18 febbraio 2011

Platone

A che genere di uomini appartengo? A quello di chi prova piacere nell’essere confutato, se dice cosa non vera, e nel confutare, se qualcuno non dice il vero, e che, senza dubbio, accetta d’esser confutato con un piacere non minore di quello che prova confutando. Infatti, io ritengo che l’esser confutati sia un bene maggiore, nel senso che è meglio essere liberati dal male più grande piuttosto che liberarne altri. Niente, difatti, è per l’uomo un male tanto grande quanto una falsa opinione sulle questioni di cui ora stiamo discutendo. Se dunque anche tu sostieni di essere un uomo di questo genere, discutiamo pure; altrimenti, se credi sia meglio smettere, lasciamo perdere e chiudiamo il discorso.
(Platone, "Gorgia" 458a3-b3)

3 commenti:

  1. Sei riuscito oggi a proporci una delle più belle pagine di Platone. La funzione dell'uomo è capire.

    RispondiElimina
  2. Socrate esercita l'arte della maieutica su Gorgia.
    Da qualunque parte la questione si guardi,è forza
    concludere,che la retorica,è incapace di dominare
    e riassumere in sé ogni singola scienza,visto che
    neanche si fonda sulla scienza,e tanto meno è valida a insegnare che cosa sia il giusto e l'ingiusto. (introduzione)Gorgia.

    RispondiElimina
  3. Meravigliosa pagina di Platone! Adattissima per i nostri tempi, caro Renato.
    Anche i commenti sono eccezionali.
    Buona giornata, caro amico!
    Lara

    RispondiElimina