16 settembre 2011

Una giornata di saperi e sapori

Meglio un'insalatina di orto appena tagliata o un triste cespo verde incellofanato? Un pane caldo da poco sfornato o uno confezionato, magari anche un po' gommoso? Costa di più, costa di meno, non c'è tempo per fare la spesa quotidianamente... tanti sono i motivi che ci portano a scegliere il peggio e non il meglio.Ma perché allora non provare almeno per un giorno, un giorno intero, a gustare sapori dimenticati o trascurati, a scoprire quanti saperi e abilità si celano dentro ai cibi anche più semplici. E insieme fermarsi a pensare, a capire che cosa si mangia e di quante cose buone abitualmente ci priviamo. Da tutti questi interrogativi e dalla voglia di non rassegnarsi alla standardizzazione del cibo, oltre che delle nostre vite e dei nostri pensieri, è nata l'idea di costruire a Mestre una giornata all'insegna dei sapori e dei saperi, per portare in primo piano Il gusto della cultura. Se prendiamo il vocabolario scopriamo infatti che non c'è differenza nel significato originario di queste due parole, perché mettono insieme la capacità di comprendere e quella di apprezzare, un libro come un piatto, stando insieme e divertendosi. È quello che succederà il 30 settembre. Perché il cibo ha a che fare con la convivialità e con la cultura, per averne conferma potremmo scomodare il nostro grande padre Dante e la sua opera Convivio, ma anche tutti gli antropologi che ci hanno insegnato ad osservare la cultura materiale che passa attraverso il modo di cucinare e condividere il desco. Ricordiamo il compianto Mario Rigoni Stern, quando ci diceva che il senso della vita è mettere insieme gli amici intorno a un piatto di polenta fumante - sottintendendo cotta nel paiolo di rame per un'ora e preparata con farina naturale. Si possono mettere insieme intere biblioteche con i libri che intrecciano letteratura e cibo, dai banchetti romani alla produzione maccheronica che da Padova si è irraggiata in Europa, per suggestionare Rabelais e il suo capolavoro Gargantua e Pantagruele, all'attivazione della memoria di Proust con le amatissime madeleine, passando per lo gnocco di San Michele con cui Giacomo Casanova è fuggito dai Piombi di Venezia. E anche le nostre menti hanno bisogno di essere nutrite, perché non solo la cultura nutre, ma dà anche lavoro. Mangiare è un piacere, ma per provarlo dobbiamo imparare ad apprezzarlo, capire meglio quello che mangiamo, ritrovare un rapporto più equilibrato con il cibo, in un tempo nel quale si muore di fame o si soffre di obesità e diabete. Guardare al cibo e alla cultura come divertimento e come opportunità con molteplici spettacoli, assaggi, dimostrazioni, esposizioni in piazza e nelle piazzette adiacenti, questo è Il gusto della cultura. Una giornata di sapori e saperi. Sarà possibile degustare la sintesi migliore della nostra civiltà, con iniziative pensate per tutte le età". Il programma all'indirizzo

1 commenti:

  1. E' una bellissima iniziativa che fa onore a chi l'ha pensata.
    Sono andata a curiosare all'indirizzo che hai dato qui sopra. Gli eventi sono interessantissimi. Ho visto che c'è anche un laboratorio di cucina per bambini. Proprio una magnifica idea.

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