Ieri...29 ottobre 1981

Sète è un posto di ostriche. Una lingua sabbiosa di fronte al Golfo del Leone che profuma di salsedine, “l’’ìle singulière” cantata da Paul Valere, la striscia di mare sfiorata dal mistral dove George Brassens era nato e dove tornava spesso, nella sua casa piena di fiori e di gatti. Il luogo della nostalgia in cui il troubadour più amato di Francia implorava ne “La Supplique”, ultima canzone-testamento, di essere sepolto “in un piccolo angolo di spiaggia, sotto un pino ombrellaio”. Era uno così, Brassens, uno che amava giocare con la vita e con la morte, “orso” per scelta, il culto per gli amici e per la solitudine, per il lirismo antico, alla Villon e alla Rabelais. Una vita tra le caves fumose di Saint German e qualche incursione sui palchi chic d’Europa, l’aspetto da dandy fuori tempo, l’anima e la lingua libera da anarchico della poesia. Il disprezzo per i soldi e la buona creanza. Scandaloso Brassens de “Le gorille” e de “Le Pornographe”, tenero chansonnier che adorava la notte, le panchine, le puttane e il buon vino. Se ne andò a sessant’anni, in una sera d’ottobre, a modo suo. “La sua leggendaria discrezione – scriverà Garcia Marquez – era tale che se ne andò a morire a casa di un amico”.
Fonte iL Fatto Quotidiano – Giovanna Gabrielli –
Colui che da De Andrè, Nanni Svampa e alcuni altri tra i più grandi cantautori italiani e francesi era considerato come un genio e…sicuramente lo era

Morire per delle idee
Approfittando di non essere fragilissimi di cuore
andiamo all’altro mondo bighellonando un poco
perchè forzando il passo succede che si muore
per delle idee che non han più corso il giorno dopo.
Ora se c’è una cosa amara, desolante
è quella di capire all’ultimo momento
che l’idea giusta era un’altra, un altro movimento
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta.
Gli apostoli di turno che apprezzano il martirio
lo predicano spesso per novant’anni almeno.
Morire per delle idee sarà il caso di dirlo
è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno.
E sotto ogni bandiera li vediamo superare
il buon matusalemme nella longevità
per conto mio si dicono in tutta intimità
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta.
A chi va poi cercando verità meno fittizie
ogni tipo di setta offre moventi originali
e la scelta è imbarazzante per le vittime novizie
morire per delle idee è molto bello ma per quali.
E il vecchio che si porta già i fiori sulla tomba
vedendole venire dietro il grande stendardo
pensa “speriamo bene che arrivino in ritardo
”moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta, va bè,
ma di morte lenta
E voi gli sputafuoco, e voi i nuovi santi
crepate pure per primi noi vi cediamo il passo
però per gentilezza lasciate vivere gli altri
la vita è grosso modo il loro unico lusso
tanto più che la carogna è già abbastanza attenta
non c’è nessun bisogno di reggerle la falce
basta con le garrote in nome della pace
moriamo per delle idee, va bè, ma di morte lenta,
ma di morte lenta.
George Brassens

Per ascoltare Brassens

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