16 dicembre 2010

Da Quare tristis


















Stare coi morti, preferire i morti
ai vivi, che indecenza! Acqua passata.
Vedo che adesso più nessuno fiata
per spiegarci gli osceni rischi e torti
dell’ assenza, adesso che è sprofondata
la storia … E così tocca a noi, ci importi
tanto o quel tanto, siano fiochi o forti
i mesti richiami dell’ostinata coscienza, alzare questa poca voce
contro il silenzio infinitesimale
a contestare l’infinito, atroce
scempio dell’esistente … (Al capitale
forse è questo che può restare in gola,
l’osso senza carne della parola.)
Giovanni Raboni (Milano 22 Gennaio 1932 – Parma 16 Settembre 2004)

2 commenti:

  1. queste ultime immagini sono bellissime...e belle anche le parole. ciao

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  2. Versi talmente attuali... da togliere la parola.
    Grazie Errebi!
    Lara

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