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Tolstoj

Ognuno adatta la propria visione generale della vita alla propria condizione, per illudersi di svolgere un'attività importante e positiva. Di solito si ritiene che il ladro, l'assassino, la spia, prostituta, ammettendo l'infamia della loro attività, se ne vergognino. E' proprio il contrario. Chi vive in queste condizioni, spinto dal destino e dai propri errori, per quanto errate siano, vi adatta la sua visione generale della vita secondo la quale le sue azioni risultano buone e rispettabili. E si aggrappa agli ambienti dove trova conferma e approvazione. Ci stupiamo di fronte ad un ladro che si vanta della sua abilità, o ad una prostituta che si vanta della sua corruzione, o ad un assassino che si vanta della sua crudeltà. Ma ci stupiamo solo perché si tratta di un mondo particolare di cui non facciamo parte. Ci stupiamo forse dei ricchi, fieri della loro ricchezza, che è ladrocinio ; o dei comandanti, fieri delle loro vittorie, che sono assassinio ; o dei potenti, fieri del loro potere, che è violenza ? Non ci accorgiamo che il loro concetto di bene e di male è falsato a giustificazione delle loro azioni solo perché di questo mondo dalla morale elastica facciamo parte anche noi.

Commenti

  1. Certo ho appena scritto qualcosa su questo.Io
    non discuto Gheddafi discuto le sporche scuse
    per giustificare conflitti,vendere armi altrimenti
    fondi di "magazzino" in nome di una falsa civiltà.
    Egill

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  2. Quanto è vero: apparteniamo ad un mondo dalla morale elastica, molto elastica!
    Grazie e buona serata Renato.
    Lara

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  3. E' già troppo chiamarla morale, il suo vero nome è opportunismo, che si muove con molta elasticità a seconda del momento e del proprio interesse.

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