
“Sai cosa vuol dire essere comunista?”
Gacel negò convinto:
“Non ho mai sentito parlare di loro. Sono una setta?”
“Più o meno. Ma non religiosa, solo politica.”
“Politica?” ripetè senza comprendere.
“Pretendono che tutti gli uomini siano uguali […]”.
“Pretendono che siano tutti uguali, il furbo e lo scemo, l’imohag e lo schiavo, il lavoratore e il fannullone, il guerriero e il vigliacco?” Ebbe un’esclamazione di meraviglia.
“Sono pazzi! Se Allah ci ha fatti diversi, perché loro vogliono che siamo uguali?”
Sospirò. “A che cosa mi è valso allora essere nato targuì?”.
“E’ un discorso più complesso di questo”, sentenziò l’anziano.
“Lo immagino”, ammise, “deve essere molto più complicato,
poiché una simile fesseria non ammette discussioni.”
[Quindi parla del “socialista”]
“E che cosa è?”
“Un’altra cosa.”
“Simile?”
“Non lo so molto bene.”
Alberto Vàzquez Figueroa
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