invariato a 180° minuti dal termine del campionato

Mezzocorona-Venezia 0-1 Campionato Nazionale Serie D Girone C - 32^ Giornata -
Partita molto importante quella giocata dagli arancioneroverdi in quel di Mezzocorona. Vittoria del collettivo con una partita giocata molto bene e con successo meritato. Serviva testa, cuore e qualità per vincere e c'è stato tutto. La squadra trentina, in lotta per un posto playoff, non ha certamente sfigurato, anzi è stato degno competitore e questo accresce i meriti dei lagunari. Tutto sembrava svolgere per il meglio dopo il gol di Oliveira al 1^ minuto del secondo tempo quando arrivava notizia che Delta e Legnago stavano pareggiando lo scontro diretto ma, proprio nei minuti di recupero, arrivava la doccia fredda del secondo gol dei rodigini su calcio di rigore. Quindi tutto rinviato con il duello a distanza che continua ancora ora solo fra il Venezia e il Delta in quanto il Legnago, sconfitto, è ormai fuori dei giochi. Domenica 29 cm al Penzo arriva il già matematicamente retrocesso Itala San Marco mentre il Delta andrà in quel di Castelfranco a far visita al Giorgione. Obbligo la vittoria per il Venezia sperando in un mezzo passo falso del Delta con il Giorgione.

Mezzocorona - Venezia 0-1
Reti: 1^ st. Oliveira (UV)

Classifica 
Unione Venezia 67
Delta Porto Tolle 64
Legnago 59
Montebelluna 55
Belluno-Pordenone-SandonàJesolo-Mezzocorona 45
Sacilese 44
Union Quinto 43
Giorgione, Tamai 41
St.Georgen 39
Montecchio 33
Sanvitese,Città di Concordia, MM Sarego 29
ISM Gradisca 18

25 aprile 2012

Libere sempre


Può accadere, dopo una vita spesa a lottare per la libertà, di accorgersi poco a poco che il mondo va in una direzione molto diversa da quella che si era immaginata. Di rendersi conto che le conquiste portate a casa grazie a battaglie durate decenni sono state fraintese, fino a trasformarsi in armi a doppio taglio. Può accedere di non riuscire più a capire, di avere la sensazione di vivere in un tempo che sfugge tra le dita e non si riconosce. Si può giudicare, rimpiangere il passato e rimproverare il presente; oppure si può provare a comprendere le ragioni di questa stupefacente inversione di rotta, trovare il guasto, scoprirne le cause.
Da dove cominciare? Magari dai tuoi quattordici anni. Ti dirò, riguardo a quell’età, una cosa che ti sorprenderà. Avere quattordici anni oggi non è molto diverso da averli avuti settant’anni fa. Non parlo del mondo in cui ti è capitato di nascere. Da questo punto di vista, ovvio che le differenze siano enormi. Ed è sicuro che queste differenze contino moltissimo sul tuo modo di percepire te stessa, di considerare chi sei e quale futuro – e presente – desideri.
Parlo di avvenimenti piú intimi. Parlo del fatto che a quell’età capita una cosa importante: stai in ascolto del tuo corpo che cambia, lo osservi, non sai ancora giudicarlo, ma sai abbastanza come lo vorresti. Con un po’ di apprensione ti rendi conto di provare desideri mai provati prima, per esempio mostrare al mondo questo tuo corpo nuovo.
Marisa Ombra

Per troppo tempo sono stato stupido


foto:errebi
Per molto tempo ho creduto che la maggior parte delle cose non avesse senso. Ho lasciato che le paure divorassero le mie giornate e ho temuto il tramonto. L’ho temuto perché segna la fine di un giorno annunciandone un altro. Ho creduto che la poesia fosse solo il grido muto delle ombre, e lo scrivere il poco coraggio di vivere. Per troppo tempo sono stato stupido. Poi, un giorno, ho visto il mondo in una stretta di mano, in uno sguardo, in un abbraccio e la mia volontà schiudersi come un fiore al sole dell’infinito. Ho sentito il tepore dell’anima e avvertito il miracolo dalla purezza. Per grazia del cuore mi sono innamorato.
Giuseppe Cirino  

