
Bossi : “Se l’Italia va giù la Padania vien su, non c’è santo che tenga”
Bossi : “La soluzione è la secessione. La padania è un popolo di lavoratori (compreso il Trota drammatico esempio di meritocrazia... tra Trote e Minetti hanno pure il coraggio di parlare di secessione) che è stato costretto a mantenere l’Italia, così non si può andare avanti”
Bossi : “Non siamo più in grado di mantenere il centralismo romano. Non possiamo più vivere da chiavi. Abbiamo diritto alla libertà e abbiamo la forza per ottenerla. Alla fine sarà lotta di liberazione della padania, e la vinceremo”
Bossi: “La via referendaria vuol dire dargli la possibilità di fare le cose in modo democratico e pacifico. Se noi, poi ci sono milioni di persone disposte a combattere per la padania”…io NO!!!
Luca Zaia: “Chi ama il tricolore, compri Bot”
Roberto Calderoli: Abbiamo dovuto approvare la manovra economica per via del gigantesco debito pubblico accumulato da qui cornuti della prima repubblica. Se nessuno acquista i titoli di stato italiani, saltano le pensioni – domanda: anche quelle baby e dei parlamentari ??? – saltano gli ospedali”
Roberto Calderoli: “Il nostro è un governo politico, gli altri sono inciuci”
Roberto Maroni: “Per noi essere al governo è un mezzo, non il fine. Da dentro le istituzioni combattiamo la battaglia del federalismo. Stiamo li, resistiamo finchè lo vorrà Bossi”
Roberto Maroni: “Quello che scoraggia è che, mentre noi ci danniamo l’anima per il federalismo e per reggere il Paese in quest’ora difficile, la politica romana si occupa di fango, di complotti, di porcate. Di porcate, di intercettazioni, di case regalate ai politici da anonimi benefattori a loro incompleta insaputa, di mascalzoni romani e milanesi, dei loro sporch traffici per arricchire se stessi e i loro amici. Questo mondo non ci appartiene” Sic, sic, sic
Flavio Tosi: “Sono un legista e accetto le decisioni del partito, condivido l’alleanza con il Pdl ma credo che Berlusconi dovrebbe fare un passo indietro”…i militanti la pensano così anche loro.
Siparietto finale… La famiglia Massarotto e un’incursione patriottica
Si proprio la famiglia Massarotto, non so se la conoscete, quella che espone la bandiera nazionale alla finestra ogni volta la lega viene a Venezia. Bossi aveva appena finito di parlare da pochi minuti e molti dei presenti si erano girati verso la finestra della famiglia Massarotto e, sorpresa nella sorpresa, da una delle finestre è spuntato, oltre al tradizionale Tricolore, anche un mappamondo. A che serviva la sfera planetaria ? Semplice. Girando vorticosamente la palla il figlio della sig.ra Lucia ha urlato più forte che poteva alla truppa leghista sulla Riva: “Dov’è la padania? Dov’è la padania?” Parolacce, minaccie e improperi di ogni genere hanno subissato il figlio della sig.ra Lucia Massarotto. Sembrava poi che tutto stesse per spegnersi quando, sulle note del “Va Pensiero” si sono presentati in mezzo al pubblico leghista un uomo e una donna, indomiti e coraggiosi, con due bandiere italiane con una scritta evidente sul bianco. “I sette martiri erano italiani” , “Siamo qui perché su questa Riva ci sono stati dei martiri uccisi dai nazifascisti. Morendo hanno gridato viva l’Italia”. Poi…tutti a casa con il “popolo padano” pronto a rifocillarsi al chiosco ristoro. Panino e sopressa, una birra. E tanti saluti a Venezia tra bandiere verdi e Tricolori sui balconi.
Fonte: un extraterrestre di sinistra in mezzo alle truppe verdi
Seccessione dalla lega e dai suoi alleati.
RispondiEliminaLiberiamoci di questi nullafacenti che siedono sulle poltrone romane.
Via gli eversivi (fora dalle balle) dall'Italia.
Sarebbe veramente ora che accadesse un miracolo che spazzasse via una buona parte (ampia) della nostra classe politica. Chissà.
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