31 gennaio 2012

31 Gennaio 2008...ore 19

E’ successo in un battibaleno
Un attimo di distrazione
E la tua moto
Ha perso il controllo
Un palo e la corsa verso l’ospedale
Terribile e disastroso
L’impatto
Oltre a non far sentire boato
Ha messo tristemente a nudo
Il filo che ti teneva in vita
L’ambulanza
A sirene spiegate
Correva appesa a quel filo
Mentre tu Non c’eri
Ti porgevo le mani
Ma tu eri troppo debole
Parole che partono dal fondo del cuore
Che tu non udivi
E poi
Il ritorno alla vita
Ad un soffio dalla fine
Errebi

Scritto con inchiostro verde

L'inchiostro verde crea giardini, selve, prati,
fogliami dove cantano le lettere,
parole che son alberi,
frasi che son verdi costellazioni.

Lascia che le parole mie scendano e ti ricoprano
come una pioggia di foglie su un campo di neve,
come la statua l'edera,
come l'inchiostro questo foglio.
Braccia, cintura, collo, seno,
la fronte pura come il mare,
la nuca di bosco in autunno,
i denti che mordono un filo d'erba.

Segni verdi costellano il tuo corpo
come il corpo dell'albero le gemme.
Non t'importi di tante piccole cicatrici luminose:
guarda il cielo e il suo verde tatuaggio di stelle
Octavio Paz

Notizie da via Bellerio #9

31 Gennaio 2012
"La Padania vuole uscire dall'Euro e entrare nell'Unieuro"
Fonte: Don Zauker

30 gennaio 2012

Fbc Unione Venezia: A Montebelluna il Venezia si salva su rigore

Montebelluna-Venezia 1-1 Campionato Nazionale Serie D Girone C - 21^ Giornata -
Una giornata storta salvata in extremis. Il Venezia subisce le vendetta di Vigo (per la sua squalifica non scontata i lagunari vinsero la gara d'andata a tavolino, in campo finita in parità) soffrendo ancora una volta per la "maledizione dei portieri" che ormai lo assilla da due stagioni. Non bastasse perde due giocatori nel volgere di un quarto d'ora per infortuni e quindi costretto a tentare la risalita su un campo bruttissimo con di fronte una squadra ormai votata esclusivamente alla difesa. Ma nonostante ciò il team lagunare si rende interprete di una gara di grande possesso palla, ma anche di poche idee, di tante avanzate senza costrutto, ma di una penetrazione utilissima che porta al rigore del pareggio. Il pareggio è giusto, il Monte è stato un avversario in salute con cui era molto difficile giocarci contro visto che si chiudevano bene togliendo gli spazi e raddoppiando spesso sui centrali arancioneroverdi. Cronaca: Al 14^ della prima frazione di gioco la punizione da fuori di Vigo attraversa la barriera, la palla ad effetto rimbalza appena davanti a Riommi e lo beffa, ma il portiere non è affatto incolpevole. 39^ della ripresa Gallonetto atterra in area Oliveira: rigore. Zubin spiazza il portiere trevigiano e fa 1-1
Domenica il campionato è fermo e per il nuovo tecnico lagunare c'è quindi una settimana di tempo in più per crscere la proprio conoscenza sulle doti dei singoli e nel contempo plasmare il team secondo le sue idee. Otto restano i punti di vantaggio su quella che è diventata una coppia di inseguitrice: Delta e Legnago.

Montebelluna-Venezia 1-1
Arbitro: Sig. Guccini di Albano
Reti: pt.14^ Vigo (MN), st. 40^ Zubin rig (UV)

Classifica prime cinque posizioni
Unione Venezia 48
Delta P.T. 40
Legnago S. 40
Montebelluna 36
Tamai 34

Notizie da via Bellerio #8

30 Gennaio 2012
"Borghezio tuona contro gli Imam, i NOFX e gli INXS"
Fonte: Don Zauker

29 gennaio 2012

da Fontamara

A chi sale a Fontamara dal piano del Fucino il villaggio appare disposto sul fianco della montagna grigia brulla e arida come su una gradinata. Dal piano sono ben visibili le porte e le finestre della maggior parte delle case: un centinaio di casucce quasi tutte a un piano, irregolari, annerite dal tempo e sgretolate dal vento, dalla pioggia, dagli incendi, coi tetti malcolperti da tegole e rottami d'ogni sorta. La maggior parte di quelle catapecchie non ha che un'apertura che serve da porta, da finestra e da camino. Nell'interno, per lo più senza pavimento, con i muri a secco, abitano, dormono, mangiano, procreano, talvolta nello stesso vano, le donne, i loro figli, le capre, le galline, i porci, gli asini. Fanno eccezione una decina di case di piccoli proprietari e un antico palazzo ora disabitato, quasi cadente. La parte superiore di Fontamara è dominata dalla chiesa col campanile e da una piazzetta a terrazzo, alla quale si arriva per una via ripida che attraversa l'intero abitato, e che è l'unica via dove possano transitare i carri. Ai fianchi di questa sono stretti vicoli laterali, per lo più a scale, scoscesi, brevi, coi tetti delle case che quasi si toccano e lasciano appena scorgere il cielo. A chi guarda Fontamara da lontano, dal fondo del Fucino, l'abitato sembra un gregge di pecore scure e il campanile un pastore. Un villaggio insomma come tanti altri; ma per chi vi nasce e cresce, il cosmo. L'intera storia universale vi si svolge: nascite morti amori odii invidie lotte disperazioni.
Ignazio Silone

Notizie da via Bellerio #7

29 Gennaio 2012
"Renzo Bossi viene respinto all'esame del sangue"
Fonte: Don Zauker

28 gennaio 2012

La saggezza

Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non si fossero vissuti. A pensarci bene, i più sono giorni cosi, e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato, capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi. Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente. Ma non c'è più
Tiziano Terzani

