
Erano gli anni della retorica fascista e della devozione bigotta…
…Al catechismo, suor Colomba ha preteso che le bambine imparassero a memoria i dieci comandamenti, i cinque precetti della chiesa e i sette sacramenti. Ha spiegato che si può peccare in pensieri, parole, opere e omissioni, ma nessuna ha capito che cosa siano le omissioni. Ha passato in rassegna uno a uno comandamenti e precetti in modo che ognuna si esercitasse nell’esame di coscienza in preparazione al santo sacramento della Confessione. Le ha ammonite a proposito dell’abito bianco che indosseranno nel giorno della prima comunione, simbolo del candore dell’anima: guai a pavoneggiarsi, a confrontarlo con quello delle compagne, e guardarsi allo specchio, la vanità e l’invidia sono peccati che dispiacciono al Signore in modo particolare. Al sesto comandamento, Cecilia ha notato che la voce della suora ha cambiato tono, si è fatta più acuta, gonfia e palpitante. Le ha esortate con severità a essere modeste e pure, a stare al proprio posto, a non dare confidenza ai ragazzi, a non provocarli con sguardi, gesti, atteggiamenti, abiti: se essi commetteranno peccato, la colpa non sarà loro, ma delle bambine, così come Eva ha la colpa di aver indotto Adamo in tentazione. E’ stata Eva a porgere ad Adamo il frutto proibito dell’albero del bene e del male. Perciò è lei la responsabile della cacciata dal paradiso terrestre, del peccato originale che macchia l’anima di ogni creatura umana dalla nascita, di tutti i mali del mondo, della fatica, della sofferenza, della malattia, della morte. Eva è stata tratta da Dio da una costola di Adamo: significa che la donna è inferiore e perciò deve imparare fin da bambina a essere umile e sottomessa all’uomo, ubbidirlo, onorarlo, servirlo. E soprattutto deve imparare a stare con la bocca chiusa. Quindi, ha concluso, dovranno imparare e starsene quiete in disparte, e mostrarsi modeste e riservate, a camminare con gli occhi bassi, a sedere composte, a non ridere e parlare in modo sguaiato. Se invece si comporteranno male, le conseguenze potranno essere terribili e la loro vita rovinata per sempre.
Tratto da Pimpì Oselì di Elena Gianini Belotti
Ancora oggi la donna deve lottare per i diritti , il lavoro non ancora paritario , la violenza sopratuttio la violenza ......
RispondiEliminacomplimenti , bellissimo post
certo quando guardiamo al trattamento delle donne mussulmane dobbiamo pensare al nostro passato, si tratta di passato prossimo
RispondiEliminaL'ho letto Pimpì oselì e ricordo il fastidio provato nel leggere questo brano. Da noi le cose sono mutate, ma, come dici tu, quello che accadeva da noi ieri, peggio accade oggi e non solo nelle popolazioni mussulmane.
RispondiElimina