Il bello della vita

Tratto da L'albero dei mille anni di Pietro Calabrese
...Mi era arrivato addosso all'improvviso quel treno in corsa del cancro assassino. Mi aveva fatto stramazzare perchè io mi fermassi. Perchè io riflettessi. Perchè io capissi. Perchè riprendessi il filo quasi spezzato della mia vita e ritrovassi lo scopo e il perchè dell'esistenza. Perchè ripensassi ai miei giorni marginali, che erano stati la maggioranza di quelli vissuti, e non li rivivessi mai più, pochi o molti fossero quelli che mi restavano.Perchè finalmente realizzassi che il valore della vita non è nella vita stessa - magari ce ne saranno altre di vite in altri mondi -, il valore supremo è dentro le piccole cose che compongono il quotidiano, il qui e ora, alle quali non diamo mai importanza, o ne diamo troppo poca. Perchè sprechiamo il valore delle cose che contano veramente. Perchè ci arrabbiamo e ci perdiamo dietro inutili discussioni, fangose polemiche, patibolari decisioni. Perchè pensiamo che il bello e il buono sono sempre altrove, lontano da noi. Invece sono qui, davanti a noi,ai nostri piedi, e non ce ne accorgiamo finendo col calpestarli e ucciderli. Perchè il buono delle cose non è mai così nascosto da non riuscire a scorgerlo, a vederlo, ad assaporarlo. Perchè è bella la vita, bello il sole e il freddo dell'inverno, bellissima una giornata di primavera e dolcemente bello il venticello leggero che l'accompagna. Ma chi si ferma mai a riflettere su queste banalità quotidiane ?
Pietro Calabrese

"Sono due le parole importanti al mondo" diceva Woody Allen "e non si tratta di "ti amo". Ma "è begnino"

Commenti

  1. Un ottimo brano...che mi vede profondamente d'accordo. Questo prendere la vita e viverla senza lasciarsi vivere.
    Non dovremmo aver bisogno che ci suonino il tempo facendoci intravedere la fine della strada per scoprirlo.
    Tutto il correre, affannarsi, accumulare e cercare ricchezza, tutto il cercare potere...è talmente futile e così sciocco, mentre é della meraviglia infinita della nostra stessa vita che dovremmo godere di questa serie di attimi fuggenti che inanellano il nostro destino e che rendono il percorso degno.
    L'autore dice d'essere stato fermato perchè potesse comprendere, mi piace molto questo modo di porre la questione e credo che sia vero...

    Sorrisi :)
    Namastè

    RispondiElimina
  2. Non dovremmo aver bisogno che ci suonino il tempo queste sono parole vere che purtroppo dicono e affermano una amara verità...quando ormai intravediamo la fine della strada, come dalle tue parole,allora solo in quel momento scopriamo o ritorniamo a comprendere il vero valore della vita. Un saluto

    RispondiElimina
  3. cavolo... pesante da digerire, ma estremamente vero!

    RispondiElimina
  4. Anonimo16:02

    Caro Calabrese, neanche tu da lassù immagini quello che hai lasciato in termini di esempio quaggiù.
    Paolo

    RispondiElimina
  5. Anonimo19:40

    Sol chi non lascia eredità di affetti poca gioia ha dell'urna... Ma onestamente, Pietro, avremmo preferito averti ancira qui. Anche un po' malconcio.

    RispondiElimina
  6. Anonimo21:04

    Ciao, grande Pietro. E grazie per tutto quello che ci hai insegnato. Però non è vero che c'era bisogno di un cancro perchè tu ti fermassi e riflettessi sulle cose vere della vita.
    Hai sempre saputo quali sono le priorità e queste hai insegnato a tutti noi.

    RispondiElimina

Posta un commento