25 Aprile...

In un liceo di Milano: "I partigiani? Ci hanno liberato dagli austriaci o dagli spagnoli" La RESISTENZA, questa sconosciuta.
Fonte: Il Fatto Quotidiano

23 aprile 2012

Verde e ancora verde


C’è una casa a Portomarghera
sotto le ciminiere
che un uomo
e un ragazzo
dipingono e ridipingono
continuamente.
Una volta lo fanno verde intenso
una volta verde chiaro
una volta verde
luminoso
che si vede anche
di notte
da molto lontano.
Non si stancano mai
la fanno verde
e ancora verde
e poi verde
come il colore dei prati
come il colore degli alberi.
La fanno verde lucida
certe volte
come un sogno
straziante
tra gli sputi neri
delle fabbriche.
L’aprile è scomparso da Portomarghera
la primavera
è morta
c’è solo
questa minuscola casa
che un uomo e un ragazzo
dipingono
e ridipingono
instancabilmente
tra canali di catrame
tralicci
bufere di polveri
micidiali
su ogni
germoglio
su ogni
segno
dolce
di movimento.
Ferruccio Brugnaro (Mestre 1936)

22 aprile 2012

Fbc Unione Venezia : Due a zero contro il Concordia + 3 dal DeltaPorto Tolle

Venezia-Concordia 2-0 - Campionato Nazionale Serie D Giorne C- 31^ Giornata - 
A tre giornate dal termine del campionato il Venezia torna a + 3 di vantaggio dalla seconda in classifica, Delta Porto Tolle, e vede un pò più vicino il ritorno in Lega Pro. I polesani, dopo oltre un'ora di interruzione per nubifragio, in quel di Pordenone beccano il secondo gol ed escono sconfitti per 2-0 mentre, l'Unione Venezia vince il derby in casa contro il Concordia con lo stesso risultato. I lagunari sbloccano la partita dopo appena 3^ minuti dal fischio di inizio andando a rete con Grifoni che raccoglie un passaggio di Oliveira davanti alla linea di porta. Si susseguono poi continue azioni 11^,13^,24^,33^ e 44^ della prima frazione di gioco che potrebbero portare gli arancioneroverdi al raddoppio ma trovando sempre ben attento il portiere concordiense. L'unica azione di nota della squadra avversaria è una violentissima punizione di Della Bianca al 42^ che viene respinto a pugni chiusi dal portiere veneziano. La partita si chiude a sette minuti dal fischio finale con il raddoppio di Oliveira. Il Venezia porta a casa una importantissima e meritata vittoria.

Venezia-Concordia 2-0
Reti: 3^ pt. Grifoni (UV) - 38 st Oliveira (UV)
Arbitro: Sig.

Classifica prime cinque posizioni
Venezia 64
Delta Porto Tolle 61
Legnago 59
Montebelluna 52
Belluno,Mezzocorona 45 

Palle da biliardo

Siamo come le palle da biliardo in una partita fra giocatori inesperti: spinte continuamente in prossimità della buca senza mai finirci dentro, se non per caso.
Samuel Butler

21 aprile 2012

Il vecchio e il mare


L'uomo non trionfa mai del tutto, ma anche quando la sconfitta è totale quello che importa è lo sforzo per affrontare il destino e soltanto nella misura di questo sforzo si può raggiungere la vittoria nella sconfitta.
Ernest Hemingway

Fasioi a la maniera del Gheto

Ieri pomeriggio ho preparato una ricetta tipicamente veneziana che avevo trovato 2 giorni fa, per mangiarla poi oggi a pranzo...provatela. 
Allora si prende un mezzo chilo - sei etti di fagioli secchi;usando fagioli freschi aumentare leggermente la dose. Attenzione i fagioli sono stati messi precedentemente a bagno per dodici ore.  
Metterli poi in una pentola con una cipolla, uno spicchio d'aglio, qualche foglia di rosmarino tritata finemente, olio, pepe macinato, poco sale per aggiustarlo poi al termine della lunga cottura.
Si mette quindi la pentola sul fuoco e appena portata l'acqua ad ebollizione ridurre la fiamma al minimo; i fagioli devono sobbollire, non bollire.
Lasciare sobbollire per 6-8 ore in modo tale da far estrarre quella meravigliosa gelatina del fagiolo e versarla poi nel piatto accompagnata da fette di pane raffermo da far sciogliere nel composto fumante.
Buon appetito. 

