Ospedale di Chioggia...12 Gennaio 2010...ambulatorio di Neurologia...visita privata con il dott. Casson.Il dott. Casson ha seguito nostro figlio Federico all'istituto San Camillo del Lido di Venezia dopo la fase acuta del ricovero ospedaliero ed era da dicembre 2008 che non aveva più avuto l'occasione di vederlo. "Ciao Federico, come va, ti trovo bene !" "Buongiorno dottore mi dispiace ma io non mi ricordo di lei" "Và benino, a parte che non vedo niente, neanche il nulla". Silenzio. Il dott. Casson analizza la documentazione clinica da noi fornita, controlla la terapia farmacologica in atto e visita poi Federico. "Bene Federico cominciamo con il togliere alcuni medicinali di cui non hai più necessità gradatamente certamente diciamo che nel giro di due settimane non li prenderai più" Un recupero davvero buono. Grazie soprattutto ai tuoi genitori, casi come il tuo, se alle spalle non ci sono chiamiamoli "mamma e papà tosti" difficilmente si arriva a un recupero come il tuo. Presenza, costanza e come dice il tuo papà "lotta dura senza paura". Non ci sono istituzioni, farmaci, riabilitazioni che possano dare i risultati che tu hai ottenuto se non con la presenza con la P maiuscola dei tuoi genitori. La tua mamma e il tuo papà, al momento, non hanno sbagliato nulla. Anche l'esperienza di Trieste è stata valida e positiva ed io sono sicuro che prima o poi ci ritornerai. Avrai certamente ulteriori progressi che nel lungo tempo ti porteranno ad avere una ancor maggiore autonomia di quella che tu adesso hai. Cammina, come mi hai dimostrato di saper fare, è un impegno che ti aiuterà ancora di più a venirne fuori. Continua il nuoto, l'equitazione e anche se non è il massimo il Ceod fallo almeno per la socializzazione per dimostrare agli altri che tu sei li perchè la tua forza di volontà ti impone di farlo per te e per il tuo futuro. Continuate a cercare altre soluzioni, portatelo dove vi sembra giusto e lo possano ancora aiutare, nessuno ve lo potrà impedire, io se lo vorrete sarò al vostro fianco e vi darò tutto il mio aiuto possibile. "Federico è stato un piacere rivederti, segui mamma e papà loro sanno come poterti aiutare" "Lo sò mi vogliono bene a manetta". E così siamo usciti guardandoci negli occhi che sorridevano con la certezza che nel "deserto" del nostro problema vi e un oasi di cui non ne conoscevamo l'esistenza. 14 gennaio 2010
...Un oasi nel deserto
Ospedale di Chioggia...12 Gennaio 2010...ambulatorio di Neurologia...visita privata con il dott. Casson.Il dott. Casson ha seguito nostro figlio Federico all'istituto San Camillo del Lido di Venezia dopo la fase acuta del ricovero ospedaliero ed era da dicembre 2008 che non aveva più avuto l'occasione di vederlo. "Ciao Federico, come va, ti trovo bene !" "Buongiorno dottore mi dispiace ma io non mi ricordo di lei" "Và benino, a parte che non vedo niente, neanche il nulla". Silenzio. Il dott. Casson analizza la documentazione clinica da noi fornita, controlla la terapia farmacologica in atto e visita poi Federico. "Bene Federico cominciamo con il togliere alcuni medicinali di cui non hai più necessità gradatamente certamente diciamo che nel giro di due settimane non li prenderai più" Un recupero davvero buono. Grazie soprattutto ai tuoi genitori, casi come il tuo, se alle spalle non ci sono chiamiamoli "mamma e papà tosti" difficilmente si arriva a un recupero come il tuo. Presenza, costanza e come dice il tuo papà "lotta dura senza paura". Non ci sono istituzioni, farmaci, riabilitazioni che possano dare i risultati che tu hai ottenuto se non con la presenza con la P maiuscola dei tuoi genitori. La tua mamma e il tuo papà, al momento, non hanno sbagliato nulla. Anche l'esperienza di Trieste è stata valida e positiva ed io sono sicuro che prima o poi ci ritornerai. Avrai certamente ulteriori progressi che nel lungo tempo ti porteranno ad avere una ancor maggiore autonomia di quella che tu adesso hai. Cammina, come mi hai dimostrato di saper fare, è un impegno che ti aiuterà ancora di più a venirne fuori. Continua il nuoto, l'equitazione e anche se non è il massimo il Ceod fallo almeno per la socializzazione per dimostrare agli altri che tu sei li perchè la tua forza di volontà ti impone di farlo per te e per il tuo futuro. Continuate a cercare altre soluzioni, portatelo dove vi sembra giusto e lo possano ancora aiutare, nessuno ve lo potrà impedire, io se lo vorrete sarò al vostro fianco e vi darò tutto il mio aiuto possibile. "Federico è stato un piacere rivederti, segui mamma e papà loro sanno come poterti aiutare" "Lo sò mi vogliono bene a manetta". E così siamo usciti guardandoci negli occhi che sorridevano con la certezza che nel "deserto" del nostro problema vi e un oasi di cui non ne conoscevamo l'esistenza.
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Andare sempre avanti....Mollare MAI!!!
RispondiEliminaUn abbraccio forte
Non vi conosco ma da quello che ho letto ricavo l'impressione di una famiglia forte, unita e piena d'amore.
RispondiEliminaSiete fortunati ad AVERVI così come siete.
E' fortunato vostro figlio ad avere voi, ma lo siete anche tutti voi a possedere un legame così forte ed autentico.
Ed anche in questioni familiari, davvero "lotta dura senza paura."
Sempre avanti!
A parole sembra tutto così facile ma invece è tutto tremendamente difficile. I rapporti con le istituzioni, le difficoltà che trovi in tutti gli uffici che vai, il medico personale che non sa mai nulla , i parenti...lasciamo perdere. Verrebbe da dire : "E' tutto sbagliato è tutto da rifare" ma non si capisce cosa sia sbagliato e cosa sia da rifare.
RispondiEliminaQuesti post sono molto utili.
RispondiEliminaAiutano a capire che la vita virtuale è solo quella del Grande Fratello.
La tua lotta è un esempio per tutti.
storie come questa, oltre ad essere una grande gioia ed un esempio di amore, aprono la speranza che altri bimbi, come Federico, possano fare passi avanti concreti ed essere forti abbastanza per una "lotta dura senza paura". Il vostro amore è una forza, avanti così!
RispondiEliminavi abbraccio
GM C