Notizie da via Bellerio #6

28 Gennaio 2012
"Bossi mostra il dito medio a Carletto
dei Sofficini Findus"
Fonte: Don Zauker

27 gennaio 2012

Alla vita

Com'è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io. Oggi so che questo si chiama "rispetto". Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un'altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un invito a crescere. Oggi so che questo si chiama "maturità"...
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello che succede va bene. Da allora ho potuto stare tranquillo. Oggi so che questo si chiama "stare in pace con se stessi".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro. Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi. Oggi so che questo si chiama "sincerità".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso... all'inizio lo chiamavo "sano egoismo"... ma oggi so che questo è "amore di sé".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione. E così ho commesso meno errori. Oggi mi sono reso conto che questo si chiama "semplicità".
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo. È la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo "perfezione". Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato. Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore, l'intelletto è diventato un compagno importante. Oggi a questa unione do il nome di "saggezza interiore". Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi. Oggi so che tutto questo è "la vita".
Charlie Chaplin

Notizie da via Bellerio #5

27 Gennaio 2012
"Il Trota riscuote lo stipendio
da consigliere regionale"
Fonte: Don Zauker

26 gennaio 2012

Tu passerai per il camino

Son morto con altri cento, son morto ch' ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento....

Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d' inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento...

Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento...

Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento...

Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento...

Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà...

Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà...
Francesco Guccini

Notizie da via Bellerio #4

26 Gennaio 2012
"Bossi sbava, ma solo quando vede il padrone"
Fonte : Don Zauker

25 gennaio 2012

Sfigato

Michel Martone (Viceministro del Lavoro) : Ti laurei a 28 anni?
Sei sfigato…Uhm…a 28 anni uno che non si è laureato è uno sfigato!!!
La solita polemica all’italiana che si fa sulle c@zz@te
anziché sulle cose serie.Questo è da SFIGATI...

Notizie da via Bellerio #3

25 Gennaio 2012
" Calderoli difende il cristianesimo vestito da druido"
Fonte: Don Zauker

24 gennaio 2012

...

Cardinale Bagnasco. "Sull'ICI la Chiesa non chiede privilegi"
Bene. Si proceda subito alla tassazione degli immobili esentati
Fonte. Il Fatto Quotidiano

Notizie da via Bellerio #2


24 Gennaio 2012
"Maroni elogia lo spirito indipendentista dei vulcaniani"
Fonte: Don Zauker

23 gennaio 2012

Fbc Unione Venezia : Capolista ritrovata

Venezia-Union Quinto 4-2 Campionato Nazionale Serie D Girone C - 20^ Giornata
Buona la prima per Favaretto. Il tecnico chiamato in settimana a sostituire Sassarini sulla panchina del Venezia ha guidato ieri pomeriggio al Penzo la squadra al netto 4-2 sull'Union Quinto. Dopo avere subito a freddo il gol degli ospiti, gli arancioneroverdi sono riusciti subito a reagire e a rovesciare la situazione. In evidenza il bomber Emil Zubin, autore di una tripletta. Ora il Venezia ha 8 punti di vantaggio sul Delta Porto Tolle, sconfitto in casa dal Mezzocorona.Nel prossimo turno lagunari in trasferta a Montebelluna, domenica 5 Febbraio ci sarà la sosta (l'ultima stagionale)e sette giorni dopo al Penzo scenderà il Montecchio.

Venezia-Union Quinto 4-2
Arbitro: Sig. Scarica di Castellamare di Stabia
Reti: pt. 9^ Menegaldo (UQ), 17^ (rig) Zubin (UV), 43^ Zubin (UV), st. 9^ De Bortoli (AUT), 30^Zubin (UV), 42^ Morbioli (UQ)

Classifica prime cinque posizioni
Venezia 47
Delta Porto Tolle 39
Legnago S. 37
Montebelluna 35
Tamai 33

Notizie da via Bellerio #1

23 Gennaio 2012
Bossi incita alla secessione di via Mameli da viale Cavour
Fonte: Don Zauker

22 gennaio 2012

Notizie da via Bellerio

Comincia da oggi la pubblicazione giornaliera di tutte le notizie "importanti" che escono dalla sede di via Bellerio della Lega Nord. Il servizio vuol essere "la vera informazione" di tutto ciò che succede nelle discussioni leghiste e non verrete mai a sapere.

22 Gennaio 2012
"Padroni a casa nostra ma...il mutuo lo paga Berlusconi"
Fonte: Don Zauker

Voi

Voi,
i cristiani, gli ebrei, i musulmani, i buddisti, gli scintoisti, gli avventisti, i panteisti, i testimoni di questo e di quello, i satanisti, i guru, i maghi, le streghe, i santoni, quelli che tagliano la pelle del pistolino ai bambini, quelli che cuciono la passerina alle bambine, quelli che pregano ginocchioni, quelli che pregano a quattro zampe, quelli che pregano su una gamba sola, quelli che non mangiano questo e quello, quelli che si segnano con la destra, quelli che si segnano con la sinistra, quelli che si votano al Diavolo, perché delusi da Dio, quelli che pregano per far piovere, quelli che pregano per vincere al lotto, quelli che pregano perché non sia Aids, quelli che si cibano del loro Dio fatto a rondelle, quelli che non pisciano mai controvento, quelli che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo, quelli che lapidano il capro espiatorio, quelli che sgozzano le pecore, quelli che credono di sopravvivere nei loro figli, quelli che credono di sopravvivere nelle loro opere, quelli che non vogliono discendere dalla scimmia, quelli che benedicono gli eserciti, quelli che benedicono le battute di caccia, quelli che cominceranno a vivere dopo la morte…

Tutti voi,

che non potete vivere senza un Babbo Natale e senza un Padre castigatore.
Tutti voi,

che non potete sopportare di non essere altro che vermi di terra con un cervello.
Tutti voi,

che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il piu’ stupido, il piu’ meschino, il piu’ sanguinario, il piu’geloso, il piu’ avido di lodi tra voi.

Voi, oh, tutti voi

NON ROMPETECI I COGLIONI!

Fate i vostri salamelecchi nella vostra capanna, chiudete bene la porta e soprattutto non corrompete i nostri ragazzi.
Non rompeteci i coglioni, cani!

