
Stamattina non riesco a stare a letto ho dei forti dolori alla schiena. In qualsiasi posizione mi metta non riesco a trovare sollievo. Guardo l’orologio sono le 6e20, vabbè frà quaranta minuti dovrei alzarmi che cazzo ci resto a fare a letto. Faccio piano per non disturbare Carla anche se come sempre qualcosa combino, certe volte mi sembra di essere gatto Silvestro anche non volendo “qualcosa” nasce. Chiudo la porta della camera e vado al bagno. Apro gli “scuri” fuori è ancora buio e fa un freddo cane…brrrr. Mi lavo la faccia e i denti e mi guardo allo specchio. Tra me e me penso : “ Come sei invecchiato Rena “. La schiena mi duole e prendo due Sinflex poi vado in cucina apro tutti gli “scuri” e la porta di ingresso. L’erba del giardino è tutta ricoperta di brina ed una leggera nebbiolina fa fatica ad alzarsi. Nala, il nostro cane esce e poco dopo ritorna grattando sulla porta d’ingresso per farsi aprire. Vorrebbe andare da Carla ma la porta della camera è chiusa e gli ordino di andare a cuccia. Guardo fuori dalla finestra l’automobile è tutta ghiacciata mentre incomincia a fare chiaro. Federico è in camera sua stranamente non ha ancora chiamato anche se questa notte si è fatto sentire verso le tre. Da quando è tornato a casa dopo la riabilitazione per quel disgraziato incidente non dorme più come prima. Prendo la caffettiera e preparo il caffè, accendo il fuoco e aspetto che sia pronto. Intanto penso o forse più che pensare è come avessi una di quelle vecchie macchine cinematografiche e cercassi di far andare al contrario la pellicola. Lentamente fotogramma per fotogramma e…il caffè è pronto. Chiudo il fuoco e vedo Carla uscire dalla camera è stanca si vede che neanche stanotte non ha riposato bene. Riposato bene da quanto tempo ormai non riposiamo bene. Click alle tre del mattino è come fosse giorno e da quel momento giri che ti rigiri e aspetti il mattino. “Mamma, mamma” “Fede la mamma è al bagno” “Mi porti al bagno”. Arrivo, arrivo eccomi. Brrr che freddo mi dai il maglione, le mie ciabatte dove sono, cosa c’è per colazione…portami al bagno. Il solito svegliarsi l’inizio della nuova giornata. “Ciao mamma come stai” Ciao Fede la mamma è piena di dolori” “Noooo”. Sembra tutta una scena di una commedia ma da due anni a questa parte non è una commedia. Mentre Carla segue Federico ritorno in cucina e preparo il tavolo e la sua colazione…ah non devo dimenticarmi la solita razione quotidiana di pastiglie che deve prendere e le gocce per gli occhi e…e…e…e…Qualche minuto e Carla ed io andremo a lavorare non prima che sia arrivato nostro cognato che deve portare Fede al centro diurno che lo ospita qualche ora. Ciao papà buona giornata…anche a te Fede mi raccomando…per forza. Esco, la macchina l’avevo già accesa dovevo liberare dal ghiaccio tutti i finestrini, entro metto la prima e…sorrido al pensiero di chi fà l'offeso toccato nell' orgoglio di chi non sa mai perdere immersi nell'apparenza di un un albero di Natale plastificato, bello da vedere ma destinato a restare in un angolo fino alla prossima esposizione...e mi dico ma ci fanno o ci sono ? Ormai sono quasi al casello dell’autostrada, telepass biip, e guardo la campagna imbiancata che mi circonda qualche volo di uccello infreddolito, camion e automobili, sottopasso e penso…certamente nonostante tutto siamo noi e non loro che conosciamo cosa vuol dire vivere.
Grazie per esserti messo fra i miei lettori, Errebi, mi ha fatto molto piacere e mi son permesso di ricambiare :-)
RispondiEliminaCiao, passerò ancora a fare visita, è un posto interessante qui :-)
Grazie per "il posto interessante" è comunque interessante anche il tuo
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