
Rincorro con il pensiero i miei diciotto anni. Un periodo che oserei definire "onesto" dove si c'era ancora il muro di Berlino ma dove il rosso era rosso ed il nero era nero. Dove ci chiamava compagno oppure camerata. Dove si riconosceva l'appartenenza e l'dentità. Ora, lasciatemolo dire viviamo certamente in un periodo che definire tragico è ben poca cosa. Il malcostume politico ha raggiunto livelli difficilmenti riscontrabili in altri momenti della nostra storia. Lampante la strategia di quel puttaniere del nostro, ahimè presidente del consiglio, ma altrettanto non chiara è la strategia politica da intraprendendere da parte della opposizione. Sono certamente convinto che in questo momento non è certamente il puttaniere a vincere le elezioni ma, al contrario, è l'opposizione che vuole perderle. I miei diciotti anni quando la Sinistra, con la S maiuscola, riusciva a muovere le piazze è che soprattutto aveva il dono della coerenza. Il partito che in me si identificava aveva contribuito a scrivere la storia della nostra Repubblica dapprima si è tramutato in una quercia poi, in un ulivo ed oggi ad una macedonia di colori sbiaditi. Un partito litigioso, asincrono e diviso su tutto guidato da un direttivo giurassico e condito da una pletora di ex DC. Le occasioni per dare una spallata a questo governo si sono avute ma anzichè essere attivi in questo senso ci stiamo perdendo dietro alle intemperanza sessuali del puttaniere. I miei diciotti anni, quel '68 solamente sfiorato di striscio, quel partito, anche allora di opposizione, coeso, concreto e coerente con le necessità del Paese ecco, forse basterebbe solo questo...RITROVARE L'IDENTITA' PERDUTA.
FONTE: liberamente elaborato da -Il Fatto Quotidiano-
in questo ultimo periodo ho pensato spesso su quanto hai scritto.
RispondiEliminala tv ed i giornali, armi di distrazioni di massa,
stanno facendo passare che non c'è più destra e sinistra, che sono tutti uguali.....
e noi ci stiamo cascando.
ma non è così sicuramente.
ci sono ancora i compagni, c'è ancora la sinistra, sicuramente non è a roma o da bruno vespa.
ma c'è ancora un mare di gente che vede nell'altro l'uguale,e ne ha il rispetto.
è che dobbiamo ritornare in piazza e nelle istituzioni, entrare nei nostri piccoli comuni e portare la voglia e l'esempio e l'impegno.
senza più delegarlo.
solo così si può rilegalizzare questa terra.
e dare almeno la speranza di un futuro migliore, che è questo in particolare che manca oggi.
non ci crediamo più
È un argomento tanto scottante quanto urgente: urgente perché l'abisso al quale la classe politica ci ha portato ci sta forse già inghiottendo; scottante perché è veramente difficile intavolare una discussione con chiunque, anche conoscenti o amici, senza che questi sbottino, o semplicemente capiscano di cosa si stia parlando, indottrinati come sono dal linguaggio, che ormai potremmo chiamare di regime, dove i significati sono spesso capovolti, ma sempre stravolti in un delirio urlante che prende ormai da entrambe le parti, anche se, bisogna darne atto, la strategia dell'interruzione è prerogativa della destra (eversiva, aggiungo io: se non è eversivo il comportamento del ducetto, non so cosa lo sia!)
RispondiEliminaEsiste l'evoluzione -in Italia dal Risorgimento
RispondiEliminaha iniziato a essere sottomessa e diventare popolo
bue-Evoluzione non destra o sinistra-Io preferisco
conservatori-E' conservatore chi ha rimpianto per
le buone cose del passato -Fascista chi vuole elidere,cancellare il buono del passato per il proprio tornaconto-Innovatori del male-
Egill