François Cavanna ( Nogent- sur- Marne 23 Febbraio 1923)

21 gennaio 2012

L'oligarchia invisibile

Non è vero che il contrario della democrazia sia necessariamente la dittatura. C’è almeno un altro regime: l’oligarchia. E tra i due regimi possono esserci poi varie forme intermedie. Una di queste è quella esistente da qualche tempo in Italia. Dove ci sono da un lato un Parlamento e un governo democratici, i quali formalmente legiferano e dirigono, ma dall’altro un ceto di oligarchi i quali, dietro le quinte delle istituzioni democratiche e sottratti di fatto a qualunque controllo reale, compiono scelte decisive, governano più o meno a loro piacere settori cruciali, gestiscono quote enormi di risorse e di potere: essendo tentati spesso e volentieri di abusarne a fini personali. I frequenti casi scoperti negli ultimi anni e nelle ultime settimane hanno aperto squarci inquietanti su tale realtà. Non si tratta solo dell’alta burocrazia dei ministeri, cioè dei direttori generali. A questi si è andata aggiungendo negli anni una pletora formata da consiglieri di Stato, alti funzionari della presidenza del Consiglio, giudici delle varie magistrature (comprese quelle contabili), dirigenti e membri delle sempre più numerose Authority, e altri consimili, i quali, insieme ai suddetti direttori generali e annidati perlopiù nei gabinetti dei ministri, costituiscono ormai una sorta di vero e proprio governo ombra. Sempre pronti peraltro, come dimostra proprio il caso del governo attuale, a cercare di fare il salto in quello vero. È un’oligarchia che non è passata attraverso nessuna selezione specifica né alcuna speciale scuola di formazione (giacché noi non abbiamo un’istituzione analoga all’Ena francese). Designati dalla politica con un g r a d o a l t i s s i m o d i arbitrarietà, devono in misura decisiva il proprio incarico a qualche forma di contiguità con il loro designatore, alla disponibilità dimostrata verso le sue esigenze, e infine, o soprattutto, alla condiscendenza, all’intrinsichezza — chiamatela come volete — verso gli ambienti e/o gli interessi implicati nel settore che sono chiamati a gestire. Ma una volta in carriera, l’oligarchia — come si è visto dalle biografie rese note dai giornali — si svincola dalla diretta protezione politica, si autonomizza e tende a costruire rapidamente un potere personale. Grazie al quale ottiene prima di tutto la propria sostanziale inamovibilità. Sempre gli stessi nomi passano vorticosamente da un posto all’altro, da un gabinetto a un ente, da un tribunale a un ministero, da un incarico extragiudiziale a quello successivo, costruendo così reti di relazioni che possono diventare autentiche reti di complicità, sommando spessissimo incarichi che incarnano casi clamorosi di conflitto d’interessi. E che attraverso doppi e tripli stipendi e prebende varie servono a realizzare redditi più che cospicui, a fruire di benefit e di occasioni, ad avere case, privilegi, vacanze, stili di vita da piccoli nababbi. Se i politici sono la casta, insomma, l’oligarchia burocratico- funzionariale italiana è molto spesso la super casta. La quale prospera obbedendo scrupolosamente alla prima (tranne il caso eccezionale della Banca d’Italia non si ricorda un alto funzionario che si sia mai opposto ai voleri di un ministro), ma facendo soprattutto gli affari propri. Il governo Monti ha un’agenda fittissima, si sa. Ma se tra le tante cose da fare riuscisse anche a scrivere un rigoroso codice etico per la super casta, sono sicuro che qualche decina di milioni di italiani gliene sarebbe grata.
Ernesto Galli Della Loggia – Corriere della Sera 20 Gennaio 2012 -

20 gennaio 2012

Concordia

O CAPITANO! MIO CAPITANO!
La Moldava in plancia
sorseggia il suo Gancia
la lampo si sgancia
e mostra la pancia

Schettino ansimante
non bada al sestante
del tanga la mussola
gli copre la bussola

"Potrei ma non voglio"
Lei dice d'orgoglio
"Mi arrapi e ti spoglio"
lui dice e lo scoglio

Di colpo lo coglie
già pensa alla moglie...
Dirà che moldava
per caso passava

Che nella cambusa
Entrò come intrusa
Che nella scialuppa
cascò colla truppa

Ah! Quella lasciva!
La stiva gli offriva...
Or quell'arrembaggio
Gli costa l'ingaggio

Ma già la Moldava
gli bacia la guancia
gli tocca la fava
gli dice "Ora sgancia"

Ed il capitano
capisce l'arcano:
ha perso la rotta
per una...

Diego Marani

19 gennaio 2012

Tratto dal libro -L'insostenibile leggerezza dell'essere-

Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa? Il fardello più pesante ci opprime, ci piega, ci schiaccia al suolo. Ma nella poesia d'amore di tutti i tempi la donna desidera essere gravata dal fardello del corpo dell'uomo. Il fardello più pesante è quindi allo stesso tempo l'immagine del più intenso compimento vitale. Quanto più il fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è reale e autentica. Al contrario, l'assenza assoluta di un fardello fa si che l'uomo diventi più leggero dell'aria, prenda il volo verso l'alto, si allontani dalla terra, dall'essere terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato. Che cosa dobbiamo scegliere allora? La pesantezza o la leggerezza?
Milan Kundera

18 gennaio 2012

Fbc Unione Venezia : Il brutto pareggio di San Vito al Tagliamento costa la panchina a Mr. Sassarini

