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Ordinaria follia giornaliera

A pensarci bene ci stanno proprio riuscendo. Ci stanno prendendo per “stanchezza”. Come delle pallottole vacanti che vengono sparate con sequenza logica e che prima o poi giungono al bersaglio. Voi mi direte ma di cosa sto parlando…sto parlando di mio figlio Federico, disabile da 3 anni dopo un incidente motociclistico e delle istituzioni preposte Ulss 13 – Mirano Dolo e Comune di Spinea (Ve) – che dovrebbero darci un sostegno, economico e umano nel percorso riabilitativo necessario alla sua persona. Sembra una “telenovela” ma tutto quello che sto per raccontarvi corrisponde, purtroppo, esattamente alla realtà. Innanzitutto spero di non annoiarvi ma non posso fare a meno di raccontarla. Dunque…mio figlio è rientrato a casa dopo l’ennesimo progetto riabilitativo il 23 dicembre dell’anno scorso dopo all’incirca due mesi di ospitalità presso il centro Don Calabria di Verona. Molto prima di quella data vengo avvisato dagli operatori del centro che Federico ha compiuto notevoli passi avanti con il risultato di poter intraprendere un percorso riabilitativo specifico per non vedenti e di inserirlo nel modo più celere possibile. Dalle nostre parti, purtroppo, dico purtroppo non per la qualità dei servizi offerti dall’unico istituto presente nella zona, il Rittmeyer di Trieste ma, con riferimento alla retta mensile di ospitalità che si aggira all’incirca intorno ai 3.600 euro. Federico era già stato ospite di tale istituto nel Novembre/Dicembre 2009 ma era stato rimandato a casa in quanto non ancora pronto ad affrontare gli insegnamenti specifici che vengono impartiti dagli operatori dell’istituto. Comunque non tutto era venuto per nuocere,anzi, con la relazione di dimissioni si prendeva atto che Federico poteva, quando sarebbe stato pronto, intraprendere il percorso presso di loro. Anzi si era confermato che fino a quel momento era stata fatta una buona terapia di recupero fisico ma, nulla a livello neuro-psicologico. Così spinti dalla direttrice dell’istituto, dott.ssa Gerdina, ci siamo attivati, naturalmente mia moglie ed io, per cercare e alla fine trovare un centro riabilitativo che lavorasse con nostro figlio soprattutto a livello neuro-psicologico. Tralascio le battaglie, delle vere e proprie guerre puniche, con il nostro direttore di distretto, per riuscere a a mandare Federico a Trieste e vengo al presente. Avuta la notizia che Federico poteva e doveva intraprendere il cammino specifico per la sua disabilità visiva, mia moglie ed io, ci siamo presto attivati chiedendo, attraverso la persona del presidente ANFAAS della Riviera del Brenta, che ringrazio sinceramente, un incontro con il direttore sanitario della nostra Ulss competente non volendo avere più a che fare con il direttore del distretto, ottenendo udienza. Eravamo circa poco prima della festa dell’Immacolata quindi, intorno all’8 dicembre dello scorso anno. A cuore aperto abbiamo esposto il “caso” al direttore sanitario il quale, a sua volta, ci confermava il suo impegno a far di tutto perché la cosa avesse seguito. Arriva ora la telenovela…al rientro dall’istituto di mio figlio avevamo già presentato tutta la documentazione necessaria perché l’iter procedesse celermente ma…ci veniva comunicato che prima doveva essere convocata l’UVDM e solo dopo di che si poteva cominciare l’iter burocratico. Va bene abbiamo detto non ci vorrà mica chissà cosa per convocare questa benedetta UVDM. Alla fine dal 23 dicembre siamo arrivati a farla l’8 febbraio del 2011. 