
Ci penso sempre, spesso. Un’immagine di molti anni fa ma più vicina di quanto possa sembrare. Tutti presenti, con i vestiti migliori, baci, abbracci…ohhh ma dove hai preso quel paio di scarpe…ma guarda che vestitino, preso ad un outlet…non sai quanto tempo ci ho messo per trovarlo ma alla fine…una gioia. Quanto tempo ci ho messo ? Ma il tempo per te non esiste. Non so da quanto sei in pensione, se ricordo bene baby pensionata, non dirmi…tempo ce ne hai da vendere. Si certo ma non sai la fatica, lo stress, non è facile trovare quello per cui si va in cerca. Ed io seduto nella poltrona ad ascoltare lo schifo e sorridere per non piangere…e a ripetermi è la famiglia di mia moglie non posso rompere devo resistere. Nonna, nonna lo sai a scuola sono proprio brava…oh si nonna sapessi ma cambiamo discorso su dai la zia potrebbe avvilirsi… è una famiglia di sapienti, io guardo mio figlio ammicco con l’occhio e…ha proprio ragione perché continuare a venire…ohhh ma non sapete e chiacchiere senza ragione…no gli altri…sai ho molto da fare, o si certo i figli…Ma se non lavorate perché il marito vi mantiene alla grande…e guardo mia moglie, penso non ha avuto la stessa fortuna…ha sposato un morto di fame. Poi…un evento tragico rompe la palla di cristallo ed i brillanti e le stelle al suo interno cadono a terra presentando un amara realtà. Un stare insieme che crolla come un castello di carta, un stare insieme fatto di menzogna e falsità. Finalmente penso ma il bello doveva ancora venire. Ogni tanto mi volto e guardo all’indietro vedo…un vivere di apparenza e preferisco la mia dura realtà ma senza più il peso di un confronto perduto in partenza.
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