20 aprile 2012

Panni stesi al vento

Veloci. fugaci,
treni in corsa,
manine che salutano
Liberi.leggeri,
chiari e sottili,
sabbia in un barattolo di vetro
Vacanzieri,colorati,
disordinatamente svolazzanti,
panni stesi al vento
I miei pensieri
Niccolo Fabi

19 aprile 2012

Eutanasia di un potere - Marco Damilano -


A volte mi pare che da Tangentopoli sia passato un secolo, a volte che fosse l’altro ieri. Sono vent’anni giusti giusti e sul quel fenomeno tellurico  della vita italiana sono stati scritti milioni di pagine tra articoli e libri. Quello che vedete qui sotto è il più bello. Tra altri vent’anni chi avrà voglia di capire che cosa è successo (e quali conseguenze ha provocato) dovrà per forza leggerlo.
Pietro Cheli

Vedere il mondo

"Noi vediamo, come si dice, secondo l'educazione che abbiamo ricevuto. Nel mondo vediamo solo ciò che abbiamo imparato a credere che il mondo contenga. Siamo stati condizionati ad "aspettarci" di vedere. E, in effetti, tale consenso sulla funzione degli oggetti ha una validità sociale. Come fotografi però, dobbiamo imparare a vedere senza preconcetti. Guardate gli oggetti di fronte, da sinistra, da destra. Osservate come le loro dimensioni crescano mentre vi avvicinate, come essi si compongano e ricompongano quando vi spostate lateralmente. Gradualmente appaiono i rapporti tra gli oggetti, che talvolta si fissano in modo definitivo. E' questa la vostra fotografia". 
Aaron Siskind 

18 aprile 2012

Là dove non c'è niente

La fame sono io. Per fame, intendo quel buco spaventoso di tutto l'essere, quel vuoto che attanaglia, quell'aspirazione non tanto all'autopica pienezza quanto alla semplice realtà: la dove  non c'è niente, imploro che vi sia qualcosa.
Amèlie Nothomb

17 aprile 2012

La libertà di volare


Vivi, corri per qualcosa, corri per un motivo…
Che sia la libertà di volare o solo di sentirsi vivo… 
Nomadi

Dal libro – Il principe delle maree -


Mi ricordo una sera d'estate: mia sorella, mio fratello ed io (eravamo molto piccoli e l'afa gravava come muschio sulla pianura) non riuscivamo a dormire. 
La mamma ci portò allora a fare due passi fino al fiume e alla darsena, benché Savannah e io avessimo un raffreddore estivo e Luke un eczema da calore. "Ho una sorpresa per i miei cocchi," disse la mamma mentre noi guardavamo affascinati un delfino prendere il largo nell'acqua tranquilla, metallica. Sedevamo sulla punta del moletto e, stendendo le gambe, cercavamo di toccare l'acqua col piede. "C'è una cosa che voglio farvi vedere. Una cosa che vi aiuterà a dormire. Guardate là, figlioli," disse, indicando l'orizzonte a levante. E, proprio in quel momento, dove essa indicava, la luna comparve, sollevando la fronte di uno stupefacente color oro al di sopra di una filigrana di nuvole che bordavano il cielo di veli. Le sere erano lunghe al sud, in quella stagione, e alle nostre spalle, in quello stesso momento, il sole stava tramontando in un tripudio di fiamme che incendiavano il fiume. Era come un duello di ori: l'oro nuovo della luna nascente, l'oro consunto del sole che scompariva all'altro capo del cielo. Così il giorno, dopo un'ultimo guizzo di danza sulle paludi della Carolina, moriva splendidamente sotto gli occhi di noi ragazzi, finché della luce dell'astro diurno non rimase che un listello intorno alle chiome delle querce acquatiche. La luna poi sorse veloce, come un'uccello che si leva dall'acqua, e salì in alto: fulva, poi gialla, poi giallino, poi d'argento, poi d'un miracoloso, immacolato pallore, al di là dell'argento, un colore che è proprio soltanto delle notti del sud. Noi bambini restammo estasiati di fronte alla luna che nostra madre aveva evocato dalle acque. Quando l'astro si fu inargentato, mia sorella Savannah, che aveva tre anni, esclamò "Oh mamma, fallo ancora!" E questo è il ricordo più antico che ho.
Pat Conroy

