
"A Sanremo tutti cantano col vocione, come se fossero dei lirici...
io invece nasco come musicista, mi piace swingare,
fare il jazz solo così mi diverto.
Sono un cane sciolto.
Quando uno è un cane sciolto sta sempre bene."
Nicola Arigliano
Si è spento a 86 anni Nicola Arigliano. Una persona semplice e comune con un grande talento musicale. Un grande artista che non si è mai montato la testa interpretando la sua professione con grande semplicità e passione regalando a tutti coloro che lo hanno ascoltato (me compreso) ottima musica. Un grande dello swing che ha dato dimostrazione che lo swing lo sanno fare anche gli italiani.
Propongo una delle sue ultime interviste rilasciate ad un giornalista di cui non ricordo il nome.
RispondiEliminaE' la bella testimonianza di una delle più importante "vocalist" italiane.
I sing Arigliano
Maestro, ma lei cosa pensa di…
Lei chi?
Lei, maestro.
Io?
Lei.
E allora dammi del tu, che se mi dici “lei” poi mi penso che ci sta una femmina da qualche parte.
E’ morto Nicola Arigliano, io l’ho visto sui siti dei giornali grossi e quindi non è una gran notizia, lo sanno tutti, però io una volta Nicola Arigliano l’ho intervistato e mi sono divertito tantissimo.
Il cantante, 87 anni, abitava da quattro anni a Calimera, in provincia di Lecce, nell’istituto ‘Gino Cucurachi’, un centro per anziani. Era originario di Squinzano, sempre in provincia di Lecce, dove era nato il 6 dicembre 1923.
Io sono scappato di casa quand’ero piccolo e sono andato a Milano a suonare il jazz. Suonavo la chitarra, o la batteria, dipendeva dal posto che rimaneva libero. Avevo 14 anni e mi mantenevo agli studi suonando jazz.
E che studiavi, Maestro?
Niente: non studiavo mai. Mia mamma mi dava sempre dei gran scappellotti. Io volevo solo suonare. E infatti sono scappato.
E non studiavi nemmeno la musica?
La musica sì. Ma studiare la musica è facile. Sono note, mica parole. Tu suoni?
Sì.
E che suoni?
Il clarinetto, Maestro.
Oh, il clarinetto. Bello il clarinetto. Vieni al concerto domani sera?
Sì, penso di sì.
E portati ‘sto clarinetto, che ci facciamo un blues in fa.
Ma in fa per il pianoforte (che per il clarinetto significa mi bemolle) oppure in fa per il clarinetto (che per il pianoforte significa sol)?
Ah, vedo che studi pure te.
Eh, già. E studio pure le parole, pensa te.
Che studi?
Semiotica.
Che?
Semiotica.
Pare una roba degli scemi.
Eh, un po’.
Mi stai simpatico, ragazzo.
Anche te, Maestro.
Poi al concerto canta “I sing ammore / do you capire?” e la mia amica norvegese se la ride che se la ride, e poi il Pinguino Innamorato che è una delle migliori declinazioni possibili del giro di do (o del giro di re, se la suoni col clarinetto), e poi Venti chilometri al giorno, dieci all’andata, dieci al ritorno. E poi no che non ci vado sul palco con Nicola Arigliano, figurarsi se mi faccio una jam con la band di Nicola Arigliano, batteria e contrabbasso che suonano insieme da tipo quarant’anni e un pianista giovane e ciccione che probabilmente è il figlio di qualcuno e va come una scheggia, figurarsi. No, mi ascolto il concerto e la mia amica norvegese è contenta che l’ho portata a sentire ‘sto vecchietto che non sapeva chi fosse. Nicola Arigliano è morto a 86 anni e mezzo ed è una di quelle persone che non riesco a immaginare giovani, come Pertini: Nicola Arigliano è sempre stato così vecchio, quindi poteva tranquillamente essere immortale.
Non aveva malattie, è morto per un infarto. I funerali i terranno il 1 aprile presso la Chiesa SS. Maria Annunziata di Squinzano.
I funerali il 1 aprile non sono uno scherzo: io vorrei andare a suonarci il clarinetto al funerale di Nicola Arigliano, ma Squinzano è nel profondissimo Salento e il treno costa troppo. Maestro, volevo solo dirti che da quella volta che ci siamo sentiti sono scappato di casa anch’io, e mi mantengo agli studi scrivendo.
E che studi?
Le parole, Maestro, come al solito. Solo che per parlare dei morti le parole non si trovano mai. È come suonare nella tonalità sbagliata.
Magari la morte è un tono sotto. Come il clarinetto.
Magari.
grazie per quello che hai scritto, ho i brividi.
Bellissimo. Era una grande persona e sopratutto un grande musicista.
RispondiEliminaio conosco la sua musica perchè era il preferito del mio povro papà e quindi da piccina mi sentivo i suoi dischi...
RispondiEliminaBuon viaggio caro Nicola ,spero che lassù il mio papà ti possa incontrare per ascoltare ancora la tua musica...
baci
val
Vorrei anch'io che il mio papà lo potesse incontrare lassù dove dici tu. Anch'io l'ho conosciuto per merito di mio papà.Ciao valverde alla prossima.
RispondiEliminaanch'io lo amavo molto, essendo appassionato di jazz lo conoscevo da tempo.
RispondiEliminaa chi non lo conoscesse consiglio GO MAN, cd che è bellissimo, pieno di anima e di passione. per chi conosce anche la musica è perfetto.
i sing ciao nicola, tu you mancare...
ma ancora ascoltare
ciao