Qualunquemente...capitolo II°

Riprendo quanto sostenuto dal coso e pubblicato nel post Qualunquemente…le ultime chicche…Educare i figli liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli educandoli nell'ambito della loro famiglia.
Ecco il proseguio :
Il Coso: Come al solito anche le parole che ho pronunciato sulla scuola pubblica sono state travisate e rovesciate da una sinistra alla ricerca, pressoché ogni giorno e su ogni questione possibile, di polemiche infondate, strumentali e pretestuose", ha affermato il premier, che ha contestato di aver attaccato la scuola pubblica, elogiato il "ruolo fondamentale" svolto dagli insegnanti "in cambio di stipendi ancora oggi assolutamente inadeguati" “Questo non significa non poter ricordare e denunciare l'influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verità e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all'educazione dei figli
Mariastella Gelmini: Il pensiero di chi vuol leggere nelle parole del premier un attacco alla scuola pubblica è figlio della erronea contrapposizione tra scuola Statale e scuola Paritaria.
Pierluigi Bersani: Se la Gelmini fosse un vero ministro, invece che arrampicarsi sui vetri per difendere Berlusconi, dovrebbe prendere atto degli inaccettabili attacchi che il premier ha rivolto agli insegnanti e alla scuola pubblica e dimettersi Pierluigi Bersani: Le parole del premier sono uno schiaffo inaccettabile a chi lavora con dedizione in condizioni rese sempre più difficili dal governo
Mariastella Gelmini: Bersani si rassegni, la scuola non è proprietà privata della sua parte politica".
Dario Franceschini: Tutti di nuovo in piazza, come le donne il 13 febbraio senza simboli e bandiere, a difendere la scuola pubblica dagli insulti di Berlusconi
Italo Bocchino: Possono il centrodestra italiano e la destra nazionale mortificare così il popolo di insegnanti sottopagati che ogni giorno forma i nostri figli?
Antonio di Pietro: Se c'è qualcuno che è stato l'esempio negativo per i nostri giovani è proprio il Presidente del Consiglio
Paolo Ferrero: Avere Berlusconi Presidente del Consiglio equivale ad avere il mostro di Marcinelle a gestire un asilo nido
Anna Finocchiaro: La scuola pubblica è un'istituzione fondamentale della nostra Repubblica democratica, il luogo deputato ad assicurare pari opportunità di istruzione, e quindi pari condizioni di partenza, a tutti i cittadini, e il luogo della libertà di pensiero. Un attacco da parte del Presidente del Consiglio alla scuola pubblica, dunque, è un fatto di gravità inaudita: è l'attacco a uno dei pilastri della nostra democrazia". "Ma siccome ormai ci stiamo abituando a tutto occorre ricordare che purtroppo Berlusconi ha da tempo, ben prima delle parole, usato fatti contro la scuola pubblica. La riforma di cui oggi ha parlato l'ha impoverita di anno in anno, le ha tolto ore di lezione e insegnanti e materie e infrastrutture e sostegno per l'handicap. Il tempo pieno e tutte le attività che rendono bella la nostra scuola sopravvivono grazie alla buona volontà di quei presidi e quegli insegnanti che anche oggi hanno ricevuto un altro destro dal Premier e di fronte al quale il ministro Gelmini dovrebbe dimettersi. Ma credo che stia arrivando il momento in cui gli italiani si libereranno di questo governo e del suo Presidente del Consiglio".

Commenti

  1. Mi era sfuggito questo tuo post, scusa Renato.
    Non ci sono dubbi che la Finocchiaro abbia ragione, quando scrive:
    "Un attacco da parte del Presidente del Consiglio alla scuola pubblica, dunque, è un fatto di gravità inaudita: è l'attacco a uno dei pilastri della nostra democrazia". Ed è così, ma l'importante, come dicevamo nel post precedente, è che la chiesa perdoni tutti i "peccati" del coso.
    Ciao e buon lunedì!
    Lara

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