16 aprile 2012

Vivere la vita


Qualcuno dovrebbe dirci,
nel momento in cui la nostra vita comincia,
che stiamo morendo.
Allora potremmo vivere la vita al suo massimo limite,
ogni minuto di ogni giorno.
Fatelo! Io dico.
Qualunque cosa vogliate fare, fatela ora!
Ci sono solo alcuni domani.
Michael Landon

Imparare

Impariamo la saggezza molto più dai nostri sbagli che dai nostri successi. Scopriamo ciò che è giusto trovando ciò che non lo è e probabilmente chi non ha mai fatto errori non ha mai scoperto nulla.
Samuel Smiles

15 aprile 2012

Piazza della Loggia...38 anni dopo

Leggo e riporto la rabbia sul Twitter...
"E' esplosa una bomba a sua insaputa"
"La giustizia italiana colpisce ancora"
L'Italia è in pratica il paese in cui per anni la gente è saltata per aria da sola. l'esplosivo dentro"
"Cedimento strutturale"
Vergognosa responsabilità dello Stato nell'aver negato verità e giustizia. Solidarietà a parenti delle vittime"
Tutti assolti, dopo tanti anni nessuna verità giudiziaria, una tela insanguinata e strappata sulla storia del Paese" 
Ma colmo dei colmi i giudici, oltre ad aver assolto gli imputati, hanno anche deciso che dovranno essere le parti civili a pagare le spese processuali...

Fotografando il Garda

foto di : Gianni De Bei

Tristano muore


Ma lui a quel tempo il futuro lo vedeva diviso in due, perché pensava che la storia fosse divisa in due, idiota, non sapeva che la storia la facciamo noi, ce la costruiamo con le nostre mani, è una nostra invenzione, e ne potremmo fare un'altra, se solo volessimo, se solo non ci lasciassimo convincere dalla storia che lei è o così o cosà, se solo avessimo la forza di dirle, signora storia, lei non è niente, non faccia tanto l'arrogante, lei è solo una mia ipotesi, e se non le spiace ora la invento come preferisco. Ma per dire questo bisogna essere vecchi, e inutili, quasi cadaveri come sono io, quando hai capito che lei era un'illusione, un fantasma, ormai non puoi più farla, è già stata fatta. La storia è come l'amore, è una musica, e tu sei il musicista, e mentre la suoni sei di un'abilità enorme, un interprete che soffia a pieni polmoni nella sua trombetta o sfrega con rapimento il suo archetto sulle corde... magnifico, un'esecuzione perfetta, applausi. Ma non conosci lo spartito. Questo lo capisci dopo, molto più tardi, ma ormai la musica è svanita...
Antonio Tabucchi

14 aprile 2012

Chioggia

Foto di : Antonio Morri

Felicità

Ah felicità
su quale treno della notte viaggerai
lo so... 
che passerai...
ma come sempre in fretta
non ti fermi mai
Lucio Dalla

Mia suocera beve (Einaudi 2010)