47 giorni dopo le dimissioni di mio figlio. Capisco tutto, festività natalizia, personale in ferie, difficoltà nel far combaciare gli impegni di tutte le persone la cui presenza era necessaria alla UVDM ma, 47 giorni mi sembrano un po’ troppi. Non solo convocata una prima volta per il 1 febbraio veniva inspiegabilmente rinviata a data da destinarsi. La cosa mi veniva comunicata telefonicamente 3 ore prima dell’ora fissata dalla assistente sociale della Ulss che, malcapitata, si è dovuta subire al telefono tutte le mie “maledizioni” e minacce fino ad arrivare di interessare alla cosa il Giudice Tutelare di mio figlio. Per tutta risposta mi si veniva a dire che veniva tutto messo per iscritto quanto da me comunicato e trasmesso ai dirigenti competenti. Veniamo ora alla UVDM. Sapevo che ci sarebbe stata presente la direttrice del distretto che fino a quel momento non conoscevo personalmente ma, non avrei mai immaginato gli attacchi a cui sarei stato sottoposto in quella riunione. La tal dott.ssa ha iniziato subito rinfacciandomi l’iniziativa di essermi rivolto al direttore sanitario continuando poi nell’avvisarmi che finita l’esperienza all’istituto Rittmeyer per mio figlio nel distretto non ci sarebbe stato altro che l’offerta del centro diurno, ahi nota dolente il centro diurno dove Federico non sta per niente bene non essendo il posto adatto a lui. Rispettando ogni disabilità Federico non può e non deve stare in ambienti dove la disabilità di chi ne è ospite è più grave della sua e dove l’unico contatto che può avere è solo quello con gli operatori. E finendo con la frase più idiota che una persona che occupa certe posizioni a contatto diretto con gravi difficoltà possa mai dire: “Comunque ai miracoli io non credo” La UVDM finisce con l’approvazione del progetto e con la determinazione della partecipazione della spesa così suddivisa: 60% della quota sociale delll’importo retta giornaliera da parte del comune di Spinea, 40% della quota sanitaria dell’importo retta giornaliera da parte della Ulss e il restante alla famiglia con la pensione di invalido civile e cieco civile di mio figlio. Ultima chicca del direttore di distretto in conclusione della UVDM: “ E comunque si ricordi che non si muove nulla fino alla approvazione del bilancio regionale”. Arriviamo al mese di Marzo. Attraverso i giornali e l’associazione di cui mi onoro di far parte l’ANFAAS vengo a saper che il bilancio regionale è stato approvato con un aumento di circa 53 milioni di euro per il fondo sanitario. A questo punto faccio chiamare la direttrice del distretto da mia moglie per comunicargli che ci rendiamo disponibili, per anticipare i tempi, a pagare i primi due mesi dell’importo retta di tasca nostra per poi in un secondo momento riceverli indietro dalla stessa Ulss, ottenendo come risposta un secco no. Di rivolgerci al direttore sanitario perché la cosa dipende tutta da lui. Lo chiamo telefonicamente e gli spiego un po’ la faccenda lui mi sembra un po’ cadere dalle nuvole e mi consiglia di mettermi in contatto con ll comune del mio paese per conoscere se avevano deciso o meno la loro partecipazione economica. Devo dire che in quel momento vengo preso alla sprovvista e seguo il suo consiglio. Altra telefonata, altra incazzata e minaccie per poi venire a sapere, giustamente, che tutto è stato scritto e definito nella relazione di quella benedetta UVDM e che quindi non c’era nessuna necessità di avere la conferma della partecipazione del comune perché era già insita e scontata nel documento di UVDM. A questo punto mi chiedo a che gioco stanno giocando. Spedisco una email alla attenzione del direttore sanitario dove gli comunico che ho bisogno di risposte a breve termine e se queste risposte non arriveranno sarò costretto ad intraprendere delle azioni spiacevoli per salvaguardare gli interessi di mio figlio e della mia famiglia. Federico non ha più tempo. Dopo circa una settimana ricevo una telefonata dal direttore sanitario dove mi si comunica che soldi non ce ne sono, che sta facendo il possibile per far approvare il progetto (già approvato) e che mi farà sapere qualcosa entro la fine di questa settimana. Restando comunque libero di agire come meglio creda, giornali, avvocati, collegio dei sindaci ect. Al momento mi sono sfogato nel blog. Aspetto fino a lunedì, poi partirà la mia azione dove si dirà chiaro e tondo che mi si sta impedendo di assicurare a mio figlio una qualità della vita migliore e più autonoma. Aspetto ma… “la stanchezza” non è ancora arrivata.