Il nuovo mister Giancarlo Favarin

Sanvitese-Venezia 1-1 - Campionato Nazionale Serie D Girone C -19^ Giornata
L'ennesima pessima prestazione offerta a San Vito (1-1ma giocando malissimo) è costata la panchina al mister arancioneroverde. Via Sassarini il Venezia è ora nelle mani di Giancarlo Favarin, 54 anni pisano, ex Lucchese. Se ne va quindi Sassarini che ha condotto il Venezia al vertice della serie D con cinque punti di vantaggio e una sola sconfitta incassata. Il dg lagunare Oreste Cinquini ha riunito lo staff tecnico, dopo l'ennesima brutta figura a San Vito, per avere risposte precise: le indicazioni non sono state all'altezza e quindi s'è deciso per il cambio in panchina. Aver incamerato tre pareggi, una sconfitta e una sola vittoria in cinque match è emblematico del'involuzione accusata dalla squadra. Essere passati da 11 punti di vantaggio a cinque è altrettanto preoccupante. Se ritorniamo indietro nel tempo quando il Venezia ha superato il Delta sembrava già virtualmente promosso ora...Alla base si può dire che si tratta di una crisi psico-fisica prima ancora che tecnico-tattica. Era sotto gli occhi di tutti che dopo una prima parte di stagione brillante la squadra ha iniziato a girare meno, offrendo prestazioni scadenti sul piano del gioco prima ancora che su quelle del risultato.Ringraziato Sassarini per l'impegno profuso si è deciso di voltare pagina

Sanvitese-Venezia1-1
Arbitro: Sig. Ruggiero Dorionzo di Barletta
Gol:pt 18^Rossi (SV), st. 33^ Moro (UV)

Classifica prime cinque posizioni
Venezia 44
Delta Porto Tolle 39
Legnago 36
Montebelluna 32
Pordenone 30
Tamai 30

17 gennaio 2012

Come si riconoscono i falsi poveri da quelli veri? Quelli veri pagano le tasse!!!

Ormai lo sappiamo per certo…l’Italia è un paese poverissimo, dove i cittadini lavorano per il gusto di farlo e non per portare a casa un qualche guadagno. Lo dice chiaramente il dettagliato elenco sui redditi medi dei lavoratori autonomi che il Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia ha messo in rete ieri. Una Italia dove dietro l’elite di notai, farmacisti e medici, vive una plebe cenciosa di tassisti, orafi, sarti, costruttori di barche, ristoranti, negozianti di scarpe, pellicciai, gestori di stabilimenti termali e balneari, albergatori e baristi, che NON RIESCONO AD ARRIVARE A FINE MESE.
Le agenzie di rating hanno pienamente ragione siamo un paese inaffidabile, disgraziato e bizzarro, dove un negoziante di scarpe, abbigliamento, pelletterie e accessori dichiara un reddito medio di 7.700 euro l’anno (641 euro al mese) ampiamente sotto la soglia di povertà (indicata dall’Istat in mille euro al mese). E’ un paese povero il nostro.
Sono poveri i parrucchieri (11.900 euro all’anno).
Sono poveri i baristi (15.800 euro all’anno). Sono poveri gli orafi (12.300 euro l’anno).
Sono poveri i gestori di stabilimenti balneari (13.600 euro l’anno), le profumerie (11.400 euro l’anno), i cartolai (10.800 euro l’anno), le agenzie di viaggio 11.300 euro l’anno).
Non parliamo poi del settore dei tassisti, che il governo si è messo in testa di liberalizzare, un settore già ridotto alla fame…14.200 euro l’anno, meno di un operaio. Una miseria.
Ah dimenticavo gli ultimi, i titolari di discoteche…NON GUADAGNANO…PERDONO 4.700 EURO L’ANNO!!!
Certo sarà sicuramente la crisi di questi anni ma INEQUIVOCABILMENTE anche un marcato tasso di furbizia e mancanza di controllo tutta italiana.
FONTE: Il Fatto Quotidiano 17-01-2012

16 gennaio 2012

Da Novecento

Potevi pensare che era matto. Ma non era così semplice. Quando uno ti racconta con assoluta esattezza che odore c'è in Bertham Street, d'estate, quando ha appena smesso di piovere, non puoi pensare che è matto per la sola stupida ragione che in Bertham Street, lui, non c'è mai stato. Negli occhi di qualcuno, nelle parole di qualcuno, lui, quell'aria, l'aveva respirata davvero. Il mondo, magari, non l'aveva visto mai. Ma erano ventisette anni che il mondo passava su quella nave: ed erano ventisette anni che lui, su quella nave, lo spiava. E gli rubava l'anima. In questo era un genio, niente da dire. Sapeva ascoltare. E sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente.
Alessandro Baricco

15 gennaio 2012

Quando...

Navigando sulla rete ho letto un post “quando c’erano i comunisti” di http://soffio-terapeuta.blogspot.com/2012/01/quando-cerano-i-comunisti.html
Mi ha portato indietro nel tempo e ha risvegliato in me vecchi ricordi. Immagini un po’ sbiadite, partecipazione giovanile e sospiri e sentimenti.
La parola comunismo oggi produce certi sentimenti. Certo una volta c’era, ma quello che è rimasto oggi non ci assomiglia proprio. Qualcuno era comunista…come diceva Giorgio Gaber.
…Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia…
…Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo…
…Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggior partito socialista d’europa…
…Qualcuno era comunista perché sentiva la necessità di una morale diversa…
…perché forse era solo una forza, un volo, un sogno era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita…
…Si qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come più di se stesso. Era come due persone in una.
…No, niente rimpianti.
Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare…come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l'uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall'altra il gabbiano senza più neanche l'intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito…
Che brivido riportando queste poche vecchie e scontate, chiamiamole “noticine storiche”.
…non si sogna solo di notte.
Purtroppo o per fortuna,
dipende, si sogna anche di giorno…
Ernst Bloch

14 gennaio 2012

Educare

Foto: Errebi

Educare è equipaggiare il motore di una barca...
Serve prendere le misure, pesare, equilibrare...
e mettere tutto in funzione.
Ma per questo si deve avere nell'animo un po' del marinaio...
un po' del pirata... un po' del poeta...
e un chilo e mezzo di pazienza concentrata.
Ma è consolante sognare, mentre si lavora,
che quella barca, quel bambino,
prenderà il largo, se ne andrà lontano.
Sognare che quel bastimento porterà il nostro carico
di parole verso porti distanti, verso isole lontane.
Sognare che quando si sarà messa a dormire
la nostra barca, nuove barche porteranno
inalberata la nostra bandiera.

