Medjugorje..."non capire"















Che confusione che ho nella testa. Diciamo più chiaramente "non capisco". Proprio così, sono venuto a Medjugorje ma, non ho ancora capito perchè. Troppo facile e scontato essere venuto per Federico. Perchè dunque? Tante bancherelle con rosari, madonnine, crocefissi sembrava di essere al mercato settimanale di paese. La chiesa da lontano enorme, illuminata e l'inizio di una lieve nevicata. Pizzerie, ristoranti, caffè, hotel, pensioni e nuove costruzioni, tante nuove costruzioni. Forse sono io sbagliato ma avevo un'altra idea di Medjugorje. Verso le 17 gli altoparlanti esterni alla chiesa entrano in funzione e le voci dei sacerdoti si riversano in tutto il paese in inglese, in francese, in tedesco, in italiano ecc. Inizia un tour de force che si conclude alle 20 con le benedizioni. Siamo per strada e un umanità colorita confluisce verso la chiesa. Si fà fatica ad entrare. Chi è seduto, chi in ginocchio, chi abbracciato, chi piange, chi canta ed io osservo sono un pesce fuor d'acqua. Riesco a portare Federico davanti ad una statua della madonna e lo lascio alcuni minuti da solo poi mi chiede di uscire mentre Carla, mia moglie, rimane. Fuori è come essere dentro la chiesa tanto è alto il volume degli altoparlanti. Il via vai di persone è continuo, disabili, ammalati, gente normale mentre il rosario continua a ripetersi e sembra non finire mai. "Papà sono stanco andiamo in pensione?" "Si Federico andiamo, aspetteremo là la mamma". La cena serale l'incontro con altre persone già li ancor prima di Natale e per l'indomani è già tutto organizzato. La salita, faticosissima, verso il luogo dell'apparizione. Cinque stazioni intermedie e poi l'arrivo. Federico lo portiamo su aiutandolo in tre. Nel frattempo mentre salivamo ogni tanto giravo lo sguardo a fondo valle ed osservavo il cielo azzurro e le cime innevate. "Sono stanco papà, non ce la faccio più" "Ancora un pò Federico. Quasi ci siamo in lontananza vedo la statua della Madonna". Gli ultimi metri, che fatica, poi il sole davanti agli occhi, quasi perdere la direzione e...siamo arrivati. Silenzio, vento e tante persone in preghiera. Uno sguardo ancora verso il fondo valle, che spettacolo. Federico ed io ci sediamo, Carla si inginocchia e prega. Guardo la Madonna, non mi esce una parola. Una signora raccoglie qualcosa si avvicina a Federico e gliela porge nella mano. "Cos'è papà?" Non faccio tempo a rispondergli perchè la signora mi anticipa e gli dice che è una coroncina della Madonna, quella per gli ammalati. "Ah grazie" risponde Federico mentre io rimango zitto. Ancora alzo lo sguardo verso di Lei ma...non sò cosa dire. Scendiamo, il cielo è azzurrissimo non c'è nemmeno una nuvola. Le persone che mi aiutano a portare Federico mi dicono che fino al giorno prima del nostro arrivo aveva sempre piovuto. "Federico hai portato il sole" dice Michele, un pellegrino che spesso viene a Medjugorjca. Io non rispondo, mi volto indietro e guardo ancora Lei ma, nessuna parola. Arrivati a fondo valle ringrazio "Senza di voi non saremo mai riusciti a salire" "No, no non devi ringraziare noi ma Lei, è un suo disegno se tu sei quì" Non rispondo e continuo a "non capire". Dopo pranzo ci salutiamo, ritornano a casa..."Ora sappiamo a chi saranno destinate le nostre preghiere" Continuo a non capire. Aspettiamo sera e ritorniamo verso la chiesa, sono circa le 19, si fà fatica ad entrare poi, ci riusciamo. Tanta, tanta gente. Sull'altare sei o sette sacerdoti che dicono messa poi, la benedizione per gli ammalati e uno strano rumore di sottofondo, le radioline portatili collegate alle frequenze dove si capta la traduzione nella propria lingua e...continuo a "non capire". Usciamo, alzo gli occhi verso il cielo è pieno di stelle. Una persona mi si avvicina e mi dice . "Scruta, scruta il cielo lassù ci sono i suoi messaggi" Lo guardo, non dico nulla ma vedo solo stelle e...la luna. Per strada le bancherelle sono tutte illuminate e piene di gente. Mi volto verso la chiesa, la guardo e continuo a "non capire". L'indomani mattina, oggi, si ritorna verso casa. Un'ultima fermata, rientriamo in chiesa. Meno gente di ieri sera, i sacerdoti sono sempre gli stessi, gli altoparlanti anche e...proprio continuo a "non capire"

