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Francesco Biamonti

Francesco Biamonti nasce a San Biagio della Cima in provincia di Imperia il 3 marzo 1928 si spegne a Imperia il 17 ottobre 2001

Nella luce distesa tra ulivi e solitudini di rocce arrivò il suono della campana mediana: Varì ne contò i viaggi: erano tre, era per un uomo. Non riusciva a immaginare: non aveva sentito dire che a Luvaira qualcuno fosse sul punto. E lì intorno, negli uliveti, non c'era nessuno a cui domandare. Ma la sera, sceso a Luvaira, seppe ch'era stato il passeur ad andarsene e si recò al suo casolare.Era già cominciata la veglia funebre. Una strana veglia. Stavano tutti fuori della porta; solo una donna era rimasta accanto al morto e, insieme a un fiore dal lungo stelo, proiettava la sua ombra.Sul pavimento di battuto. Nessuno parlava fuori, sotto le stelle. Poi, accompagnate da uno stormire d'ulivi, frasi a mezza voce: Siamo proprio niente! Bisogna essere preparati! che non facevano rumore. Nelle pause della brezza il silenzio si posava sul silenzio. Nel cuore della notte qualcuno accennò al tempo: al gran secco, all'autunno luminoso.
(da Vento Largo)

Commenti

  1. Teston10:43

    Un immagine di morte annunciata dal suono cupo di una campana. Inquietudini che caratterizzano l'animo umano. Veramente un ottimo libro.

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  2. Anonimo11:44

    AMICA SINCERA
    Dalla nascita alla morte
    È sempre presente
    non ti lascia mai solo
    la sua presenza indiscreta
    riempie il quotidiano
    con i suoi
    momenti
    di gioia e intimità
    non è gelosa
    la sua fedeltà è come l’edera
    dove si attacca muore
    il suo nome? TRISTEZZA
    VITTORIO
    (PS) questa è la sola verità , frà tutte le bugie del mondo.

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  3. Non ho letto Vento largo, ma il rapido estratto, la cupezza della morte, il suono lugubre della campana mi attirano molto e lo comprerò.

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  4. Vai tranquilla Ambra è proprio un bel libro.

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  5. Un libro fantastico, come lo è tutto quello che ha scritto Francesco Biamonti. Grandissimo scrittore, schivo, defilato, raffinatissimo, per sempre peduto. Anastasia

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