Come è nata la Democrazia Cristiana

"...Bisogna proprio portare al governo i socialisti" che adesso, primi del '900, erano cresciuti peggio di un tsunami.
"I socialisti?"gli ha detto il re.
"Ma tu sei matto, quelli vogliono la repubblica, mi vogliono cacciare a me. E io li chiamo al governo?"
"Re lascia stare le chiacchiere, fai fare a me, a ognuno il suo mestiere, tu fai il Re che la politica la faccio io; me li sistemo bene bene, li faccio entrare, gli do una riforma alla volta e col tempo e con la paglia si maturano le nespole e pure quelli, se li fai campare, diventano cristiani come gli altri" che poi - e lei che ha studiato la storia ne converrà - è esattamente quello che volevano i riformisti."
Il re gli ha detto: "Va bene Giolitti, fai come dici tu, sto nelle tue mani"
E lui ha preso, è partito, è andato dai socialisti riformisti - dai più importanti: da Bonomi, da Treves, Modigliani - e gli ha detto: "Venie al governo?"
"No grazie; manco se ci paghi" gli hanno risposto quelli.
"Ma siete matti?" gli ha ridetto Giolitti. "Ma allora che state a fare? Ma uno può stare in parlamento, partecipare alle elezioni e poi quando ti dicono vieni al governo, dice no, non vengo?"
"A Giolì, ni non ci possiamo venire, è inutile che insisti"
"Ma che discorsi sono, chi ve lo ha vietato, il dottore?"
"No, ma se noi veniamo al governo chi li sente i sindacalisti rivoluzionari? Quelli ci fanno neri."
"Ho capito, ma quelli sono matti per davvero, non ci si può ragionare, vogliono la rivoluzione. Ma che per caso mo' volete pure voi la rivoluzione?"
"Ma manco ai cani, non lo dire nemmeno per scherzo" gli hanno ridetto Treves, Turati e compagnia: "Noi siamo riformisti, mica vogliamo la rivoluzione tutta e subito, noi vogliamo una riforma alla volta, passin passino"
"Embè?" gli ha ridetto Giolitti: "E io che v'ho detto? Venite al governo e facciamo una riforma alla volta, passin passino"
"Giolì non insistere! Non possiamo proprio venire. No. Le riforme nostre, se vuoi, fattele tu da solo"
Giolitti da allora in poi non li ha voluti più vedere. Quando gli serviva un voto in parlamento, se lo pigliava comprandolo dal primo che passava;tale e quale a adesso in fin dei conti, tanto che tutti dicono che è stato lui a inventare il trasformismo. Voi pensate è stato pure lui a inventare il pentitismo quando battè la camorra arruolando i camorristi, ha inventato tutto lui e fosse stato per lui, avrebbe anche inventato il centrosinistra. Più di cent'anni fa. Sono stati i riformisti che non hanno voluto e così lui si è inventato la Democrazia cristiana.
Fino a pochi anni prima i cattolici nemmeno votavano, restavano proprio fuori dalla vita politica, perchè il Papa glielo aveva tassativamente proibito, subito dopo che i bersaglieri erano entrati a cannonate a Porta Pia nel 1870 e Roma era diventata capitale d'Italia.
"E come vi siete permessi? Roma è mia, o meglio è di san Pietro, e voi avete fatto peccato mortale a entrarci e levarmela, e quindi scomunico i Savoia e tutto lo Stato italiano; i cristiani di buoni sentimenti non ci debbono avere niente a che spartire"
Nel 1905, comunque, il Papa ha cominciato a chiudere un occhio.
"Vabbe' va', non è più un peccato proprio mortale"
Solo perchè oramai era pieno dappertutto di socialisti che predicavano il sole dell'avvenire. E allora lui ha detto:
"Aho', fammi dare una mossa pure a me, prima che si faccia troppo tardi"
E fu lì difatti, dopo quell'attenuazione di Pio X e dopo il rifiuto dei socialisti a entrare nel governo, che Giolitti si mise a brigare coi cattolici e li convinse a fare un cartello elettorale in cui loro - nei collegi dove non erano sicuri di eleggere un candidato - dicevano alla gente di votare per il candidato suo. E lì che è nata la Democrazia cristiana e se l'è inventato pure lei il Giolitti...
FONTE: liberamente tratto dal libro - Canale Mussolini - di Antonio Pennacchi

Commenti

  1. Bhe , oggi a Rimini arriva il presidente della repubblica ......spero dia un forte segnale a tutti !!!

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