Gabriela Mistral

13 gennaio 2012

Chicche della lega 2 - Cosentino sei uno di noi...si un camorrista

La storia continua nulla ferma la "sega nord". Dopo l'ennesimo diktat subito dal nano sporcaccione, che chissà per quale motivo li tiene per le palle...(SOLDI?), possono solo fare una cosa: andare a dare via il CULO. Buffoni. Oramai l'ipocrisia trasuda dai rappresentanti politici della "sega nord", da ieri annoverati a pieno titolo tra i sostenitori degli affari del clan dei casalesi. La casta si auto assolve ancora una volta, e auto assolve tranquillamente anche i suoi appartenenti piu VISCIDI e CRIMINALI.
Godiamoci l'ennesima standing ovation parlamentare con risa, comportamenti esultanti, baci e abbracci.
Il peggior parlamento della storia repubblicana ha ancora una volta dato bella dimostrazione di se.
Il parlamento dei Berlusconi, Bossi, Gasparri, Bricolo, Romano,Cicchitto e Scilipoti.
Il parlamento che "Eluana è stata ammazzata".
Il Parlamento che "Ruby era la nipote di Mubarak".
Caro presidente Monti ha proprio un bel da fare se poi questi individui smontano il lavoro certosino per riconquistare credibilità. Un pensiero se fossi in Lei, mi creda, io personalmente lo farei...DIMETTERSI...per la vergogna di rappresentare questi BANDITI e FARABUTTI.

12 gennaio 2012

Sull'amicizia
















E un adolescente disse:”Parlaci dell’Amicizia. E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E’ il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E’ la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l’amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell’amicizia, ogni pensiero, ogni desiderio,
ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:
la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.
Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi
lo schiudersi del proprio mistero non è amore,
ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
Kahil Gibran

11 gennaio 2012

Chicche leghiste "Per gli emigrati servono forni"

La Procura di Savona ha aperto un fascicolo sulla frase postata da Mauro Aicardi su facebook. Istigazione all’odio razziale il reato contestato al leghista ingauno. L’agricoltore si trova così a dover rispondere di una frase che ha scosso le coscienze di migliaia di persone che si sono attivate, sempre via web, per chiedere le sue dimissioni dal consiglio comunale. Sono decine le pagine google dedicate alla frase sui forni per gli immigrati, giornali web e quotidiani che hanno dedicato intere pagine sul caso del leghista che è difeso a spada tratta dalla sua gente e dal sindaco Guarnieri. Mauro è un uomo simpatico e un bravo ragazzo, ma deve aver scritto con troppa leggerezza una frase che suscita ricordi dolorosi per la tragedia vissuta dagli ebrei. Seguendo la scia di affermazioni dei suoi capi, da Calderoli a Borghezio, non ha compreso di aver toccato un tasto e un nervo ancora aperto nella memoria di tanti. Le scuse di Mauro non sono bastate e neppure la chiusura della sua pagina facebook, il Procuratore di di Savona Francantonio Granero ha aperto un fascicolo e Aicardi dovrà affrontare un procedimento delicato per il reato di istigazione all’odio razziale.

Se ritenuto giusto chiedere le dimissioni di tal personaggio, appello rivolto anche agli elettori leghisti, potete cliccare su questo sito e firmare la petizione:

La rompini

Immagini e storie quotidiane per le strade del mondo...Pausa pranzo lavorativa di ieri. Non avevo molto tempo e mi sono infilato dentro alla prima pizza al taglio che ho trovato. C'era abbastanza gente all'interno così ho pensato che probabilmente avrei mangiato un bel pezzo di pizza. Dopo l'attesa mi sono spostato in uno di quei tavolini alti senza sedie ed ho appoggiato il quotidiano e incominciato a mangiare il primo boccone di pizza.Tra un boccone e la lettura del giornale una voce femminile mi faceva da sottofondo. Ho alzato lo sguardo e con il cellulare all'orecchio c'era una ragazza, bionda, in carne sui 23/24 anni in conversazione con chi non so e, senza volerlo, data la vicinanza ho ascoltato cosa diceva...
...ma con un vestitino di lana cacao cortino mini mini, cinturona si fianchi cuoio e stivali cavallerizza cacao che calze potrei mettere ? Sai che non sono una elegantona, ma piuttosto sportiva. No righe che mi sembrano troppo giorno e cacao mi sembra una c@cc@ tutta marrone. Se hai idee e modello, colore e sopratutto dove le posso trovare (finisco alle 18 il lavoro e alle 20 dovrei essere al rist)...liberamente tratto da
Chiusura della conversazione. Sbuffo di nervosismo. Sta per uscire e improvvisamente scivola su del pomodoro fresco sul pavimento. Urlino e vaffa....."Questi tacchi, mi slanciano si ma..."

