
Torino, Barriera Nizza, una sera di nebbia. Un giovane tranviere comunista, caduto, mentre rincasa, in un agguato fascista, si difende, risponde al fuoco ferendo a morte due squadristi. E’ l’antefatto, il “pretesto” della Strage di Torino del dicembre ’22, rappresaglia feroce contro la città antifascista che “meritava una lezione”. Per molti il battesimo di sangue del Ventennio. A guidare l’azione punitiva, Piero Brandimarte, famigerato “console” della squadraccia d’azione piemontese “La Disperata”, in testa a un migliaio di camicie nere armate di manganello, pistole e moschetti. La violenza dilaga. Brucia la Camera del Lavoro, il circolo anarchico dei ferrovieri, la sede di Ordine Nuovo. Gli “arditi” piombano nelle case, nelle osterie, nelle botteghe. Sprangano, torturano, uccidono uomini sull’uscio di casa, davanti a familiari atterriti, li trascinano lungo i burroni, li finiscono a bastonate. Ufficialmente i caduti saranno 11, ma gli stessi caporioni neri parleranno poi di venti, trenta morti, oltre decine di feriti. Soddisfatto, Brandimarte dirà “…giustizia è stata fatta”. E Mussolini, telefonando al Prefetto di Torino…”come capo del fascismo mi dolgo che non ne abbiano ammazzati di più” Giovanna Gabrielli – iL Fatto Quotidiano 17/12/2010 –
Commento : Riporto il commento del senatore a vita Francesco Cossiga del 23 Ottobre 2008 ancor oggi attualissimo con riferimento alle manifestazioni studentesche di protesta contro il governo del 14/12/2010
Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in- dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale! Ecc., ecc, per chì vuole godersi il resto http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406
Sperare che almeno la Storia renda giustizia?
RispondiEliminaDifficile Adriano. Non abbiamo nè più tempo ne voglia di imparare dalla storia.
RispondiEliminaL'Italia è il Paese dei soprusi, come uno dei tanti Paesi del terzo mondo, dove l'autoritarismo impera. Poveri noi. Quando l'Italia tornerà ad essere un Paese civile dignitoso?
RispondiEliminaRicordo l'intervista , da brividi , credo però che stia succedendo tutto questo
RispondiEliminaPer Ambra : Un Paese civile e dignitoso ? E' molto più probabile che diventi e rimanga il paese del Bunga Bunga.
RispondiEliminaPer Valerio : Credo? Purtroppo è già successo
Ciao alla prossima.
schifo! solo schifo!
RispondiEliminaPensate che io, in questo disastro, ogni giovedì faccio un laboratorio di storia a ragazzini di III media, lab. dal titolo: "La storia siamo noi". Gli parlo di Rosa Parks, di Peppino Impastato, di Accursio Miraglia, di Anna Frank, di Perlasca... Mi sento una utopista. Ma rimango al mio posto. A resistere.
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