P2-3-4-5-6-7...

Sembra incredibile ma è vero, la Ue ha emanato una direttiva anti-corruzione; tutti gli Stati membri l’hanno adottata meno l’Italia. Adottarla, per il nostro paese, comporterebbe, per la maggior parte della nostra classe politica la rinuncia al suo strumento fondamentale, che per l’appunto la Ue considera reato, il “traffico di influenze”. Dapprima la P2 e proseguendo siamo arrivati alla P4, tutto lascia pensare che presto scopriremo la P5, 6 ecc. Gli scambi di favore sono parte quotidiana della politica italiana, eppure…
Art.319 del Codice penale: il pubblico ufficiale che riceve denaro o altra utilità per compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio è punito con la prigione da 2 a 5 anni. Dunque l’art.319 considera il “traffico di influenze” un concetto di utilità. Per spiegarmi meglio: ti nomino presidente di commissione in cambio dell’affidamento dell’appalto al mio amico anche se, quest’ultimo non ne avrebbe diritto. Ma dove sta l’imbroglio ? Sta nel fatto che nel reato di corruzione bisogna dimostrare che c’è stato un traffico di influenze e provare che la nomina a presidente di commissione non ti toccava non è per niente facile. Comunque un sistema molto più efficace c’era per far fuori i politici delinquenti: l’interesse privato in atti d’ufficio…
Art.324 cp: il pubblico ufficiale, che prende un interesse privato in un atto della Pubblica amministrazione è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. In pratica sfruttare la propria posizione per far gli interessi propri e dei propri amici commetteva un reato. La prova del reato era semplice in questo caso bastava dimostrare che l’atto compiuto rispondeva ad un interesse privato anziché a un interesse generale. Dimostrazione lapalissiana il ministero creato per non mandare in prigione Branchwer. Non ci voleva, in questo caso, nessun genio del diritto per motivare l’assoluta inutilità del ministero per l’Attuazione per il Federalismo in un governo in cui c’era già un ministero per il Federalismo. Ma, se non lo sapete, questo reato non esiste più. Abolito con la L. 26 aprile 1990, n. 86 sostituita dall’artico 323.
Art. 323 cp. Punisce il cosiddetto abuso d’ufficio: il pubblico ufficiale che in violazione di norme di legge o di regolamento procura a se o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Mi direte voi: “Ma dove sta la differenza ?” La differenza o trucco chiamatelo come volete sta nelle parole “in violazione di norme di legge o di regolamento” E costruendo un ministero per Brancher quale legge o regolamento si è violato ? Tutto formalmente pulito!!! Del resto anche tutte le leggi ad personam che il Parlamento ha votato per fare un favore al nano non sono “traffico di influenze?” Non sono “interesse privato in atti d’ufficio?” Ma non è facile dimostrarlo. Non è facile dimostrare che ammazzano i diritti di tutti gli altri cittadini per salvaguardarne uno. Capita, nel nostro paese, dove la nostra classe politica proprio non può adottare la direttiva Ue anti-corruzione…
LIBERAMENTE TRATTO ED ELABORATO DA : IL FATTO QUOTIDIANO

Commenti

  1. Anonimo21:11

    P+P+P+P+P+P= ????????????

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  2. La legge e la morale non sono mai andate daccordo-
    Ho capito cosa hai scritto -Ho capito tutto-
    Abolire i duelli é stata una prova di civiltà?
    Per i vigliacchi son state fatte leggi e per
    proteggere i loro diritti-Il valore il coraggio
    si misurano a colpi di codici,leggi ad personam-
    Egill

    RispondiElimina

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