Giunto quasi al traguardo della mia vita lavorativa....

Devo confessarlo ma non mi sarei mai aspettato di arrivare vicino alla fine della mia vita lavorativa e trovarmi dentro ad un meccanismo che sta escludendo sempre di più quella parte di società. anche se io non ne faccio parte, che risponde al nome di "classe operaia". Si è arrivati ormai al punto di aver deciso di non dare più voce a questa parte di società. Da molto tempo ormai i riflettori dell'opinione pubblica si accendono sui temi del lavoro solo dinanzi a morti bianche, a chiusure aziendali, a cassa integrazione dilagante o sui bisogni di ridefenire regole che peggiorano le condizioni del mondo del lavoro, vedi interventi su pensioni e mercato del lavoro con precarietà ormai strutturale. Non mi sarei mai aspettato di vivere con trepidazione ed attesa spasmodica il risultato del referendum FIAT. Quel voto mi ha fatto rivivere momenti di gioventù quando aspettavo con apprensione e speranza l'esito di molte elezioni politiche che avrebbero determinato nuovi rapporti di forza nel nostro paese. Penso che esista una differenza sostanziale nei modi di poter esercitare il proprio diritto di voto. Il prendere o lasciare e "non mangiare" imposto dalla FIAT è molto diverso dalla libera scelta che ogni cittadino ha quando entra nell'urna per votare senza essere sottoposto a qualsiasi forma di ricatto. Resta soltanto la certezza che con questo voto si è mandato in frantumi il sistema di relazioni industriali. D'ora in poi, statene certi, vigerà la legge: o si firma o si è fuori dai giochi. Attenzione...questo varrà per tutti! Piegare ed umiliare una parte sociale del paese a mio avviso porterà danni diffcilmente calcolabili nel tessuto sociale di questo nostro povero paese già fortemente malato. Sono più che convinto che fra non molto, oltre ai temi della moralità e della etica pubblica, potrebbe iniziare una stagione di conflitto sociale che dovrebbe preoccupare tutti coloro, a prescindere dal ceto sociale, che hanno a cuore una società più giusta e solidale. C'è da chiedersi: "Può il nostro paese competere in questo mondo globalizzato intervenendo esclusivamente attraverso la riduzione dei diritti e delle tutele? E ancora: "Può l'Italia diventare od assomigliare a tanti paesi in via di industrializzazione dove i lavoratori sono pure appendici delle macchine? Se non si ritornerà ad investire in innovazione, tecnologia e ricerca in maniera diffusa e non a macchia di leopardo, il nostro paese non potrà uscire da questa crisi. Quindi...riversare fiducia e speranze alle nuove generazioni non troncarle e bistrattarle con quella vituperata riforma universiataria varata di recente dal governo del nano. Chi partecipa alla creazione del benessere, ha giustamente il diritto di poterne usufruire. Chissà, forese non mancherà molto che anche qui dovremo assistere a scenari di disperazione sociale, come stiamo vedendo in questi giorni in Libia e daprima in Egitto e Tunisia, dove la gente "il cosidetto popolo", stanchi di questa situazione gridi a gran voce "Pane, Lavoro, Diritti e Giustizia".
con il contributo del SPI CGIL Metropolitano di Venezia

Commenti

  1. Credo che tu abbia già scritto tutto quello che c'è da dire.
    Siamo messi malissimo, ma non abbiamo ancora toccato il fondo.
    Ciao Renato,
    Lara

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  2. Non abbiamo ancora toccato il fondo? Mamma santa cosa ci attende ancora?

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  3. Qualcuno direbbe: scavare!

    Sottocrivo tutto.

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  4. Beh, ti dirò, come "classe operaia" a cui ho appartenuto per quasi tre decenni: non finirà bene per lor signori. Malgrado la loro prosopopea, arroganza e insensibilità umana, dovranno fare i conti con la memoria lunga degli operai.
    Ciao!

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  5. Io vorrei credere e sperare che il commento di
    Riverinflood possa avere una possibilità,niente
    viene giù dal cielo.Io trovo misteriosa la sopportazione assurda dell'Italia,che a volta si
    manifesta e si trasforma in disperazione cupa sorda terribile E'accaduto che padri di famiglia hanno rivolto contro se stessi o verso i familiari una violenza repressa.Impotenza disperazione umiliazione,per un licenziamento
    per assenza di lavoro,Impossibilità di riuscire
    ad assicurare ai figli il necessario per vivere.
    Può vivere essere considerato un lusso?

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  6. Io invece non credo proprio che il commento di Riverinflood possa avere possibilità. Il cancro del berlusconismo è entrato, purtroppo, troppo profondamente nella nostra società e per sconfiggerlo non ne vedo via d'uscita. Altro che un 25 luglio con lui non esiste nemmeno questa possibilità.

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  7. Il problema, se è un problema, è che le rivoluzioni si fanno a stomaco vuoto e fino a che c'è panem e circenses lo stomaco resta pieno ma potrebbe non essere sempre così, non per tutti.

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  8. Mi ci vedo in questo post ......

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  9. Valerio...ma tu pensa uno pensa di arrivare tranquillamente alla meta e invece? Ormai le ho come quelle sulla foto. Ciao alla prossima

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