12 aprile 2011

In tribunale con il cainano

B. in aula ieri per il processo Mediaset per le presunte irregolarità nella compravendita dei diritti Tv, nel quale il più grande perseguitato di tutti i tempi, è imputato per frode fiscale, in compagnia del suo cagnolino Fedele (leggasi Confalonieri)
B.: “Rivolto al pm De Pasquale attacca – “Lei è il cattivo”
De Pasquale: “Si contenga”
B.: “Lei si contenga con le accuse”
De Pasquale: “Le accuse sono il mio lavoro, le battute no”
B: “Dal collegio mi attendo un giudizio sereno e obiettivo”
L’elenco dei testi citati dalla difesa di B. è stato ridotto da 76 a 22. Prima di entrare in aula B. si è fermato con i giornalisti ed è cominciato il suo personale show:
B: “A Ruby ho dato solo soldi per non prostituirsi”
B: “Non esiste alcuna concussione. Sono sempre cortesissimo e ho chiesto un'informazione preoccupato per una situazione che poteva dar luogo ad un incidente diplomatico. Ho dato dei soldi a Ruby perché non si prostituisse - ha spiegato -. Non c'è questa accusa infamante e non c'è nulla di reale perché la stessa ragazza che avrebbe dovuto essere la vittima ha dichiarato sempre, ha giurato, ha sottoscritto, il fatto di non aver avuto avance da parte mia. La ragazza ha raccontato davanti a me e a tutti una storia dolorosa che ci ha persino commosso. L'avevo aiutata - ha aggiunto il premier - e le avevo persino dato la possibilità di entrare in un centro estetico con un'amica che lei avrebbe potuto realizzare se portava il laser antidepilazione per un importo che a me sembrava di 45 mila euro. Invece lei ha dichiarato di 60 mila e io ho dato l'incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla a fare la prostituta, per portarla anzi nella direzione contraria".

Quanto alle intercettazioni il premier ha ribadito che «in un paese civile le intercettazioni non possono essere portate a processo perché manipolabili».
B: “Accuse assolutamente inventate e demenziali”
B: “Abbiamo sentito alcuni testimoni e vengo via con una impressione drammatica del tempo che si perde per le fantasie di certi pm, ho trascorso una mattinata surreali sono commosso per l'affettuosa partecipazione che vi assicuro mi merito tutta” Poi il premier, ricostruendo “in estrema sintesi” la vicenda dei diritti tv Mediaset, ha proseguito il suo breve comizio definendo come “incredibili” le accuse che gli vengono rivolte e bollando i processi in cui è coinvolto come “mediatici e fatti solo per gettare fango sull'avversario, unico ostacolo alla sinistra per tornare al potere”.
Un gruppo di contestatori capitanati dal blogger Piero Ricca, famoso per aver detto al premier «buffone», si è riunito davanti all'ingresso principale del tribunale. I manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta «Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, basta leggi ad personam». Il gruppo, costituito da alcune decine di persone, era però ben distante dai fan del Cavaliere. Una lettera firmata dal presidente del Tribunale Livia Pomodoro e dal suo vice Giuseppe Tarantola è stata inviata alle autorità competenti, oltre che al Guardasigilli e al Viminale, per protestare proprio contro la manifestazione organizzata dai supporter del premier. Nella lettera si definisce la protesta «fastidiosa» in quanto ha impedito il «regolare» svolgimento dell'attività giudiziaria.

3 commenti:

  1. La legge è uguale per tutti? Lo dice la Pomodoro.
    Egill

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  2. ha dato soldi per non prostituirsi , ma vai a fare in ......deficente !!!
    PS ( scusa Renato )

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  3. Anche avendolo previsto, questo teatrino, fa una grande rabbia.
    Ciao,
    Lara

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