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Avanti Po...la vera anima del leghisti

Al Nido d’Aquila il motto della casa, scritto su una lavagnetta, è «No al progresso gastronomico. Sì alla tradizione in tavola». Al ristorante dell’albergo che ha ospitato gli eritrei, le specialità sono funghi, tartufi e cacciagione. Ma la gente di qui ha preferito a lungo, piuttosto, una pizza.
«Mi hanno fatto una guerra personale. Hanno boicottato il locale», dice Enzo Vergni (che col fratello Stefano lo gestisce), e si capisce che se ne è fatto bile.
«Sai per quanto tempo non entrava nemmeno una persona, anche dopo che gli immigrati se ne erano andati. E la vergogna più grande è che non s’è mai fatto vedere neanche il prete. Neppure una volta in sei mesi. Mi hanno fatto terra bruciata attorno. Mi accusavano di essermi venduto. Dicevano che per un po’ di soldi avevo causato l’invasione del paese. Una volta, qui, facevano tutti i rossi, i compagni. Ma era semplice non essere razzisti quando non c’era nemmeno uno straniero. La verità è che è più facile odiare che vergognarsi. Ora votano la Lega. Va bene. È tutto spiegato. L’anima della Lega la capisci a Badia Tedalda. Il confine non è il Po o il Tevere, la Romagna o la Toscana. Il confine è negli occhi. In come guardi gli altri; chi è diverso da te».
Paolo Stefanini

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Sei un fiume forte, non ti perderai

[…] mi viene solo in mente quella storia dei fiumi, […] e al fatto che si son messi lì a studiarli perché giustamente non gli tornava 'sta storia che un fiume, dovendo arrivare al mare, ci metteva tutto quel tempo, cioè scelga, deliberatamente, di fare un sacco di curve, invece di puntare dritto allo scopo, […] c'è qualcosa di assurdo in tutte quelle curve, e così si sono messi a studiare la faccenda e quello che hanno scoperto alla fine, c'è da non crederci, è che qualsiasi fiume, […], prima di arrivare al mare fa esattamente una strada tre volte più lunga di quella che farebbe se andasse diritto, sbalorditivo, se ci pensi, ci mette tre volte tanto quello che sarebbe necessario, e tutto a furia di curve, appunto, solo con questo stratagemma delle curve, […] è quello che hanno scoperto con scientifica sicurezza a forza di studiare i fiumi, tutti i fiumi, hanno scoperto che non sono matti, è la loro natura di fiumi che li obbliga a quel girovagare continuo, e perfino esatto…

dal libro "Marcovaldo"

"Papà" dissero i bambini, "le mucche sono come i tram? Fanno le fermate? Dov'è il capolinea delle mucche?"
"Niente a che fare coi tram" spiegò Marcovaldo, "vanno in montagna."
"Si mettono gli sci?" chiese Pietruccio.
"Vanno al pascolo a mangiare l'erba."
"E non gli fanno la multa se sciupano i prati?" Italo Calvino

A Napoli

Troppa folla, troppo disordine, troppo rumore. Non pioveva, ma le strade erano bagnate e umide peggio che in campagna, e dappertutto bucce e cartacce, semi di zucca, scheletrini di pesci, valve di cozze, banchi di pizzaiuoli di paste cresciute esposte alla polvere in un acre fetor d'olio fritto. Domenico Rea