Da domani tre giorni di pausa

Un senza Dio come me è arrivato alla decisione. Domani con mia moglie e nostro figlio Federico partiamo per Medjugorje. E’ molto strano o forse strano non lo è, non lo so, andiamo. Non so cosa mi spinga ad andarci forse una remota speranza niente di più. Io che neanche distrattamente faccio ingresso in chiesa, che ricordo a fatica le preghiere, anzi, che non so pregare. Non ci sono riuscito nemmeno quando Federico stava per lasciarci dopo quel brutto incidente, riuscivo solo a parlare disteso nel letto con papa Giovanni Paolo II, solo un monologo niente di più. Una richiesta di aiuto come fossimo faccia a faccia per poi chiedermi cosa mai stavo facendo. Il mio parlare con Federico in quella camera di ospedale e raccontargli che il suo papà senza Dio parlava con Giovanni Paolo II e dirgli vedrai ce la farai , lui me l’ha promesso, anche se dentro di me sapevo che non era vero, ma il dirglielo mi bastava sembrava come infondergli coraggio. In fin dei conti che male c’era parlavo con un uomo nient’altro che un uomo. Poi tutto è sbiadito e non si è mai più verificato. Certo certi momenti…ma non vado a Medjugorje ne per vedere la madonna, ne perché credo in lei. In tutta semplicità senza alcun intento metafisico o spirituale perché probabilmente dobbiamo proprio ANDARCI…

Il ritorno alla vita ad un soffio dalla fine.

Sono trascorsi cinquantatre giorni dall’ultimo post. Cinquantatre giorni in cui sono accadute tante cose, forse troppe. Intanto Federico ai primi d’ottobre ha fatto ritorno al centro Don Calabria di Verona dove è stato predisposto un periodo di riabilitazione fino a fine anno, mirato a dargli ancora più autonomia e prevedere un possibile suo rientro al centro per non vedenti Rittmeyer di Trieste. Naturalmente tutti i fine settimana tornava a casa per restare in famiglia. E’ in questi fine settimana che notavamo i suoi miglioramenti, la sua immensa forza di volontà, il suo, anche nelle sue non indifferenti difficoltà giornaliere, sforzo di riuscire, di provarci. Come è possibile arrendersi a venticinque anni ? Come è possibile non dare speranza a quell’età ? Non ci siamo mai illusi e mai ci illuderemo. Non è facile come può sembrare per un ragazzo pieno di vita come era Federico calarsi nel ruolo di disabile, non vedente e traumatizzato cranico. Quante e grandi difficoltà si devono interiorizzare per arrivare ad accettarsi. Lui, comunque, ha un qualcosa, non so come chiamarlo ma deve essere la spinta che ogni giorno di più lo porta a volersi conquistare un pezzo di vita futura. Poi, quello che non ci saremo mai aspettati, quello per cui stiamo combattendo assieme a lui : “Vostro figlio è pronto per ritornare a Trieste” “Siamo veramente contenti di quello che Federico è riuscito a fare nonostante gli enormi problemi di cui è interessato” Quel ritornare a Trieste per mia moglie ed io vuol dire “Aprire un’autostrada, certamente con i suoi caselli e le possibili code ma, guardare in fondo, all’uscita, all’arrivo ad un risultato che nessuno era disposto a sottoscrivere”. C’è tutto un turbinio che ci ruota intorno, facce, sentenze, contrasti, divisioni e rotture. Quest’ultime poi dolorosissime e , almeno per me, mai e poi mai da dimenticare. Ma in fondo perché ricordare. Non ne vale proprio la pena. Non è questo l’importante ma…il “ritorno alla vita, ad un soffio dalla fine” di nostro figlio Federico.

Commenti

  1. Parole "giuste" non ne ho...ma affetto sì, tanto, e un grande abbraccio caloroso che vorrei inviarvi...insieme ad un "Buon viaggio" , che possiate comunque trovare quello che cercate ...fosse anche solo stare sereni tutti e tre ...
    Scusa se non riesco a spiegarmi meglio...
    un bacione
    valverde
    e auguri per un Nuovo Anno che spero possa portarvi tanta gioia ,salute e amore...

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  2. Anche a te Valverde un nuovo anno meraviglioso. Per il viaggio, ma chissà, cosa ci spinge ad andare non lo sappiamo nemmeno noi. Chissà forse proprio un pò di serenità. Ciao alla prossima

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  3. Andare.Andare è fare quello che si può.Andare è non lasciare niente di intentato.Ci credo oppure no comunque ci vado.Andare per portare se stessi e la speranza da qualche parte,in luoghi dove la speranza è così intensa da sentirne l'odore.
    Buon viaggio a te e alla tua famiglia e che sia dolce il ritorno.

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  4. Grazie mimì, proprio non lasciare niente di intentato. E per il ritorno...vedremo. Ciao alla prossima

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  5. Vi sono vicina con tutto il cuore.
    Buon viaggio a te e alla tua famiglia!
    Ciao,
    Lara

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  6. Grazie Lara, grazie di cuore.

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  7. Ci sono momenti in cui non riesco a dare senso alle parole...o forse,semplicemente non ne hanno!

    Un fortissimo abbraccio a tutti e tre.
    Namastè

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  8. Esprimo tutta la mia possibile umana solidarietà.

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  9. Un abbraccione. Buon viaggio!

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