Io, se volete che vi dica come la penso al riguardo, fondamentalmente invidio le persone come mia suocera. Quelle che vanno per evidenza e priorità. Che sbrigano faccende. Che risolvono la molestia delle giornate tristi con un'alzata di spalle. Che credono che l'anima esisterà pure, ma non per questo bisogna affondarci il naso dentro. Che non prendono così sul serio i propri pensieri, e quindi non stanno continuamente a ripensarli, rifinirli, modificarli, ritrattarli.
Perché io, al contrario delle persone come Ass, sono succube delle cose che penso. E magari le pensassi una volta per tutte. I miei pensieri vanno e vengono dalla mia testa con una libertà, una promiscuità, una tale ostinazione nell'impedirmi di prendere una sola decisione veramente convinta, che mi debilita avere a che fare con loro. Sono delle gran troie, questa è la verità. Vorrei che la piantassero di usarmi come un albergo, farsi consolare e assistere dopo che se ne sono andati a combinare cazzate in giro. Che una buona volta si accontentassero e mi restassero fedeli.
Se dovessi indicare il principale dei miei difetti, quello di cui più avverto la ricorrenza nei rapporti che instauro con gli altri, direi che è la mia tendenza a rimuginare.
Io rimugino tantissimo. Quando cammino. Quando lavoro. Quando mi diverto. Quando mi compiango. Quando faccio l'amore. Soprattutto quando non lo faccio. 
Diego De Silva

13 aprile 2012

Notturno

foto: Luca Campigotto

Se io fossi un angelo



Se io fossi un angelo
chissà cosa farei
alto, biondo, invisibile
che bello che sarei
e che coraggio avrei
sfruttandomi al massimo
è chiaro che volerei
zingaro libero
tutto il mondo girerei
andrei in Afganistan
e più giù in Sudafrica
a parlare con l'America
e se non mi abbattono
anche coi russi parlerei
angelo se io fossi un angelo
con lo sguardo biblico li fisserei
vi do due ore, due ore al massimo
poi sulla testa vi piscerei
sulle vostre belle fabbriche
di missili, di missili
se io fossi un angelo, non starei nelle processioni
nelle scatole dei presepi
starei seduto fumando una marlboro
al dolce fresco delle siepi
sarei un buon angelo, parlerei con Dio
gli ubbidirei amandolo a modo mio
gli parlerei a modo mio e gli direi
" Cosa vuoi tu da me tu"
" I potenti che mascalzoni e tu cosa fai li perdoni"
" ma allora sbagli anche tu"
ma poi non parlerei più
un angelo non sarei più un angelo
se con un calcio mi buttano giù
al massimo sarei un diavolo
e francamente questo non mi va
ma poi l'inferno cos'è
a parte il caldo che fa
non è poi diverso da qui
perché io sento che, son sicuro che
io so che gli angeli sono milioni di milioni
e che non li vedi nei cieli ma tra gli uomini
sono i più poveri e i più soli
quelli presi tra le reti
e se tra gli uomini nascesse un ancora Dio
gli ubbidirei amandolo a modo mio
a modo mio...
Lucio Dalla

Finanziamento pubblico e..."rimborso elettorale"

Mi rendo sempre più conto di vivere in un paese alquanto strano dove tutto è permesso, dove sembra che non vi siano leggi nè regole di buon senso. Nel nostro strano paese qualche anno addietro con un referendum era stato abolito il finanziamento pubblico ai partiti, però stranamente tutti d'accordo hanno poi introdotto "il rimborso elettorale". Ma se andiamo a vedere il significato di tale parola è "pagamento di spese effettuate", se fosse così i partiti non avrebbero tesori nascosti. In questo strano paese se vuoi costruire un'azienda che ti dia degli utili a breve, basta fondare un partito e i soldi ti arriveranno a fiumi a prescindere da stati di crisi. In questo strano paese si chiudono aziende che hanno più crediti che debiti e più di qualche volta il debitore è un'amministrazione pubblica. Sono stati chiamati i "tecnici" a mettere a posto i conti pubblici e questi non hanno fatto altro che colpire soprattutto quelli che erano già in difficoltà, dai pensionati agli operai. Ma cosa abbiamo fatto per meritarci di essere governati da politici privi di responsabilità???
A voi la risposta!!!

