13 aprile 2010

Le stagioni perdute

Ho appena finito di leggere il libro "Le stagioni perdute" di Sante Rossetto edito da Piazza Editore. Ho imparato a conoscere come vivevano i bambini di mezzo secolo fà. Quali erano i loro sogni, i loro divertimenti, le loro speranze e le loro attese. Ultimi scampoli di una cultura contadina che aveva dominato per lunghi secoli caratterizzando l'esistenza di intere generazioni. Generazioni che avevano vissuto seguendo regole immutabili anche se mai scritte. Che avevano lasciato una eredità di fatica, sudori, amori, sofferenze. E poche gioie. Angelo è il nome del protagonista un bambino che attraverso i suoi occhi, il suo cuore e le sue gambe ci fà vivere i brandelli conclusivi dell'epopea contadina. Nei primi anni '50, l'Italia non aveva ancora rimarginato le ferite della guerra, con una economia esclusivamente legata ai campi e il sacrificio una parola all'ordine del giorno. Eppure Angelo sà trovare in questa situazione una sua dimensione ricca di frenesia esistenziale vivendo e gustando con spontaneità tutti i piccoli doni che la vita gli riserva. Un grande affresco, un documento storico che si presenta come testimonianza di un mondo scomparso travolto da industrializzazione e globalizzazione.
Le stagioni perdute di Sante Rossetto - Settembre 2006 - Piazza Editore

3 commenti:

  1. mi hai davvero incuriosita... sarà uno dei prossimi libri che leggerò!!!

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  2. Quando l'ho letto mi è sembrato di viverlo davvero anche perchè tante cose narrate erano per me verità raccontate da mia suocera nata e cresciuta in una vecchia famiglia contadina degli anni del ventennio fascista. Una bella storia, ricca di umanità ma sopratutto ricca di ricordi che non dovrebbero essere mai cancellati. Ciao chiara alla prossima

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