15 settembre 2011

Quando la fredda logica dei numeri calpesta la dignita' dell'uomo (lettera al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dr. Gianni Letta.

Carissimo e stimatissimo Presidente,
sinceramente non so da dove cominciare questa mail, ma so per certo che ho il dovere di informarLa della forte indignazione che caratterizza lo stato d'animo delle centinaia di migliaia di ciechi e di ipovedenti che ho l'onore di rappresentare. Essi si sentono abbandonati e traditi da un Governo che aveva acceso in loro la speranza di un futuro migliore, di una migliore qualita' della vita. Il Libro Bianco del ministro Sacconi, la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilita' autorizzavano una tale speranza, ma i fatti che sono seguiti alle parole delle dichiarazioni d'intenti hanno rivelato un'altra verita': quella della fredda logica dei numeri che calpesta la dignita' dell'uomo. Per questo essi vorrebbero che io, con un rappresentante del Governo, usassi parole forti almeno quanto la loro indignazione. Ma con Lei non ci riesco, non posso e non voglio dimenticare che Lei ha scritto la prefazione al libro da me curato, "Il sasso nello stagno", lasciandosi coinvolgere dal dramma della pluriminorazione; non posso e non voglio dimenticare che grazie al fondo Letta sono stati recuperati, per il triennio 2010-2012, almeno parzialmente, i tagli effettuati sui contributi destinati al Centro Nazionale del Libro Parlato, alla Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita", all'Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione I.Ri.Fo.R, alla Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecita', al Museo Nazionale Tattile Omero di Ancona, con il risultato che i suddetti enti hanno potuto continuare ad erogare i loro servizi, assolutamente indispensabili alla integrazione sociale dei ciechi e degli ipovedenti.
Per questi motivi, che testimoniano grande sensibilita' e attenzione alle nostre problematiche, non usero' toni forti, ma parole accorate, tese a sollecitare un Suo autorevole intervento per impedire che il peso della drammatica crisi economica cada sulle spalle dei piu' deboli fra i deboli: i ciechi, gli ipovedenti e in genere i disabili gravi, costretti a pagare due volte, prima come cittadini e poi come disabili. La manovra del Governo, gia' approvata dal Senato e ora all'esame della Camera dei Deputati, penalizza fortemente la disabilita' con i tagli lineari al Fondo sociale, alla non autosufficienza, al budget per il Servizio Civile Volontario, al Fondo per l'occupazione dei disabili, etc., ma il Disegno di legge 4566 "Norme per la riqualificazione e il riordino della spesa in materia sociale", contiene principi che, se attuati, farebbero tornare il mondo della disabilita' al Medioevo con il rischio dell'emarginazione e dell'esclusione sociale.
In particolare, si tende sostanzialmente ad azzerare l'indennita' di accompagnamento, erogata dallo Stato al titolo della minorazione, per metterla a carico delle Regioni che la erogherebbero non tanto in base ai bisogni della persona disabile quanto alle disponibilita' economiche, con il risultato che avremmo indennita' di accompagnamento diverse da Regione a Regione: piu' alte nelle Regioni ricche, piu' basse in quelle povere. Tutto questo non e' accettabile, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti difendera' con le unghie e con i denti l'indennita' di accompagnamento al titolo della minorazione: una delle piu' belle pagine del Parlamento italiano che ha sancito un alto principio di civilta' giuridica che trova il suo fondamento in alcuni articoli della Costituzione: art. 2 (dovere della solidarieta'), art. 3 (pari opportunita' sulla base dell'uguaglianza), art. 32 (diritto delle persone alla salute), art. 38 (diritto all'assistenza dei cittadini inabili al lavoro). Diciamo un si' grande come una casa alla lotta ai falsi invalidi, ci siamo costituiti parte civile nei processi penali ogni volta che ne abbiamo avuto l'occasione; ma diciamo un no grande come una citta' alla esclusione sociale degli invalidi veri.
Carissimo e stimatissimo Presidente, Fand e Fish, le due federazioni che rappresentano la quasi totalita' dei disabili italiani, chiedono che la riforma dell'assistenza venga stralciata dal Disegno di legge in parola e trattata a parte con il concorso dei disabili; chiedono, cioe', che venga istituito un tavolo di confronto fra il Governo e i disabili in omaggio al principio del "niente su di noi senza di noi" contenuto nello spirito e nella lettera della citata Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilita'.
La prego vivamente di intervenire, con il peso della Sua autorita', sul ministro Sacconi, affinche' si renda disponibile per il dialogo con il mondo della disabilita' e si trovi una soluzione rispettosa della necessita' del risparmio economico ma anche della dignita' delle persone disabili. Fiducioso come sempre, La saluto cordialmente
Prof. Tommaso Daniele – Unione Italiana Ciechi -

1 commenti:

  1. Pietro17:19

    Con diversa intensità saranno 10milioni le famiglie colpite. E, quelle che pagheranno di più saranno le persone con disabilità grave. La scure si è abbattuta soprattutto sugli enti locali che già prima del varo di questa "insulsa" manovra erano in forte difficoltà. Una "possente spallata" alle politiche sociali...niente da meravigliarsi. Cosa volevamo aspettarci da quei quattro inetti che ci governano ?

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