Abbiamo appena finito di cenare. Saranno le 9 meno venti. Federico è appena andato a letto. La televisione, come al solito, non trasmette mai niente di interessante. Anche questa settimana sta per andarsene. Carla ed io ci sediamo in divano poi mi alzo e preparo il caffè per tutti e due. Ci guardiamo ed annuiamo…come siamo diventati vecchi! Poi in questi ultimi tre anni tutto è drammaticamente sceso ma dai meglio non pensarci, Federico è di là che dorme, non doveva esserci, invece c’è. La voce della televisione passa nomi, notizie e d’improvviso…Mariastella Gelmini. Rivolto a Carla esclamo: “Ma non è quella della cura da cavallo per la scuola?” Che combinazione ho letto proprio oggi un articolo sul il fatto quotidiano che parlava proprio di lei .Carla, che è insegnante di scuola dell’infanzia mi guarda e annuisce. Mi torna subito alla mente il suo discorso di accettazione della candidatura che riporto fedelmente : “Questo è il momento di affrontare il nostro obbligo morale di garantire a ogni bambino un’educazione di primo livello, perché questo è il minimo che serve per competere in un’economia globale(…) Recluterò un esercito di nuovi insegnanti, pagherò loro retribuzioni più alte e darò loro maggiore supporto. E, in cambio, chiederò standard educativi più elevati ed affidabili” Da rimanere allibiti…L’operazione “cura da cavallo” ha fruttato allo Stato 8 miliardi in tre anni e alla scuola 137.000 lavoratori. Ma non è tutto. Le famiglie sono state obbligate a mettere mano al portafoglio per avere non qualcosa di meglio ma quello che avevano prima. Carla mi dice: “La carta per la fotocopiatrice o la stampante dobbiamo andarla a comprare noi!” “La direzione ci dice che fino a quando il ministero dell’Istruzione non ci farà avere quello che ci spetta, circa un miliardo e mezzo di euro, soldi non c’è per nessuno. Purtroppo non finisce qui. Il prossimo anno la scuola perderà ulteriori 35.000 posti di lavoro. E così la “cura da cavallo” tanto annunciata a suo tempo, avrà raggiunto l’obiettivo. In controtendenza invece, gli insegnanti di religione cattolica. A una diminuzione del 2% degli studenti che frequentano l’insegnamento della religione cattolica si contrappone un incremento di docenti per questa disciplina del 14%...sic,sic,sic. Quanta tristezza non ci resta che piangere, anche pensando a quello che è stato fatto negli Stati Uniti. Anche lì si è abbattuta la scure dei tagli ma il ministero dell’istruzione ha avuto un incremento dei fondi del più 21%. Per il presidente Obama ridurre le risorse alla è come, uso le sue parole : “Alleggerire un aeroplano troppo pesante eliminando proprio il suo motore”. Io me ne vado a letto Carla sperando di non avere gli incubi sotto forma di Gelmini.
fonte: percentuali e discorso insediamento Gelmini e parole Obama - il fatto quotidiano -
Spero che tu non abbia avuto incubi da Gemini, caro Renato. Ma già solo pensare a come hanno tagliato le spese per l'istruzione (tranne per quella religiosa, ovviamente), nonché sulla cultura in genere - v. teatri ecc... è già incubo anche da svegli.
RispondiEliminaBelle promesse sanno fare, eh?
Tutto, ma proprio tutto il contrario di quanto poi è avvenuto.
Ciao e buon pomeriggio!
Lara
Come definire un governo che non sa dare il giusto peso al proprio futuro, che non si cura delle esigenze della generazione che verrà? Parlare di formazione e di cultura in Italia è un po' un eufemismo. Governo e ministero hanno fatto il possibile per eliminarla.
RispondiEliminaFederico non doveva esserci,incece c'è.Lo standard educativo più affidabile?Chiunque non
RispondiEliminaaffetto da febbre di potere.Non sono i titoli
accademici,i garanti dell' affidabilità.La qualità
risiede nell'onestà,nella verità,i valori,non
sono presenti al momento in nessun campo.Federico
è importante è il futuro.
Ma c'è ancora qualcuno che crede alle parole della Gelmini???
RispondiEliminaQuanta amarezza...
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