Terremoto in Emilia, arrivano i pagliacci


Da terremotati a volontari di se stessi. Così potrebbe riassumersi il lavoro svolto in questi mesi dall’associazione socio-umanitaria in favore del bambino, Vola nel Cuore, attiva fin dai primi giorni del sisma emiliano del 20 maggio nei campi degli sfollati.
Un gruppo di gente comune, senza limiti di età, professione o stato sociale, legati dall’amore per i bambini e dalla voglia di donargli parte del loro tempo, con l’obiettivo di far trascorrere nel modo più sereno e tranquillo possibile la permanenza dei piccoli pazienti nelle strutture ospedaliere di Ferrara. Incontri, manifestazioni, spettacoli, tutto per dare la possibilità ai bambini di vivere il proprio male in modo sempre più sopportabile. E per farlo i volontari si trasformano in clown o, come si definiscono loro, claun.
I claun di Vola nel Cuore Onlus sono più di trenta e visitano tre sabati al mese i reparti pediatrici dell’ospedale di Ferrara. La clownterapia (“claunterapia”) è nata ed era presente in Italia sin dagli inizi del 1900. Già all’epoca i pagliacci visitavano gli ospedali italiani, per portare sorrisi e allegria agli ammalati.
Vola nel Cuore onlus è stata la seconda onlus nel territorio (dopo il segretariato del SISM) a intraprendere questo percorso di volontariato. Dall’aprile 2006 è attivo il suo gruppo di claun professionisti. L’associazione visita i bambini nei reparti ed è presente alle manifestazioni per far sorridere piccoli e grandi, con lo scopo di far comprendere e diffondere i propri progetti in favore dei reparti, oltre che di diffondere il grande valore del sorriso per chiunque (in ospedale, in casa o per strada) stia affrontando uno stato di disagio fisico o mentale.
Già dopo il sisma del 2009 in Abruzzo l’associazione ha svolto servizio nelle aree colpite portando generi alimentari di prima necessità. Dopo il terremoto emiliano la onlus ha messo in campo tutte le capacità operative e umane dei propri volontari per far fronte al terribile evento, nuovo e inaspettato per questo territorio.
Vola nel Cuore si attiva da subito, mettendo in campo collaborazione e coordinazione: unici metodi per portare aiuto alla popolazione nel più breve tempo possibile, senza improvvisare e senza disperdere le energie indispensabili in questi momenti concitati.
Dopo la prima fase di emergenza, gestita dalle associazioni specializzate per la messa in sicurezza della popolazione, Vola nel Cuore viene chiamata a operare nei campi di Cento, Reno Centese, Alberone, Casumaro, Buonacompra, Vigarano Mainarda e San Carlo portando quotidianamente i propri volontari ad assistere i bambini e consegnando i primi materiali ludici e didattici.
Contemporaneamente dona un primo carico di generi alimentari consegnati in gestione al Coordinamento di Ferrara, luogo in cui tutti i beni devono essere convogliati per una loro gestione accurata. Seguono poi ulteriori acquisti minori.
In una seconda fase la presenza si concentra sui campi di Vigarano Mainarda e San Carlo, e i volontari di Vola nel Cuore restano comunque a disposizione del Coordinamento e dei Sindaci, per l’attivazione in altre realtà colpite dal sisma.
Quotidianamente circa una decina di volontari si suddividono tra i campi e la gestione del magazzino beni pediatrici, dove vengono conservati e successivamente smistati omogeneizzati, pappe, pannolini e quant’altro sia necessario alla cura dei bimbi.
Oltre a questi compiti principali, alcuni volontari hanno seguito i bimbi di una scuola trasferita in una nuova struttura a causa dell’inagibilità dell’edificio. E’ stato fondamentale in quest’occasione il contributo psicologico, svolto di concerto al gruppo docenti, finalizzato a sdrammatizzare la situazione attraverso il gioco.
La disponibilità di Vola nel Cuore va oltre questi compiti, laddove ci dovessero essere ulteriori richieste da parte del Coordinamento, infatti in queste situazioni tutti devono seguire le proprie competenze, garantendo contemporaneamente la disponibilità anche per necessità impreviste.
Vola nel Cuore sta già guardando oltre, intervenendo in questo lungo post emergenza per dare ulteriore supporto al proprio territorio, in particolar modo ai “suoi” bambini.
Il Fatto Quotidiano 25 Settembre 2012 – di Lorenzo Mazzoni - 

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