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Fan culo “tutti” riflessioni di un diversamente abile

Fede è quello con la maglietta nera a destra

In questi ultimi quattro anni sono stato ospite di vari centri, Lido di Venezia, Lecco, Pieve di Soligo, Verona e Trieste. In tutti questi centri hanno cercato di aiutarmi moltissimo . Nel camminare, nel parlare, nel ritornare a mangiare correttamente senza che uscissero pezzi di cibo dal piatto, nel cercare di allungare il piu’ possibile i tempi della mia concentrazione. Uno dei problemi più difficili da gestire per me è andare in bagno. Ho sempre lo stimolo di urinare che mi tormenta e per questo ogni ora e mezza, se tutto va bene, sono costretto ad interrompere qualsiasi attività che stia facendo per andare al bagno. Il vizietto di fumare non l’ho perso. Anche se fumo dalle otto alle nove sigarette al giorno il mio pensiero è sempre rivolto ad avere la cicca accesa in bocca e perciò sono costantemente che controllo l’orario tra una cicca e l’altra. La cosa più brutta, oltre naturalmente al gravissimo trauma cranico, che mi ha lasciato in dono l’incidente che ho fatto, è che sono rimasto cieco. Fan culo. Per questo sono un po’ “in merda” perché non riesco a fare le cose che facevo prima. Giocare al computer, mettere a posto la mia moto, sistemare la mia camera, giocare a calcio, andare in giro con le “fie”, e quando la mamma me lo chiedeva lavare per terra, non posso più farle. Però, nonostante tutto, la mia vita continua anche se adesso è una vita “di merda”. Ho passato anche un periodo al CEOD per mè bruttissimo e inutile. Le persone che frequentavano il centro diurno avevano molti più problemi di me, erano disabili dalla nascita. Io no, lo sono diventato dopo un incidente La Marta che, ogni mattina, mi salutava minimo cinque volte dicendo “iao Feeico”, Giacomo che era in carrozzina e quando parlava non si capiva nulla di nulla ed io gli dicevo “ehhh” però mi ha fatto un bel regalo…un cd di Lanny Kravtiz. Il centro diurno è stato un posto di passaggio perché aspettavo l’ok dalla direzione ulss per andare a Trieste. Comunque non ci voglio più ANDARE. L’ok è arrivato dopo 10 mesi dalla richiesta fatta dai miei genitori e…andata male. Il mio carattere testardo, la mia indolenza, la voglia di non voler far niente e il troppo tempo trascorso sono stati i motivi che hanno decretato il mio fallimento. Ora sono a casa in attesa di decisioni superiori. La mamma è dovuta restare a casa dal lavoro perché non posso rimanere a casa da solo ho sempre bisogno che ci sia qualcuno. Papà invece continua a lavorare ed è con me il sabato e la domenica. E’ un po’ duro con me ma è giusto perché sono un po’ “din,don,dan”. Tra un po’ la mamma tornerà al lavoro ed io resterò con Thomas un ragazzo che ha deciso di darmi un’aiuto chiaramente retribuito. Per quanto riguarda chi dovrebbe aiutarmi concretamente stendiamo un velo pietoso. Per me stesso mi ripropongo di cercare di essere meno “din,don,dan” per non far fallire ogni volta qualsiasi tentativo di darmi un’altra ennesima possibilità, possibilità che non sia il CEOD che, non è una possibilità ma il mettermi la tanto per sollevare un pò i miei genitori.
Fede

Commenti

  1. se la società non è solidale non serve a nulla

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  2. Mi si stringe il cuore a sentire le parole di questo ragazzo, ma contemporaneamente sono stupita e piena di ammirazione per la sua forza. Una forza che sicuramente gli costa fatica, ma c'è.

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  3. La forza gliela stanno facendo perdere. E' una continua guerra senza fine che, alla fine lo so, non avrà ne vinti, ne vincitori. Mai moglie ed io ci commuoviamo nel vederlo mentre affronta le cose di ogni giorno, e siamo contenti di lui perchè siamo più sensibili in quanto lo accettiamo per come è e lo valorizziamo in tutto e per tutto (o magari in qualche aspetto)attraverso anche una relazione con lui. Vorremo tanto che dall'altra parte si mettessero nei sui panni e...COSA PENSA IL DISABILE DI NOI!!!

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  4. Anonimo14:23

    Il non lasciarsi andare, ma l'impegno che mette nell'affrontare le cose ogni giorno ...urla forte ... l'Amore per Voi, Genitori, che gli stato dedicando tutto della Vostra Vita.

    Forza Fede, con tutto il cuore ... a forza di insistere, Ti Auguro di riuscire a realizzare una sempre maggiore Autonomia e Autosufficienza

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  5. Davvero difficile , se non impossibile, mettersi realmente "in panni simili". Anche io scorgo nella rabbia di certe frasi una grande forza interiore. Ma viene rabbia anche a leggere le inerzie colpevoli di tutto il sistema.

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