10 gennaio 2012

Pontida

Che strano sogno ho fatto stanotte. O forse più che un sogno…un incubo? Non so come ma mi sono trovato a partecipare ad un raduno leghista a Pontida. Ero confuso tra la folla del popolo padano e li stavo osservando ed ascoltando. Dal federalismo alla secessione, dalla giustizia alle ingiurie contro Roma ladrona nella quale tornano più velocemente possibile appena finita la polenta. Guardavo le loro strane camicie verdi, gli strani copricapi celtici che usano e soprattutto le prese per le culo a cui è sottoposta la base. Godevo nel sentir pronunciare, nel loro idioma padano, le caratteristiche incomprensibili espressioni che li contraddistinguono. Ascoltare quegli inutili discorsi di comunità chiusa, isolata dagli altri, da quelli che non vi fanno parte e che vengono esclusi: i meridionali, gli extracomunitari e Roma, “quelli la del governo”. Ma la sorpresa più “sorpresa” è stata quella di vederli digerire dei rospi in quantità industriale con l’aiuto del contenuto dalla famosa ampolla che il capo alza come un ostensorio offrendola da bere ai militanti più “focosi”. E scoprire poi che la famosa ampolla non contiene l’acqua del Po ma, olio di ricino. Lo hanno scelto i loro capi per i loro elettori. Una via più soft dell’uso consueto nel ventennio, piccoli sorsi alla volta ma sufficienti a farli ingoiare tutte le porcate che combinano a Roma. Non posso negarlo ma stavo proprio divertendomi a quel spettacolo dell’assurdo che nemmeno Totò ci ha mai offerto. Uno spettacolo di cabaret da far invidia a tutti i protagonisti passati e futuri di Zelig, uno spettacolo che solo la scena con il megafono di Totò “vota Antonio” gli si avvicina. Uno spettacolo dalla comicità universale comprensibile a tutti dall’imbecille leghista all’intellettuale. Quella famosa ampolla è proprio miracolosa, l’antibiotico giusto per l’elettore leghista. Poi, d’improvviso, sono ritornato alla realtà e …cosa si può pretendere di più da gente che ha scelto di mandare in parlamento personaggi del calibro di Bossi, Calderoli e compagnia bella, tanto bravi a parlare alle folle munite di cappello da vichingo, ma non a fare i fatti…forse non lo hanno ancora capito, gli elettori, non hanno fatto una sola cosa a loro promessa.

Tratto dal libro -Non ora, non qui-

Sorrideremo dei nostri vizi. Quali? Quelli di darci per scontati, come se dovessimo esserci sempre come il suono delle campane, come se dovessimo morire insieme ed essere nati insieme, sempre: vizio venuto perché un piccolo spago di giorni si sgomitolava e ci faceva ritrovare.
Povera abitudine: raro che uno si accorgesse che l'altro era cambiato dalla sera prima. Raro che ci si accorgesse che il suo umore metteva una pausa diversa tra il giorno già pronto e il buongiorno scambiato, che un sogno aveva sforzato gli zigomi, che un'ombra mai avuta cadeva dalla lampada sulla guancia. Sorrideremo del vizio che ci fa vedere uguali e capiremo i fitti nostri mutamenti e stupiremo che siano stati così numerosi.
Erri De Luca

9 gennaio 2012

Fbc Unione Venezia : Inizia il girone di ritorno con un brutto pareggio

Fonte foto: Gazzettino

Venezia-Sacilese 2-2 Campionato Nazionale Serie D Girone C - 18^ Giornata -
Oliveira evita al Venezia la seconda sconfitta casalinga pareggiando i conti con la Sacilese allo scadere. Un risultato che però non sminuisce la figuraccia che la squadra di Sassarini mette in piedi in 98' di non gioco,con un solo tiro su azione nello specchio della porta avversaria, dal momento che il primo gol è arrivato su rigore. Certo, ci può stare un passaggio a vuoto, ma la prestazione offerta ieri al Penzo ha lasciato perplessi. Il Venezia dimentica il gioco nella calza della Befana, e dopo 12' è sotto 0-2. Sugli spalti la gente è incredula, e forse anche la stessa Sacilese che, però, dalla sua può solo avere la "colpa", ma in realtà è un merito, di sfruttare le incertezze di una squadra ballerina e ancora in vena di regali. Nella ripresa per 40' il Venezia non crea un azione degna di questo nome, mentre la Sacilese si avvicina al terzo gol. Ed ecco che Oliveira, schierato dopo l'intervallo e al rientro dall'infortunio muscolare di Gradisca, sfrutta un rimpallo in are e pareggia i conti. Il Venezia così conquista un punto ed è saldamente in testa ( + 7 sul Delta ) ma ieri le difficoltà sono state troppe. Nella sconfitta interna con il Mezzocorona di gioco se ne era visto, ieri non è invece pervenuto.

Venezia-Sacilese 2-2
Reti: 4' pt Del Papa (SA), 12' Rossi (SA), 25' Zubin (UV) rig. ; 40' st Oliveira (UV)
Arbitro . Sig. Giuseppe De Luca di Ercolano

Classifica prime 5 posizioni
Unione Venezia 43
Delta Porto Tolle 36
Legnago 33
Montebelluna 29
Pordenone 29
Tamai 29

8 gennaio 2012

Non è nelle nostre possibilità...

