Come si riconoscono i falsi poveri da quelli veri? Quelli veri pagano le tasse!!!

Ormai lo sappiamo per certo…l’Italia è un paese poverissimo, dove i cittadini lavorano per il gusto di farlo e non per portare a casa un qualche guadagno. Lo dice chiaramente il dettagliato elenco sui redditi medi dei lavoratori autonomi che il Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia ha messo in rete ieri. Una Italia dove dietro l’elite di notai, farmacisti e medici, vive una plebe cenciosa di tassisti, orafi, sarti, costruttori di barche, ristoranti, negozianti di scarpe, pellicciai, gestori di stabilimenti termali e balneari, albergatori e baristi, che NON RIESCONO AD ARRIVARE A FINE MESE.
Le agenzie di rating hanno pienamente ragione siamo un paese inaffidabile, disgraziato e bizzarro, dove un negoziante di scarpe, abbigliamento, pelletterie e accessori dichiara un reddito medio di 7.700 euro l’anno (641 euro al mese) ampiamente sotto la soglia di povertà (indicata dall’Istat in mille euro al mese). E’ un paese povero il nostro.
Sono poveri i parrucchieri (11.900 euro all’anno).
Sono poveri i baristi (15.800 euro all’anno). Sono poveri gli orafi (12.300 euro l’anno).
Sono poveri i gestori di stabilimenti balneari (13.600 euro l’anno), le profumerie (11.400 euro l’anno), i cartolai (10.800 euro l’anno), le agenzie di viaggio 11.300 euro l’anno).
Non parliamo poi del settore dei tassisti, che il governo si è messo in testa di liberalizzare, un settore già ridotto alla fame…14.200 euro l’anno, meno di un operaio. Una miseria.
Ah dimenticavo gli ultimi, i titolari di discoteche…NON GUADAGNANO…PERDONO 4.700 EURO L’ANNO!!!
Certo sarà sicuramente la crisi di questi anni ma INEQUIVOCABILMENTE anche un marcato tasso di furbizia e mancanza di controllo tutta italiana.
FONTE: Il Fatto Quotidiano 17-01-2012

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