
Ho parlato con Dante
il quale mi ha giurato
che Beatrice non è mai esistita.
Ho sentito, al telefono, Petrarca,
il quale, sotto giuramento,
dice che Laura non si è vista mai.
Ma tu ci sei.
Perché mi togli il sonno,
o ti lamenti per il mal di gola.
E quando, piena di raffreddore,
vorresti delle mele,
dici: abore, portami delle bele.
Quindi esisti, perché si ride:
anzi: si scoppia a ridere
coniugando la emme di amore
che diventa abore:
tu sei il nuovo alfabeto italiano,
tu sei la risata intorno ai tuoi dolori,
alla tua febbre, al tuo gran bale.
Che dolci versi! e che bell'amore, persino il raffreddore diventa poetico.
RispondiEliminaCiao Renato, buona giornata e grazie per questa poesia che non conoscevo.
Lara
Grazie a te Lara. Alla prossima ciao
RispondiEliminal'amore si trova nel quotidiano, nella vita di tutti i giorni, nelle azioni ripetute, nelle piccole cose. Questa poesia trasmette emozioni vere.
RispondiEliminaPienamente d'accordo con te TuristadiMestiere. Proprio nelle piccole cose si può trovare quel qualcosa che normalmente non riusciamo a vedere.
RispondiEliminaChe tenerezza...non ho la fortuna di ricevere coccole se ho il raffreddore...
RispondiEliminaCara Mari quando ho il raffreddore mi metto sotto le coperte e copro anche la testa poi, mi scaldo i piedi fregandoli insieme ed è come mi stessi coccolando. Ciao alla prossima
RispondiEliminaRomanticissima...
RispondiEliminaGiorgio Soavi
RispondiEliminaPer Silvano idem post la malattia dell'uomo
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