Il patto anti-Silvio di Fini e D’Alema

L'arte della guerra orientale suggerisce di cavalcare la propria tigre, evitando di esserne divorati. Gianfranco Fini pare seguire la massima alla lettera. Perché è vero che ha deciso di non mettere al guinzaglio la bestia dell’antiberlusconismo di destra, anzi. Ma la situazione è in bilico, quasi confusa. Ecco che prima di prendere la parola ad Asolo nella tavola rotonda con Massimo D’Alema, il presidente della Camera chiama Giulia Bongiorno per verificare se l’intenzione del premier di ritirare il Lodo sia «reale o tattica».
G li viene detto che i vertici pidiellini sono già all’opera per limare il testo secondo le indicazioni del Colle. Che sarebbe una mossa «mediatica». E allora Fini mitiga le incursioni dei falchi futuristi, che si erano precipitati a dichiarare seppellito il Lodo, attestandosi sulla linea del Colle: «Se la filosofia di quel provvedimento è la tutela di una funzione, (quella del presidente del Consiglio, ndr) e non di una persona, non credo possa essere reiterabile».
Stoppare il Lodo questo il ragionamento, sarebbe come farsi divorare dalla tigre. Meglio correggerlo con emendamenti che recepiscano i rilievi del Colle. Mantenere fede all’assicurazione data, evitando l’accusa di tradimento. Per archiviare il Cavaliere invece, e con lui la seconda repubblica, la manovra è un’altra. E non è un caso che sulla riforma della giustizia siano ben più dure le regole di ingaggio dettate da Fini. Se vengono accolte le obiezioni futuriste e il testo è accettabile, bene. Altrimenti, salta il tavolo. Durante il coordinamento ristretto del nuovo partito un paio di giorni fa, così Fini si è rivolto a un pallido Ronchi: «Se provano un blitz in consiglio dei ministri su un provvedimento indigeribile, tu a quel punto o ti astieni o voti contro. E passiamo all’appoggio esterno Epperò l’ottimismo che sprizzano Alfano e Ghedini sul pronunciamento della Consulta induce il presidente della Camera a pensare che, forse, di blitz non ce ne saranno: «A Berlusconi - dicono nell’inner circle - interessa lo scudo. E Alfano e Letta gli suggeriscono di non tirare troppo la corda sulla riforma della giustizia Per non innervosire i magistrati Per questo la tigre va sguinzagliata su altro, almeno in questo momento. Per mietere consenso attorno al nuovo partito. Tanto che Fini ha annunciato emendamenti «per alzare l’aliquota di tassazione delle rendite finanziarie dal 12,5 al 24-25 per cento, in linea con la media europea, perché le rendite non sono né di destra né di sinistra». Per tentare il la grande manovra. L’obiettivo principale - Fini ne ha parlato con D’Alema a margine dell’incontro di ieri - è stoppare l’ascesa di Berlusconi al Colle. L’impresa passa per un «patto» di unità d’azione in caso di elezioni anticipate. Perché il premier, in caso di elezioni, avrebbe una maggioranza - anche pareggiando al Senato, e grazie ai rappresentanti regionali - per farsi eleggere, quando sarà, al Quirinale. E quel patto, già siglato si chiama “governo tecnico” Nella differenza dei ruoli e dei linguaggi che le posizioni impongono sia Fini sia D’Alema ne hanno parlato “in chiaro”. Il primo, ribadendo la centralità del parlamento in caso di crisi: «A Costituzione vigente, la presidenza della Repubblica ha il diritto-dovere di verificare se c’è possibilità di un altro governo. La possibilità di un altro governo all’interno della legislatura l’abbiamo già vista: nessuno ha gridato al colpo di Stato, hanno gridato al ribaltone, ma questa è un’altra storia». Il secondo, chiarendo i contorni della proposta: «Un altro governo è necessario e legittimo. Io non propongo un’altra maggioranza, la mia proposta è rivolta a tutti, a tutti i parlamentari che si rendono conto che il paese deve uscire da una situazione insostenibile. L’appello si rivolge a tutti, se poi raccoglie una maggioranza parlamentare è pienamente legittimo». Entrambi, indicando l’obiettivo minimo del nuovo esecutivo prima di tornare alle elezioni, ovvero la legge elettorale: «Se la sovranità popolare è la stella polare della democrazia - dice Fini - allora lo è nella scelta non solo del presidente del Consiglio ma anche del parlamentare” Considerate le altre voci pronte a recitare lo stesso spartito - da Casini a Lombardo - sulla carta una maggioranza alla Camera c’è. È uno scenario possibile. Per Fini anche auspicabile. Tuttavia la sensazione è che, per ora, il cerino sia nelle mani del Cavaliere e della Consulta. Ecco perché il presidente della Camera, all’immediato ha affiancato una strategia di lungo periodo E c’è un motivo se negli ultimi tempi si è dedicato a coltivare una rete “extraparlamentare” assai poco berlusconiana. Con Murdoch jr. i contatti sono frequenti. E, soprattutto, qualche settimana fa, a riparo da occhi indiscreti, Fini ha incontrato l’ingegner Carlo De Benedetti. Per non parlare del dialogo, e della sintonia, con i rappresentanti delle toghe. O con settori dell’amministrazione americana. O con le principali cancellerie europee. Una rete buona per alimentare una suggestione: e se fosse Fini il “Papa straniero”, la guida di una alleanza costituzionale e repubblicana contro il Cavaliere? Certo, prima ancora del gioco di incastri di palazzo c’è un complesso ingranaggio di compatibilità politiche. Col Pd, ad esempio. Con la sinistra-sinistra. Con Di Pietro. Ma tra i futuristi qualcuno pensa che non si tratta di pura fantasia, nel tempo. Per altri, non futuristi, potrebbe essere la risultante di un insieme di necessità. Perché il crepuscolo del berlusconismo lascia intravedere uno scenario sudamericano. Da un lato il Caimano, dall’altro chi cavalca la tigre. Chissà.

Ad Asolo in Veneto, Gianfranco Fini “3 carica dello Stato” e Massimo D’Alema “presidente COPASIR” si accordano e si ritrovano per…governare l’Italia. Bossi acconsente ? Ma gli italiani ci sono ancora ? Tornare a votare con la repubblica presidenziale e senza una vera legge elettorale ? Senza primarie e senza vero voto di preferenza ? Ma ancora Massimo D’Alema ? Il Vanno Marchi , il Licio Gelli della c.d. OPPOSIZIONE ? Suvvia BASTA !!!

Commenti

  1. Gia D'Alema, mi provocava un po' di nausea . Ora con Fini .. e allora si... scusa ma devo vomit....koff ....re .

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  2. Anch'io ho quasi lo stesso effetto però...dal sedere...

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  3. Sì, sono d'accordo. D'Alema è l'origine del Male.

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  4. Provate ad immaginarvi il Massimo nelle vesti del serpente nel giardino dell'Eden

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