Commenti

  1. Anche una mia amica è rimasta impressionata dal contorno più che dalla fede.

    Buon 2011!

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  2. Perchè tutto deve diventare un business ? Perchè quando si pensa di trovare qualcosa si resta atrocemente delusi ? Perchè non si può trovare quel qualcosa che si cerca solamente nella semplicità ? Domande che risposte non hanno. Ciao Kylie alla prossima.

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  3. Sono anni che penso di andare...non so se a Medjugorje o a Lourdes... sono anni che poi alla fine non vado... forse il mio desiderio è solo in memoria di mia sorellina che voleva andarci, ma non ci riuscì perchè era già troppo malata...Forse è quel sottile e latente senso di colpa per non aver mantenuto la promessa che ci sarei comunque andata io un giorno...
    Non lo so! Anch'io non capisco...non ho fede...sono battezzata e cresimata ma niente di più..come vorrei credere ma non ci riesco...
    Credo nella bontà , credo nell'amore e nella luce ma non è una religione!
    Prego ma non so mai se le mie preghiere possano essere considerate tali e non chiedo nulla di più! e alla fine rimango qua con un disagio nel cuore...e non so se andrò mai e se ne rimarrò delusa...
    SCUSAMI se son passata di qua a raccontarmi, ma il tuo post mi ha commosso tanto e mi ha fatto sentire non "sola" nei miei dubbi!
    un grande abbraccio a te, a Federico e a tua moglie, ciao cari
    valverde

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  4. difficile capire, caro Renato!
    Oramai è tutto business, la chiesa cattolica ne sa qualcosa.
    Eppure al di là di questo enorme mercato esiste una nostra spiritualità, un qualcosa dentro di noi che ci spinge a cercare, ... a sperare.
    Un abbraccio a tutti voi!
    Lara

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  5. Sono andata ,anni fa,nel paese di Padre Pio.Ci sono andata con amici che avevano organizzato la cosa e non volevo fare la guastafeste.Ricordo di aver pensato "male non mi farà"e infatti male non mi fece,ma per tutto il tempo di quei due giorni continuavo a "non capire".Anche lì bancarelle e altoparlanti e gente,tanta gente,troppa gente.Io ho pregato pochissime volte in vita mia,così poche che non le ricordo,ma immagino di averlo fatto in silenzio,senza clamore.Ed era così che immaginavo quel luogo che così non era.Ma non voglio giudicare,è una cosa che non faccio mai,forse per altra gente quello è il modo giusto di rapportarsi a qualcosa di grande,forse l'essere in tanti aiuta molti.Forse.Ma io non capivo.Scusa per la lunghezza del commento.Ti auguro una serena giornata.

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  6. Carissimi prendo come mie le parole di mimì...ho pregato o forse non ho mai pregato ma quelle poche volte è stato in silenzio, senza clamore. A contrario di mimì io invece non giustifico e forse è proprio quel mio "non capire" la non giustificazione di certi comportamenti portati all'estremo. Chissà io se fossi Dio, prendendo a prestito le parole di Giorgio Gaber, certe cose non le permetterei.

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  7. Grazie Valerio buon anno anche a te e naturalmente anche a tutti voi che mi venite a trovare.

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