Descrizione della mia morte

E' scomparso tra la notte del 23 e 24 maggio uno dei grandi poeti italiani della seconda metà del novecento, Giovanni Giudici. Profondo conoscitore della tradizione poetica italiana, che aveva saputo rimodulare in chiave contemporanea, era nutrito da un'autentica passione per la nostra «bella, ambigua, misteriosa lingua, ineguagliabile nella sua capacità di non dire dicendo e di affermare negando». FONTE:http://www.garzantilibri.it
Di seguito riporto una sua poesia in sua memoria:

Poiché era ormai una questione di ore
Ed era nuova legge che la morte non desse ingombro,
Era arrivato l`avviso di presentarmi
Al luogo direttamente dove mi avrebbero interrato.
L'avvenimento era importante ma non grave.
Cosi che fu mia moglie a dirmi lei stessa: preparati.
Ero il bambino che si accompagna dal dentista
E che si esorta: sii uomo, non é niente.
Perciò conforme al modello mi apparecchiai virilmente
Con un vestito decente, lo sguardo atteggiato a sereno
Appena un po’ deglutendo nel domandare: c’é altro?
Ero io come sono ma un po’ più grigio un po’ più alto.
Andammo a piedi sul posto che non era
Quello che normalmente penso che dovrà essere,
Ma nel paese vicino al mio paese
Su due terrazze di costa guardanti a ponente.
C`era un bel sole non caldo, poca gente,
L’ufficio di una signora che sembrava gia aspettarmi.
Ci fece accomodare, sorrise un po' burocratica,
Disse: prego di là - dove la cassa era pronta,
Deposta a terra su un banco, di sontuosissimo legno,
E nel suo vano in penombra io misurai la mia altezza.
Pensai per un legno così chi mai l`avrebbe pagato,
Forse in segno di stima la mia Citta o lo Stato.
Di quel legno rossiccio era anche l'apparecchio
Da incorporarsi alla cassa che avrebbe dovuto finirmi.
Sara' meno d’un attimo - mi assicurò la signora.
Mia moglie stava attenta come chi fa un acquisto.
Era una specie di garrota o altro patibolo.
Mi avrebbe rotto il collo sul crac della chiusura.
Sapevo che ero obbligato a non avere paura.
E allora dopo il prezzo trovai la scusa dei capelli
Domandando se mi avrebbero rasato
Come uno che vidi operato inutilmente.
La donna scosse la testa: non sara niente,
Non é un problema, non faccia il bambino.
Forse perché piangevo. Ma a quel punto dissi:
basta,Paghi chi deve, io chiedo scusa del disturbo.
uscii dal luogo e ridiscesi nella strada,
Che importa anche se era questione solo di ore.
C'era un bel sole, volevo vivere la mia morte.
Morire la mia vita non era naturale.
Giovanni Giudici

Commenti

  1. Non si decide di diventare poeta-
    Poeta non è una carriera una scalata
    al successo-Mettere la vita in versi
    è l'esigenza del poeta di scrivere,
    una scacchiera piena di parole,prive di senso-
    La vita si appropria del significato che manca-
    La morte ha un senso-
    Egill

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