Temporale


Un bubbolo lontano…
Rosseggia l’orizzonte,
come affocato a mare;
nero di pece a monte,
stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un’ala di gabbiano
Giovanni Pascoli

12 aprile 2012

Ogni volta


Ogni volta che ti soffermi a guardare la strada da fare che ai tuoi occhi appare ricca di salite, sassaiole e pericolosi guadi, prendi respiro e voltati a scrutare quanta strada hai già fatta. Ricorda le mille peripezie che hai superato, le persone che hai incontrato, quelli che hai aiutato e coloro che ti hanno teso una mano.   Con la stessa tenacia e con pari speranza continua il tuo percorso, qualcuno già ti guarda ed è già in tuo aiuto.
Roberto Collalti

11 aprile 2012

Metafore


I giochi di prestigio, o il barare alle carte, sono una metafora della realtà quotidiana, dei rapporti fra le persone. C'è qualcuno che dice delle cose e contemporaneamente agisce. Quello che succede davvero è nascosto tra le pieghe delle parole e soprattutto dei gesti. Ed è diverso da quello che appare. Solo che l'attore ne è consapevole e controlla il processo.
Giancarlo Carofiglio

10 aprile 2012

Lo spirito di Don Chisciotte

Anche quando la vita sembra una lotta contro i mulini a vento, eroe è colui che non si arrende, che ogni volta si rimette in piedi e prosegue il suo viaggio, incurante degli ostacoli, incurante della sconfitta. Invincibili sono tutti coloro che hanno eredito l'ostinazione di don Chisciotte. Invincibili sono, per esempio, i migranti, uomini e donne che attraversano il mondo a piedi per raggiungerci e non si fanno fermare da nessun campo di prigionia, da nessuna espulsione, da nessuna legge, da nessun annegamento, perché li muove la disperazione e vanno a piedi.
Erri De Luca

9 aprile 2012

Notizie da via Bellerio #44

9 Aprile 2012
Smarriti e sgomenti ci lascia il Trota
Olè…Olè…
Era ora…
Siamo tutti dispiaciuti…
E ora bandiere a mezz’asta…
Un vero peccato…carismatico…colto e onesto…
Sto piangendo…
Ora speriamo che lo stesso passo lo faccia Rosi Mauro

E per concludere l’autista del Trota…Alessandro Marmello “Non ce la faccio più, non voglio continuare a passare i soldi al figlio di Umberto Bossi in questo modo: è denaro contante che ritiro dalle casse della Lega a mio nome, sotto la mia responsabilità. Lui incassa e non fa una piega, se lo mette in tasca come fosse la cosa più naturale del mondo. Adesso basta, sono una persona onesta, a questo gioco non ci voglio più stare.

Notizie da via Bellerio #43

9 Aprile 2012
Il popolo padano esulta per
la purezza del proprio leader
Fonte: Don Zauker

Poesia


Ho perso un’ora pensando un verso
che la penna non vuole scrivere
Tuttavia esso è qui dentro
Inquieto, vivo.
Esso è qui dentro
e non vuole uscire
Ma la poesia di questo momento
inonda tutta la mia vita.
Carlos Drummond De Andrade