“ Mamma mia ma come è possibile costruire una clinica dove per arrivarci bisogna salire per questa stradina piena di curve e così stretta. Se arriva un ambulanza che viene giù…”
E l’ambulanza arriva. Frenata e ingrano la retromarcia per trovare un punto dove poter lasciargli lo spazio per passare.
“ Ecco come volevasi dimostrare. Vorrei conoscere quel “genio” che ha avuto l’idea di costruire una clinica neurologica sopra il cielo di Innsbruck”
Nessun commento dai posti posteriori dove è seduta mia moglie Carla intanto, Federico, che è seduto accanto a me continua ad ascoltare la musica.
Guardo verso il basso mentre percorro gli ultimi metri che ci separano dall’arrivo. Innsbruck sembra un presepe mentre le montagne intorno sembrano tanti pandori appena cosparsi di zucchero e pronti per farsi addentare.
Ultimamente, forse sarà l’età, faccio fatica ad orientarmi quando arrivo in un posto dove non sono mai stato. Non così da giovane era il mio punto di forza. Scendiamo dalla macchina e prendo Federico sottobraccio. C’è un po’ di salita da fare ai lati della strada la neve e gli alberi ci impediscono di guardare verso il basso e verso l’alto.
Dopo aver sbagliato due o tre ingressi riusciamo a trovare quello giusto. Nell’atrio troviamo alcune persone che ci indicano di prendere l’ascensore e fermarci al primo piano. Ambulatorio di neurologia prof Leopold Saltuari.
Sono le 11 e 50 fra dieci minuti tocca a noi. Busso alla porta della segreteria, faccio capolino con la testa e informo che siamo arrivati. Ci dicono di attendere appena il professore sarà libero ci riceverà. Di sederci neanche a pensarne.
Con Federico è un continuo movimento quindi…via all’esplorazione della clinica e alla ricerca del bagno più vicino. Ogni tanto passano dei malati in carrozzina accompagnati dai fisioterapisti, entrano ed escono medici e infermieri. Federico continua a passeggiare sostenendosi agli appositi ausili che sono ai lati del corridoio su e giù, giù e su.
Sono le 12 e 15 e dall’ambulatorio del professore escono della persone. Bene, penso io, fra un po’ tocca a noi. Ogni tanto guardo fuori da una delle grandi finestre che sono nel corridoio. Montagne, pini, neve e…un grande silenzio.
Ogni tanto si sentono delle risate, delle voci incomprensibili dall’idioma tedesco. Squilla il telefono all’interno della segretaria. Quella telefonata ci farà aspettare fino alle 13. Federico, nel frattempo, necessità di andare al bagno. Scende con l’ascensore per andarci e si apre la porta dello studio del professor Saltuari . “Prego accomodatevi”
“Ci scusi ma Federico è dovuto andare al bagno. Abbia la pazienza di attendere qualche minuto…”
Il professore mi fa intanto accomodare nel suo studio. Una scrivania vicino alla finestra. Sopra ad essa il pc, libri aperti sparsi, il telefono, la chiavetta USB. Un tavolo rotondo con cinque sedie, un lettino per visitare, una piccola libreria e le pareti bianche illuminate dal sole.
Mi siedo e nell’attesa di Federico apro la documentazione con noi portata con tutta la storia di Federico da quella sera del 31 Dicembre 2008. Sono un po’ nervoso e comincio a raccontare al professore tutti i problemi di Federico saltando di palo in frasca senza un nesso logico facendogli, probabilmente, più confusione che altro.
Poi arrivano Federico e mia moglie e comincio a sentirmi più a mio agio. Con l’aiuto di mia moglie le parole corrono più fluide e si parla ora dei problemi di nostro figlio. Consegno al professore i cd con l’ultima Tac cerebrale di Federico. Lui si alza e va verso la sua scrivania. Accende il pc, carica il cd e guarda. Con la coda dell’occhio lo osservo, ogni tanto sospira. Faccio un cenno d’assenso con la testa e…cosa cerchiamo ancora? Mentre il professore guarda il cd contemporaneamente parla anche con Federico.
Che musica le piace, che lavoro faceva, cosa le piacerebbe fare. Adesso dove si trova, perché è venuto fino a qui? Le risposte di nostro figlio sono sempre logiche e pertinenti e il professore ha lo sguardo soddisfatto.
Sono ormai circa quaranta minuti che siamo all’interno dell’ambulatorio e Federico non a ancora manifestato segni di sofferenza ma prima o poi accadrà. Il professore lo visita poi, come previsto, Federico dice basta e chiede di uscire.
Mia moglie lo accompagna fuori mentre io resto a scambiare le ultime parole con il professore.
“Guardi”- mi dice il professore “Con quello che ha avuto suo figlio la cosa poteva essere molto peggiore. Certo c’è questa sua irrequietezza, ma sinceramente, io lo visto molto presente e partecipante. Si potrebbe tentare, questo si. Un tentativo si potrebbe fare. A livello farmacologico. Ridosare, sostituire, cambiare. Io un tentativo, se fossi in voi lo farei”
“D’accordo. Siamo venuti qui proprio per questo. Lei ci garantisce il risultato?
“Onestamente non posso garantirvi nulla. Il tentativo però ve lo consiglierei”
“Professore veniamo al dunque. Costo del tentativo ?”
“500,600 euro al giorno per tre, quattro mesi”
“Impossibile non possiamo assolutamente farcela”
“Se siete venuti quà il motivo è quello di migliorare. Io non posso garantirvi la riuscita del tentativo ma, il tentativo lo farei”
Ci siamo salutati. Ho trovato Federico e Carla al piano terra.
Mi mancavano le parole ma poi sono sgorgate come fiume e alla fine…non ce la facciamo. Attendiamo il resoconto del professore poi… Poi andremo a Brunico, altra clinica in contatto con quella del professor Saltuari, chissà forse li i prezzi saranno più abbordabili. Altra corsa, altra tappa chissà qualcosa accadrà.

Dal libro " Il deserto dei tartari"

Forse tutto è così, crediamo che attorno a noi ci siano creature simili a noi e invece c'è il gelo, pietre che parlano una lingua straniera, stiamo per salutare l'amico, ma il braccio ricade inerte, il sorriso si spegne, perché ci accorgiamo di essere completamente soli.
Dino Buzzati

7 gennaio 2012

DAI GIOVANE PADANO VIENI DA NOI !!!

VIENI CON NOI giovane Padano. Da Bossi imparerai ad arraffare tangenti… Da suo figlio Trota come si RUBA uno stipendio da 14mila euro al mese senza fare un cazzo… Dalla siora Emanuela la “first lady del senatur” baby pensionata come ottenere “umma umma” una sovvenzione di 800mila euro per insegnare pirlate razziste…
VIENI CON NOI giovane pirla padano in pellegrinaggio a Lourdes…per sentire la Madonna che parla bergamasco o veronese gli idiomi della nostra “padania”…
VIENI CON NOI giovane padano e avrai gratuitamente un T.S.O. atto di tipo medico e giuridico, che ti consentirà l’effettuazione di determinati accertamenti e terapie per la tua malattia mentale e psichica anche se in presenza dei tuoi normali rifiuti dovuti alla tua mancanza di consapevolezza della malattia…
VIENI CON NOI giovane padano e in alternativa alla T.S.O. potrai scegliere il carcere come il nostro “martire padano” Robusti…
VIENI CON NOI giovane padano e sarai parte della nobile incarnazione dello spirito, della storia, della tradizione e della cultura dei propri avi e della propria terra…
VIENI CON NOI giovane padano e il patto sancito dal popolo padano sulle sacre sponde del fiume Po ti darà la forza di comprendere la tua “spontanea allucinazione padana”
VIENI CON NOI giovane padano e potrai finalmente denunciare la discriminazione razzista a cui siamo sottoposti con una certa continuità e violenza e in diverse maniere: dal razzismo di Stato a quello singolare contro chi parla una delle lingue padane…
VIENI CON NOI giovane padano e ti potrai scrollare di dosso il “pensiero di PENSARE”. Pensare non fa bene alla lega nord.

