
Un mestiere antico come il mondo, che risponde a una necessità degli essere umani: raccontarsi..."Avevo una vecchia bicicletta e con quella mi spostavo sulle strade bianche di polvere della campagna novarese e anche sulle strade asfaltate: che all'epoca si chiamavano ancora carrozzabili ed erano percorse dalle automobili d'allora, piuttosto rare. Dalle seicento e dalle millecento Fiat. La guerra degli uomini che aveva portato tanti lutti e tante devastazioni nelle città, aveva però ridato fiato e vigore alla natura. E non solo Ticino. anche un fiume modesto come l'Agogna e il mondo d’acque della pianura ai piedi del Monte Rosa avevano ancora un loro fascino che poi in gran parte è andato perduto, a causa dell’industrializzazione dell’agricoltura e delle trasformazioni del paesaggio e del clima".
Sebastiano Vassalli
Tempi di biciclette e brume mattutine e notturne. Quanta nebbia ha ingoiato anche il mio papà andando e tornando dalla fabbrica...
RispondiEliminaQuel nulla desolato trasmesso dall'immagine dove si muove una piccola figura velata dalla nebbia è il tempo presente. Ma i ricordi restano, anche se evanescenti.
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