14 dicembre 2011

Il Paese dell'accoglienza dimenticata...la difesa della razza.

Un carnefice. Un signore di mezza età e la crudeltà del killer tra le dita. L'odio esploso dentro. Estremista di destra, scrittore di articoli sull'esoterismo, single, solitario di famiglia agiata. Spara tra le bancarelle dei mercati fiorentini. Uccide due senegalesi e ne ferisce altri tre. Poi si toglie la vita. Come quel 28 Luglio, in un isoletta vicino a Oslo. Andreas Breivik ha fatto una strage di giovani e ragazzi che partecipavano a un campeggio - seminario politico socialista. Ne ha ucciso 77, oltre a decine di feriti. E...dulcis in fondo le dichiarazioni fatte il giorno dopo di quell'eccidio da Mario Borghezio, capogruppo dei deputati della lega nord al parlamento europeo: "Molte idee di Breivik sono buone, alcune sono ottime. E' colpa dell'ivasione degli immigrati se poi sfociano in violenza". Frase folle. Come Breivik ritenuto dai giudici norvegesi "irresponsabile" quanto all'azione, ma pazzo quanto alle idee. Nello stesso periodo dell'eccidio di Oslo, un conduttore di radio padania (riporto dal sito di repubblica) si è così espresso: "Non è preoccupante se i vostri ascoltatori si chiedano quali siano le mani più sporche di sangue: quelle del -pazzo di Oslo- o quelle di chi lascia entrare i clandestini assassini? Il discorso "furfanleghistaiolo" non fa una grinza tanto più che in quei giorni, il numero due del partito di Borghezio, Maroni, era il numero uno al ministero dell'Interno della Repubblica Italiana. Su Borghezio, certamente più pericoloso del Breivik, non ha detto una sola parola. Nessuna azione è stata intrapresa neanche quella più facile...rinchiudere il Borghezio in un manicomio criminale. Meditate elettori furfanleghistaioli.
Fonte: Il Fatto Quotidiano

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