
In filosofia la morte ha sempre avuto un ruolo interessante soprattutto per il comune ed inevitabile nostro individuale destino. Che piaccia o ci dispiaccia la certa e comune conclusione della nostra vita è la morte, presumibilmente una delle poche certezze della nostra vita. La morte è l’opposto della nascita, quando dal nulla passiamo alla vita, nella morte dalla vita passiamo al nulla. “POST MORTEM NIHIL EST” così il filosofo romano Seneca nelle Troades afferma che dopo la morte c’è solo il nulla, e qualcuno lo contesti per dargli torto. In sostanza con la morte si ritorna alla medesima condizione in cui eravamo prima di nascere cioè il non essere. Ed è questo non essere che non ci permette di vivere la morte, nel senso di esperienza non vissuta, quindi a tutti non conosciuta. Scrisse, però, Feuerbach: “Sarà di noi dopo la nostra morte lo stesso che è già stato prima della nostra nascita” e ancora: “La morte non è una fine parziale, ma totale”. “La morte non è un annientamento positivo, bensì un annientamento che annienta se stesso, un annientamento che di per se stesso è niente, è nulla” così ancora Feuerbach. Continuiamo ora con alcuni pensieri sulla morte :
Epicuro: “Non dobbiamo aver paura della morte perché quando ci siamo noi lei non c’è ancora, e quando c’è lei non ci siamo più noi”
Spinoza: “Un uomo libero pensa alla propria morte meno che a qualsiasi altra cosa; e la sua saggezza è una meditazione non sulla morte, ma sulla vita” Feuerbach: “L’uomo non deve certo pensare alla sua fine, al suo non essere” Leonardo da Vinci: “Come dopo un’intensa giornata vissuta un sonno ristoratore è la cosa più gradita, così la morte dopo una vita intensamente vissuta”
Seneca: “E’ aperta all’uomo la via verso la libertà. Dovunque ti volgi, trovi la fine dei tuoi mali. Vedi quel precipizio? La si scende verso la libertà. Vedi quel mare, quel fiume, la libertà abita nelle loro profondità”
Feuerbach: “Io voglio anche la mia morte, ma solo se è l’ultimo ed unico mezzo di rendermi libero dalle miserie umane”
E per concludere ancora Feuerbach: “Se la vita non è più che un male, la morte non è un male, anzi un diritto, il sacro diritto naturale di chi soffre a liberarsi dal male”.
Dunque…morire resta l’ultima possibilità.
Una via di fuga-Una qualunque parte del tuo corpo-
RispondiEliminaSeneca
Diventiamo quello di cui ci nutriamo.
Feurbach
Epicuro,commenta l'inevitabile,con umorismo e sano distacco-Siamo visitatori,con un ruolo,una parte che noi abbiamo scelto-Platone
Poi cala il sipario...e una nuova
rappresentazione. Niente muore ci trasformeremo
in una nuvola,o nel vento,nell'acqua che scorre . Egill
Il più consolatorio è il concetto di Epicuro:
RispondiElimina"Non dobbiamo aver paura della morte perché quando ci siamo noi lei non c’è ancora, e quando c’è lei non ci siamo più noi".
Un tema, quello della morte, che si cerca di evitare, di dimennticare, perché l'ignoto ci spaventa.