8 aprile 2012

Finchè ogni giorno non diventerà Pasqua

Riporto dal Fatto Quotidiano e scrivo...
Gesù è risorto. Ma non per tutti. La Resurrezione è ancora lontana da venire. Per chi non ha abbastanza pane per sfamarsi. Per chi, alle soglie degli 80 anni, alla notizia che l'Inps avrebbe decurtato la sua pensione di 200 euro, ha pensato che lanciarsi dal balcone fosse più dignitoso del sopravvivere con 600 euro al mese dopo una vita di fatica...per chi strangolato dai debiti si da fuoco...per chi è costretto alla precarietà del lavoro. La Resurrezione non si attende si conquista.
Finchè non inizieremo a credere che la virtù, per dirla con Spinoza, non ha padroni e quanto più ciascuno la onora, tanto più ne avrà perchè la virtù deve essere desiderata per se stessa. Finchè la fede, quel coltivare l'amor proprio, il bene comune, il rispetto dei principi sanciti dalla Costituzione non sarà fede condivisa da laici e credenti. Finchè la ribellione non prenderà il posto della rassegnazione e illuminerà la politica fino a rendere trasparenti i palazzi del potere facendo brillare nelle piazze la vergogna che nascondono. Finchè non capiremo che un Paese senza politica è destinato a morire per sua stessa mano e che nessuno si può chiamare fuori. Finchè le donne non smetteranno di emulare i modelli maschili e non capiranno che la differenza non sta nel genere, ma nella qualità del proprio sentire. Finchè quella pietra che soffocava il tuo respiro, Gesù non verrà sbattuta in faccia a tutti quelli che pubblicamente ti pregano per trarne vantaggio e privatamente ti insultano. Finchè Agnese Borsellino e tutti quelli che con lei l'attendono da 20 anni, non avrà verità. Finchè la Chiesa non comincerà a camminare per le strade del mondo con i tuoi piedi scalzi, Gesù. Finchè non si capirà che il mondo per essere migliore ha bisogno di anima, non di calcolatrici. Finchè ogni giorno non diventerà Pasqua. Ma per tutti.
Sandra Amurri

Stereotipi


Per coloro che non sono capaci di credere, ci sono i riti; per coloro che non sono capaci di ispirare rispetto da sé, c'è l'etichetta; per coloro che non sanno vestirsi, c'è la moda; per coloro che non sanno creare, ci sono le convenzioni e i clichés. Ecco perchè i burocrati amano i cerimoniali, i preti i riti, i piccoli borghesi le convenienze sociali, i bellimbusti la moda, e gli attori le convenzioni teatrali, gli stereotipi e un intero rituale di azioni sceniche.
K.S. Stanislavskij

FBC Unione Venezia: Ennesimo pareggio. Aggancio in vetta

MMSAREGO-VENEZIA 1-1 Campionato Nazionale Serie D Girone C -30 Giornata

Reti: 6^st Oliveira (UV), 19^st Casolin (MS)

Classifica prime cinque posizioni
Unione Venezia e Delta Porto Tolle 61 punti;
Legnago 58;
Montebelluna 49;
Belluno e Mezzocorona 44; 

7 aprile 2012

Se avessimo le ali



Se avessimo le ali
per fuggire la memoria
molti volerebbero.
Abituati a esseri più lenti
gli uccelli con sgomento
scruterebbero la folla
di persone in fuga
dalla mente dell'uomo.
Se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano -
Se allevierò il dolore di una vita o allevierò una pena-
O aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
Non avrò vissuto invano.
Conosco vite della cui mancanza
non soffrirei affatto -
di altre invece ogni attimo di assenza
mi sembrerebbe eterno.

Sono scarse di numero - queste ultime -
appena due in tutto -
le prime molto di piu' di un orizzonte
di moscerini.

Mi incanta il mormorio di un'ape -
qualcuno mi chiede perchè -
piu' facile è morire che rispondere.
Il rosso sopra il colle annulla la mia volontà -
se qualcuno sogghigna stia attento
- perchè Dio è qui - questo è tutto.
La luce del mattino mi eleva di grado -
se qualcuno mi chiede come -
risponda l'artista che mi tratteggiò così.
Non avessi mai visto il sole
avrei sopportato l'ombra
ma la luce ha aggiunto al mio deserto
una desolazione inaudita.
Portare la nostra parte di notte,
la nostra parte di mattino.
Di immensa gioia riempire il nostro spazio,
il nostro spazio riempire di disprezzo.
Qui una stella, là un'altra stella.
Qualcuno smarrisce la via!
Qui una nebbia, là un'altra nebbia.
Poi, il giorno!
Tutti hanno diritto al mattino,
alla notte solo alcuni.
Alla luce dell'aurora
pochi eccelsi privilegiati.
Non stimare lontano quello che si può avere
anche se in mezzo si stende il tramonto -
né stimare vicino ciò che standoti a fianco
è più lontano del sole.
Emily Dichinson