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L'uomo che suona davanti alla stazione





















L’uomo che suona davanti alla stazione
il solito sorriso appiccicato addosso
un sorriso da strada, triste e sornione
un sorriso senza Patria, senza religione
troppe rughe su quel viso senza tempo
troppi strappi in quel cuore rammendato
ogni giorno lo trovi li appoggiato
con la vecchia chitarra tra le mani
la sola compagna, l’unica amica
e canta, suona e ride da una vita
e guarda la gente passare veloce
quanta gente che passa di la,
quante scarpe, quante valigie
filano dritti sul loro binario
con l’unico scopo di arrivare in orario
belli, eleganti, puliti e pettinati,
sono veri ma sembran disegnati
e ogni tanto qualcuno si ferma
a volte una donna, più spesso un bambino
guardano l’uomo che suona e sorride
e per un secondo, un istante soltanto
sembrano vivi, come per incanto
sarà quel vecchio blues o forse quel sorriso
a farli deragliare dal grigio binario
cercano nelle tasche una o due monete
le lasciano all’uomo che ringrazia col capo
e poi di nuovo via correndo dietro al tempo
lasciandosi alle spalle quel breve momento
quell’uomo che suona davanti alla stazione
come un fantasma, come una visione
quell’uomo strano, senza nome e senza età
che suonerà ancora fin quando ne avrà
quell’uomo diverso, senza fretta e senza orario
che non sarà mai prigioniero di un binario.

Commenti

  1. veramente molto bella.... un abbraccio

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  2. Splendida: l'hai scritta tu?

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  3. Cara Mari devi cliccare su l'indirizzo link e potrai scoprire l'autore. Ciao alla prossima

    RispondiElimina
  4. Davide Serra: bravissimo!

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