In allegato fax simile lettera dell’assessore regionale alle politiche sociali Remo Sernaggiotto in data 8 febbraio 2011 indirizzata ai Direttori Generali Aziende ULSS Veneto e ai Direttori Sociali Aziende ULSS Veneto.

Pregiatissimi,

in riferimento ai progetti individuali di Vita indipendente, di Aiuto personale e di Promozione dell’autonomia personale rivolti alle persone con disabilità grave, si comunica che il contributo regionale relativo all’anno 2011 sarà assegnato alle Aziende ULSS nella stessa misura dell’assegnazione dell’anno precedente.

Al fine di non mettere in difficoltà le famiglie con persone con disabiltà grave, si chiede cortesemente di dare continuità alle predette linee di intervento.

Si ringrazia per la collaborazione e si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti.

Remo Sernagiotto

In allegato Comunicato Stampa n° 392 del 07/03/2011 relativo al bilancio sociale regionale

L’Assessore regionale ai servizi sociali Remo Sernagiotto, conclusa la maratona per l’approvazione del bilancio regionale 2011, ha inviato una lettera ai sindaci, ai direttori generali delle aziende Ulss e ai responsabili delle case di riposo del Veneto nella quale comunica “il grande risultato ottenuto” – scrive l’esponente del governo regionale – grazie alla determinazione del mio assessorato, della maggioranza e del consiglio tutto, che ci ha permesso di implementare il fondo della Non Autosufficienza di ben 53 milioni di euro, rispetto ai 688 inizialmente stanziati; di recuperare dal fondo nazionale 17 milioni per le politiche sociali e per i servizi territoriali dei Comuni e di istituire un innovativo fondo di rotazione per la costruzione e ristrutturazione del patrimonio immobiliare destinato ai servizi sociali e socio-sanitari e pari a 50 milioni di euro. Questo risultato – sottolinea Sernagiotto – ci permetterà di avviare le riforme necessarie per garantire anche in futuro i livelli di servizio fino ad ora attivati, compresi i valori della quota sociosanitaria per anziani e disabili e i percorsi di Vita indipendente.

A cura dell’Ufficio Stampa della Regione Veneto

Se ne avete voglia e tempo fatela girare i diritti delle persone disabili non devono essere calpestati...

Commenti

  1. Ho letto tutto e devo dirti che sono furiosa per come trattano i cittadini. Questi si fanno beffe di noi.
    Voi siete stati bravissimi, non cedete di una virgola, avete tutto il mio plauso.
    Una cosa Renato, può darsi che non serva, non saprei: hai mai contattato Laura Raffaelli? Ha un blog, ed è molto dentro tutto quanto riguarda la disabilità. Lei stessa è non vedente.
    Mi sembra si dia molto daffare, potrebbe essere che conosca qualche "mossa" giusta.
    Certo lei non vive in Veneto, ma chissà...
    Eventualmente non trovassi il link, io credo di averlo da qualche parte.
    Con molto stima e affetto, NON MOLLARE!!!
    Lara

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  2. Forse tu non potrai credere quanto ho capito il tuo scritto.La solidarietà non basta ma non sei
    solo davvero.Non sò dirti come devi credere e non
    farti stancare,è un vecchio trucco e tu come me
    non farti sfinire,falli sudare parecchio almeno.
    Egill

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  3. Lara mi sono già messo in contatto con Lara Raffaelli ma comunque non è cambiato nulla. Egill la rabbia che abbiamo in corpo mia moglie ed io non ci farà sicuramente mollare anzi, quella persona che si è permessa di pronunciare : "Io ai miracoli non ci credo" sicuramente dovrà rimpiangerla amaramente. Grazie e un saluto cordiale.

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