…eppure il vento soffia ancora
spruzza l’acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie

e presto la chiave nascosta di nuovi segreti
così copriranno di fango persino i pianeti
vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
i crimini contro la vita li chiamano errori…
Pierangelo Bertoli

Don Franco, Suor Lucia…avete fatto molto ora basta!!!

Questa non me la dovevano fare, dannazione. Sradicarmi in tal modo una secolare tradizione senza nemmeno avvisare. Da quando in qua gli spot dell'otto per mille alla chiesa cattolica sono diventati a colori? Da quando in qua Josephine e la sua cricca in gonnella hanno deciso di rinunciare alla rassicurante aura neorealista, alla deliziosa patina retrò che permeava quel loro annuale messaggio? Un salvifico don Peppino a colori non è la stessa cosa, cazzo. Non istiga nel popolo bue la stessa insana voglia di morale agreste, di suggestivo paesino dove le mucche hanno le poppe rosee e gonfie, le donne vestono ancora con gonne a ruota, le campane suonano a festa la domenica mattina, e i sagrestani sodomizzano le bambine dopo la messa con il beneplacito del farmacista. I colori rendono tutto troppo contemporaneo, troppo attuale, troppo concreto. C'è il rischio che il popolo bue smetta di muggire e si accorga di essere nel XXI secolo, che di teste del Battista se ne contano in tutto una quindicina, che l'Ogino-Knauss è una ciofeca inefficace. C'è il rischio che la gente incominci a chiedersi per quale motivo si dovrebbe donare una parte dei propri guadagni allo scopo di acquistare nuovi crocifissi d'oro per Josephine. C'è il rischio che ci si svegli dall'incubo.
Video spot chiesa cattolica:http://www.youtube.com/watch?v=WrpBNpvCUt4

6 gennaio 2012

Vorrei la riduzione dei costi della “non politica”

Signora Santanchè, ma signora Santanchè non mi dica mai. Cosa hanno combinato a Cortina con quel sgradevole blizt degli ispettori della finanza che ha smascherato 42 contribuenti di super car (Ferrari) costretti a vivere con soli trentamila euro l’anno lordi. Ma sentiamola, sentiamola la indignata signora Santanchè… “Sono assolutamente contraria a questi metodi da polizia fiscale e trovo sbagliato colpire la ricchezza. Ci lamentiamo tanto che il paese non cresce, poi chi è ricco in questo momento viene guardato con sospetto, come colui che certamente evade il fisco. Non trovo giusto colpire Cortina che è un simbolo del nostro turismo con controlli fiscali”

Simpaticone di un Calderoli che bella iniziativa la sua…una interrogazione parlamentare nei confronti del senatore Monti per quella innocua festicciola che pare essersi svolta a palazzo Chigi durante la fine dell’ultimo anno. Proprio un gran burlone il Calderoli era abituato ai festini del papi pieni zeppi di pregiudicati, faccendieri, pappa, pusher, Emili Fede, Leli Mora, veline e prostitute minorenni arrivando ad affermare “lo invidio tantissimo” e ora… “Mi chiedo se la festa avesse le caratteristiche di manifestazione istituzionale ovvero di natura privata; quanti fossero gli invitati alla festa di cui sopra e a che titolo vi abbiano partecipato; se l'iniziativa sia stata effettivamente disposta dal presidente del Consiglio Mario Monti; se tra gli invitati figurassero anche le persone care al presidente; chi abbia sostenuto gli oneri diretti e indiretti della serata, con particolare riferimento alla sicurezza e agli straordinari del personale addetto, e se gli stessi sono stati già corrisposti; se non si ritiene inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare, in un momento di crisi come quella attuale, una festa utilizzando strutture e personale pubblici” Esprimo a nome mio i più sinceri ringraziamenti per aver smascherato la “cena delle beffe” con 10 invitati partecipanti in tutto con gli oneri delle spese tutte a carico del senatore Monti.

Si intavolano le trattative sul costo della politica. Schifani, Casini e Rutelli si sono riuniti alle Maldive. Capodanno esotico a prezzi low cost al Palm Beach Resort di Lhavyani tra i 2.550 e 5.700 dollari a notte. Tutti e tre molto preoccupati.

Avvocato Antonio Mazzocchi…disadattato. Non vorrei mai trovarmi nella sua situazione, 16mila euro al mese da quasi 20 anni ed un vitalizio di 4mila euro al mese una volta uscito dal Parlamento (sen.Pdl). Come non rivolgersi ad un psicologo vivendo una tale situazione e come non sfogarsi e rendere pubblico il proprio disagio… “…Io quando sono stato eletto deputato mi sono cancellato dall’Ordine degli Avvocati…ma voglio vedere come uno dopo 20 anni di Parlamento si reinserisce nel mondo del lavoro, soprattutto in una situazione come questa…Io l’avvocato non lo faccio da 20 anni, e secondo lei uno che no fa l’avvocato da tutto questo tempo una volta uscito dal Parlamento può ritornare a farlo ? Dovrebbe rimettersi a studiare…per forza che rischio di essere un DISADATTATO!”

Pellegrinaggio a Lourdes…una delegazione dei cavalieri teutonici per intenderci leghisti padani italioti si sono recati a Lourdes. Il viaggio santo per loro non è a Roma, una città ormai diventata figlia di Satana per tantissimi motivi ma proprio nella cittadina francese dove Maria rivolga il suo sguardo anche verso la padania, lei capisce tutti i dialetti del mondo compresi gli idiomi padani, quindi non può volere che questi ritornino ad essere vivi. Penso sia proprio il momento di mandare loro uno psichiatra perché questi sono ormai ”ANDATI”

…E PER FINIRE un comunicato della Camera dei Deputati: “Gli italiani sono i deputati più poveri…a breve un aumento

FONTE: la Rete